27th lug 2010
A cow is a food factory
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08. Galleria immagini
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04th lug 2010
Il colpo di calore nel cane e nel gatto: riconoscerlo, prevenirlo e intervenire in caso di emergenza.
Fonte: Ministero della Salute (» visualizza articolo)
Anche per cani e gatti si parla di colpo di calore quando i normali meccanismi di termodispersione non possono compensare l’eccessiva produzione o il sovraccarico di calore. La temperatura corporea diventa eccessivamente alta raggiungendo i 41-43°C.
Naturalmente i colpi di calore si osservano più frequentemente nei climi caldi e durante il periodo estivo. Qualora l’animale fosse stato lasciato in ambienti eccessivamente caldi e presentasse sintomi quali: respirazione affannosa, debolezza, barcollamenti fino a convulsioni e coma ci potremmo trovare di fronte ad un colpo di calore.
Va ricordato che i cani e i gatti non sudano e che il loro organismo utilizza un sistema di raffreddamento ad aria. Effettuano, infatti, frequenti e brevi atti respiratori introducendo velocemente l’aria che, passando su una superficie bagnata, quali sono le prime vie aeree, determina una dispersione del calore.
Fattori di rischio:
1. precedenti colpi di calore (che possono aver alterato la capacità di termoregolazione ipotalamica);
2. età avanzata;
3. razze brachicefale come i bulldog e i carlini, cioè quelle razze che hanno le prime vie respiratorie piuttosto piccole rispetto alle dimensioni del cane stesso;
4. problemi o patologie ostruttive delle vie aeree superiori;
5. obesità;
6. forte calore ed umidità con scarsa circolazione dell’aria nell’ambiente;
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05. Cura e salute dell'animale
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18th giu 2010
Proprio alcuni giorni fa, mi è capitato di vedere, durante uno dei tanti vuoti TG che affollano il palinsesto televisivo, un delirante servizio di promozione del latte, in cui ne venivano decantate le mille combinazioni per il palato e le tante immaginarie qualità, con tanto di intervista a un tizio importante del settore per elogiare il cosiddetto made in Italy, come se una mucca sfruttata e uccisa in Italia fosse migliore di una mucca sfruttata e uccisa in altra parte del mondo. E dentro di me non ho potuto non rivivere le crude immagini di questo video visto proprio qualche giorno prima, constatando ancora, per la millesima volta, di quanto le immagini che passano sullo stupido schermo siano lontane dalla realtà vissuta dagli animali. Una realtà fatta di sofferenza, angoscia e terrore.
Molte persone che vedranno questo video saranno indignate e scioccate dalla violenza di questi uomini sulle loro vittime animali. Eppure non sono stati questi uomini a rinchiudere quegli animali in quel luogo infernale. Quegli animali si trovano lì per un solo motivo: riempire un bicchiere di latte.
Non ci si può ancora illudere che sia possibile allevare milioni di animali in stalle industriali e trattarli in modo “umano” garantendo la loro sicurezza con leggi palliative e ipocrite, poiché questi animali, una volta nati, sono considerati puramente macchine, e come tali trattati. Anche credere che basti scegliere allevamenti biologici per risolvere il problema della crudeltà animale è parimenti illusorio, poiché gli attuali consumi umani e individuali di prodotti animali possono essere soddisfatti solo con tecniche di allevamento intensivo. E anche se le condizioni degli allevamenti biologici sono meno peggiori di quelle delle strutture intensive, nessuno impedisce ai lavoratori di commettere simili crudeltà sugli animali imprigionati.
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02. Allevamenti e macelli, 07. Galleria video
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05th giu 2010
Analisi di un pessimo servizio sugli animali andato in onda durante il programma Striscia la notizia
di AlanAdler
Anche se nauseato e disgustato dalla telescatola, non sempre è possibile evitare di assistere a frammenti di delirio rigurgitato dal tubo televisivo. E quando colgo in TV momenti in cui si parla di animali, alzo lo sguardo e tendo le orecchie. Ma non si tratta di vero interesse. E non mi aspetto certo uno scorcio di intelligenza accidentale tra le urla della televisione odierna. L’unico stimolo che attira la mia attenzione verso il congegno televisivo è solo la curiosità: la curiosità di vedere e sentire, di sondare cosa passa per il grosso e addormentato cervello telemediatico in fatto di animali. Così giorni fa, mentre sullo schermo andava in onda il programma Striscia la notizia, la mia curiosità è stata risvegliata da un servizio di uno degli inviati, Edoardo Stoppa, l’inviato che si occupa dei problemi che coinvolgono gli animali. Ciò che ho visto nel servizio è stato davvero ridicolo.
Certamente il programma Striscia la notizia si è occupato più volte di animali in modo mirabile, anche se, almeno nella mia personale sporadica esperienza televisiva, il più delle volte si è trattato di servizi (non per questo meno degni di nota) riguardanti canili lager, animali randagi e cani e gatti in generale: ricordo ancora lo straziante servizio sui poveri cani addestrati, da addestratori professionisti, con scosse elettriche (lo potete vedere » qui). Dunque, qualsiasi mia critica a questo programma non intende certo disprezzare il buon lavoro di denuncia coltivato in altre occasioni, ma vuole solo essere uno spunto di riflessione critica su ciò che dalla TV ci viene proposto. D’altra parte un buon servizio non può certo giustificare la realizzazione di un servizio più strampalato.
Il servizio che ho visto è andato in onda il 25 maggio scorso. Veniva denunciato il caso di un’attività illegale di un uomo che detiene grossi felini (leopardi, tigri, leoni) all’interno di grandi gabbie permettendo ai visitatori di entrarvi dentro, accarezzare gli animali prigionieri e farvi foto insieme. Si tratta dunque di una situazione certamente da » continua a leggere…
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04. Animalismo varie
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23rd mar 2010
Segnalo questa importante petizione internazionale contro i canili lager italiani: http://www.thepetitionsite.com/1/ItalianKennelHell. Per maggiori informazioni sui canili lager in Italia potete visitare il sito NotHuman.org. Segue il testo della petizione così come appare nel sito sopra segnalato.
English version of the Petition. Italian Version below: - Versione italiana di sotto
We wish to strongly protest against the current system whereby kennels are subsidised per dog and whereby the system is wide open for abuse. This abuse is widely recognised with several internet sites referring to the system of abuse. Your citizens are too afraid to report the abuse, because of the inherent threat of physical violence by those who are profiting from these heinous dog kennels.
Among Abuses reported but not limited to are:
================================
01) No water in the kennel - God will provide!
02) No food in the kennel - God will provide!
03) The mortality reaching the level of 97%, like in the infamous kennel lager of Cicerale.
04) The fact that the animals do not get out of their cage for 14-15 years.
05) The fact that the puppies born in a cage die in a cage.
06) Bogus Ministerial inspections.
07) Bribes paid to those in political power in Rome who will kill off any complaint from the public.
08) Disappearing documents: they can disappear like the documents of Cicerale suddenly dissolving into thin air.
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10. Annunci e appelli
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23rd mar 2010
La tragica fine dei cuccioli maschi nati negli allevamenti di bufale
Un recente articolo pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno svela una verità molto nota ai vegani italiani e tenuta ben nascosta ai consumatori della tanto rinomata mozzarella di bufala, uno dei tanti prodotti italiani con riconoscimento DOP grondanti sangue e sofferenza. Nel nostro paese vive ancora il mito dell’allevatore di campagna che accarezza i propri animali (prima di infilargli una lama in gola), ma la verità vissuta dagli animali allevati è ben diversa. È una verità fatta di prigionia, maltrattamenti e morti orribili. La situazione negli allevamenti di bufale dimostra una volta di più come gli animali, in quanto considerati solo proprietà e non esseri senzienti dotati di una vita propria, vengano trattati solo come oggetti, dunque come tali buttati in un fosso quando non rivestono una fonte di guadagno per l’allevatore.
Forse chi è vegetariano dovrebbe riflettere sulla morte, non evidente come quella che si palesa in una bistecca, ma tuttavia ugualmente presente, che si nasconde dietro un prodotto solo apparentemente innocente come una mozzarella, un bicchiere di latte o un uovo all’occhio di bue. Chi invece mangia ancora carne forse dovrebbe farsi qualche domanda in più sulla vita (e la morte) che ha fatto l’animale prima di essere tagliato in pezzi e finire esposto in una macelleria lucidata a specchio: i nostri allevatori non sono proprio così affettuosi con gli animali come crediamo e le leggi sono facili da aggirare, quando chi subisce soprusi non può telefonare ad un avvocato.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno (» visualizza articolo)
10 marzo 2010
Non servono al latte, e neppure alla carne, così vengono soppressi appena nati e le carcasse gettate alle spalle della pineta di Castel Volturno, dove sorge un cimitero di bufali. Macabra scoperta nella mattinata di oggi, mercoledì, da parte degli uomini del corpo forestale dello Stato della locale stazione, diretti da Paolo Verdicchio. In una parte della pineta, dove l’acqua assume le sembianze di una palude, sono stati rinvenuti i corpi senza vita di decina di bestie di pochi mesi. Il responsabile della forestale della provincia di Caserta, Nicola Costantino, ha informato la Procura della » continua a leggere…
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02. Allevamenti e macelli, 07. Galleria video
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08th feb 2010
Molte persone oggi affermano di essere attente alle problematiche dell’ambiente. Quando però si discute del fatto che l’allevamento di animali è una delle principali cause di distruzione del globo terrestre, non è insolito sentirsi elencare tutta una serie di ragioni sconclusionate per cui è giusto mangiare carne. Tristemente un simile atteggiamento è frequente anche tra molte di quelle persone che si definiscono ecologisti ma che non intendono rinunciare per nessuna ragione al mondo alla loro bistecca. Un esempio illuminante e allo stesso tempo divertente e desolante ci è offerto da una intervista televisiva, risalente allo scorso anno, al responsabile agricoltura di Legambiente Guglielmo Donatello, il cui unico problema sembra essere come aggirare il problema degli allevamenti e del consumo di carne.
Nella puntata del programma il conduttore Fabrizio Frizzi parla di un articolo del Corriere della sera, dall’eloquente titolo Il Lord che studia il clima: «Diventate vegetariani», in cui viene evidenziato il legame tra allevamenti e riscaldamento globale. Fabrizio Frizzi dice chiaramente: «Secondo Lord Stern of Brentford, una delle massime autorità sui cambiamenti del clima, per combattere i cambiamenti climatici dovremmo diventare tutti vegetariani». Poi, rivolgendosi al responsabile di Legambiente, spiega che «secondo i dati dell’Onu, la produzione di carne è responsabile del 18% delle emissioni globali di anidride carbonica». Quindi gli chiede cosa ne pensa. Il Donatello, evidentemente confuso e molto incerto, inizia dapprima deviando il discorso su altri binari, spiegando che l’agricoltura attuale usa molto azoto (nello stato di confusione in cui si trova si riferisce all’azoto al femminile: “la quale”), per poi portare avanti un discorso sconclusionato e poco chiaro, esprimendosi in termini vaghi («secondo me…», «credo…») e senza mai riferirsi alla carne e agli allevamenti, finendo per concludere che, quindi, ciò che occorre fare non è agire sul proprio stile alimentare, bensì che «dobbiamo porci di cambiare il modello agricolo». Un’intervista davvero bizzarra, se si pensa che abbiamo a che fare con un “esperto in materia” che inoltre rappresenta Legambiente, una delle principali associazioni ambientaliste in Italia.
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01. Scelta veg
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06th feb 2010
L’Airc promuove una campagna dis-informativa contro la dieta vegetariana
di AlanAdler
Quest’anno l’Airc - Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ha dato il meglio di sè. Come è noto, l’Airc (come Telethon e altre note associazioni di ricerca) usa una parte dei finanziamenti e delle donazioni che riceve per condurre crudeli esperimenti su animali. Anche quest’anno, come ogni anno, AgireOra Network, all’approssimarsi della giornata per la raccolta fondi dell’Airc (il 30 gennaio scorso), ha lanciato un comunicato stampa [» leggi il comunicato stampa] con un invito a non fare donazioni a questa associazione e a preferire associazioni di ricerca che non sperimentano su animali [» per saperne di più]. Nel comunicato stampa, inoltre, veniva sottolineata l’importanza della prevenzione rispetto alla cura, mettendo l’accento sul ruolo giocato da una dieta vegetariana/vegana nella prevenzione del cancro.
Tuttavia, quest’anno, i responsabili dell’Airc sembra che non abbiano gradito molto l’appello di AgireOra Network, così hanno deciso di rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro. Dunque: come “colpire” un’associazione a difesa degli animali e concentrata sulla scelta vegana? Semplice: scrivendo menzogne sull’alimentazione vegetariana da diffondere tra la popolazione. Questo è proprio quanto ha fatto l’Airc. A fronte delle molteplici evidenze scientifiche, a fronte delle affermazioni favorevoli di prestigiose associazioni di dietisti, a fronte persino del buon senso, l’Airc ha creato una campagna dis-informativa sulle diverse diete a base di vegetali, con tanto di pagina dedicata sul proprio sito web e opuscoli consegnati nelle piazze durante la giornata della raccolta fondi. Ma non solo: l’Airc ha comprato anche spazi pubblicitari in Rete, così che digitando in Google la parola “vegan” saltava fuori sulla destra il loro annuncio che metteva in guardia su “i pro e i contro della dieta vegetariana”. Oltre ai vari articoli che sono comparsi su riviste e quotidiani.
Sul loro sito web, nella pagina della campagna (I pro e i contro della dieta vegetariana), si legge nell’introduzione:
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04. Animalismo varie
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28th gen 2010
Un’interessante intervista al professore Gary L. Francione riguardo alle sue idee su abolizionismo e protezionismo e sull’attuale movimento per gli animali
Fonte: Promiseland.it (» visualizza articolo) (tratto da Friends of Animals: » visualizza articolo)
2005
Gary L. Francione insegna legge presso la Rutgers University. Nel 1989 ha tenuto il primo corso sui diritti animali e la legge in una scuola di legge americana. Il suo ultimo libro è Introduction to Animal Rights: Your Child or the Dog? (Temple University Press, 2000). Tra i libri che ha pubblicato, ricordiamo: Animals, Property, and the Law (Temple University Press, 1995), e Rain Without Thunder: The Ideology of the Animal Rights Movement (Temple University Press, 1996). È autore, insieme ad Anna Charlton, di Vivisection and Dissection in the Classroom: A Guide to Conscientious Objection, che - sia negli Stati Uniti che in altri paesi - è stato usato con successo dagli studenti per ottenere l’impiego di metodi alternativi alla sperimentazione animale . Per dieci anni, ha gestito con Anna Charlton la Rutgers Animal Rights Law Clinic, che ha offerto servizi legali gratuiti agli animalisti ed è divenuta la “mente” dell’animalismo giuridico nazionale; i documenti che ha prodotto sono disponibili sul sito Animal Rights: The Abolitionist Approach.
Le tesi del professor Francione sono molto diverse da quelle di Peter Singer e Tom Regan. Diversamente da Singer, che sostiene il protezionismo e rifiuta il concetto di diritti animali, Francione ritiene che il protezionismo non possa offrire alcuna protezione significativa agli animali - in quanto considera gli animali legalmente come una proprietà - e che i diritti siano necessari, se gli animali devono essere considerati diversamente da degli oggetti, come avviene » continua a leggere…
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04. Animalismo varie
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27th dic 2009
Il video mostra la nota indagine shock compiuta dall’associazione Swiss Animal Protection sul trattamento degli animali allevati e uccisi in Cina per l’industria della pelliccia. È importante sottolineare che il mercato cinese della pelliccia è uno dei più floridi del pianeta, e la pelliccia di un animale ucciso in Cina può arrivare facilmente nella boutique vicino casa nostra per ornare il collo di qualche giacca invernale. Ma anche nel migliore dei casi, quando la pelliccia proviene da un allevamento europeo, si tratta sempre della pelliccia di un animale che prima di essere ucciso, di solito con scosse elettriche o altri metodi cruenti, ha passato un’esistenza infernale imprigionato per tutta la sua breve vita in una gabbia di ferro. Dell’indagine è disponibile anche un report scaricabile in formato pdf (» qui).
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04. Animalismo varie, 07. Galleria video
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08th dic 2009
Analisi delle argomentazioni etiche di un vivisezionista e dei possibili risvolti paradossali
di AlanAdler
Girando per la Rete non è infrequente imbattersi in articoli e siti critici sulle varie posizioni assunte dal movimento animalista con esposte tesi e argomentazioni dall’esito spesso delirante e ridicolo. Tuttavia in alcuni casi si possono trovare anche scritti che, al di là della loro pretesa ragionevolezza e credibilità, hanno un valore proprio, anche se diverso dalle intenzioni originarie dell’autore. Un sito che, in questo senso, ha attirato la mia attenzione, è Scienza e medicina, curato dal dottor Mario Campli. Il sito mette in luce in modo chiaro ed esemplare quale è l’atteggiamento tipico di un vivisezionista e di come le sue giustificazioni etiche possano portare a conclusioni imbarazzanti e raccapriccianti.
Sin dalla pagina di presentazione, il dottor Campli rende chiara la ragion d’essere del sito:
La nostra società è attraversata da una sorta di rigetto verso la Scienza e la cultura scientifica. [...] Noi riteniamo che la crisi e i mali della nostra epoca dipendano dalla diffusa e fondamentale ignoranza di cosa sia veramente la Scienza e il pensiero scientifico, di cosa significhi fare ricerca scientifica. Di fronte alla dilagante ondata di irrazionalità, anche sul Web, ecco perciò una occasione per leggere qualcosa di ponderato e razionale su argomenti controversi presso l’opinione pubblica.
Il dottor Campli sembra in particolare preoccupato di fare chiarezza sul tema delle medicine alternative e, ovviamente, su quello della sperimentazione animale, con diversi scritti di sua mano che compaiono nel sito. Nella » continua a leggere…
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03. Vivisezione, 11. Riflessioni
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18th nov 2009

Esempio di messaggio pubblicitario specista (la scritta recita: “Io ti nutrirò e ti vestirò″). L’immagine appare nel noto film Earthlings.
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11th nov 2009
Alcune considerazioni su specismo e antispecismo
Fonte: Oltre la specie (» visualizza articolo)
di Massimo Filippi
«Penso alle mucche, ai vitelli, al toro; capre e pecore e perfino […] all’umile maiale, come a rappresentazioni celesti: mansuete, dolorose sempre, benevole sempre, magnifiche. Non vedo perché l’uomo debba pensare che gli appartengono, che sono suoi propri, che può distruggerli, usarli. Concetto tra i più barbari e nefasti, da cui procede tutta la immedicabile violenza umana, l’essere micidiale della storia, la cui meta sembra solo l’accrescimento di sé, tramite il possesso e la distruzione dell’altro da sé. [… ] Più uccidiamo e più siamo uccisi. Più degradiamo e più siamo degradati».
Anna Maria Ortese
Il termine specismo è stato introdotto nel 1970 da Richard D. Ryder, psicologo inglese che ha ripudiato per motivi etici la sperimentazione animale, ed è stato reso popolare da Peter Singer nel suo libro Liberazione animale del 1975. Secondo Singer, specismo è:
«Un pregiudizio o atteggiamento di prevenzione a favore degli interessi dei membri della propria specie e a sfavore di quelli dei membri di altre specie».
Sempre Singer ritiene lo specismo parte integrante di quella lunga serie di violazioni del principio di eguaglianza, che hanno nel razzismo e nel sessismo le loro espressioni intraspecifiche più note:
«Il razzista viola il principio di eguaglianza attribuendo maggior peso agli interessi dei membri della sua razza qualora si verifichi un conflitto tra gli interessi di questi ultimi e quelli dei membri di un’altra razza. Il sessista viola il principio di eguaglianza favorendo gli interessi del proprio sesso. Analogamente, lo specista permette che gli interessi della sua specie prevalgano su interessi superiori dei membri di altre specie. Lo schema è lo stesso in ciascun caso».
In breve, lo specismo utilizza delle innegabili differenze biologiche tra umani e non umani al fine di accordare agli umani e ai soli umani uno stato morale privilegiato. Questo può avvenire, in maniera più rozza e più facilmente screditabile, tramite l’appello diretto all’appartenenza di specie (“Gli umani sono titolari di uno stato morale » continua a leggere…
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11. Riflessioni
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