08th feb 2010
Intervista ad uno pseudoecologista: come ignorare il problema carne
Molte persone oggi affermano di essere attente alle problematiche dell’ambiente. Quando però si discute del fatto che l’allevamento di animali è una delle principali cause di distruzione del globo terrestre, non è insolito sentirsi elencare tutta una serie di ragioni sconclusionate per cui è giusto mangiare carne. Tristemente un simile atteggiamento è frequente anche tra molte di quelle persone che si definiscono ecologisti ma che non intendono rinunciare per nessuna ragione al mondo alla loro bistecca. Un esempio illuminante e allo stesso tempo divertente e desolante ci è offerto da una intervista televisiva, risalente allo scorso anno, al responsabile agricoltura di Legambiente Guglielmo Donatello, il cui unico problema sembra essere come aggirare il problema degli allevamenti e del consumo di carne.
Nella puntata del programma il conduttore Fabrizio Frizzi parla di un articolo del Corriere della sera, dall’eloquente titolo Il Lord che studia il clima: «Diventate vegetariani», in cui viene evidenziato il legame tra allevamenti e riscaldamento globale. Fabrizio Frizzi dice chiaramente: «Secondo Lord Stern of Brentford, una delle massime autorità sui cambiamenti del clima, per combattere i cambiamenti climatici dovremmo diventare tutti vegetariani». Poi, rivolgendosi al responsabile di Legambiente, spiega che «secondo i dati dell’Onu, la produzione di carne è responsabile del 18% delle emissioni globali di anidride carbonica». Quindi gli chiede cosa ne pensa. Il Donatello, evidentemente confuso e molto incerto, inizia dapprima deviando il discorso su altri binari, spiegando che l’agricoltura attuale usa molto azoto (nello stato di confusione in cui si trova si riferisce all’azoto al femminile: “la quale”), per poi portare avanti un discorso sconclusionato e poco chiaro, esprimendosi in termini vaghi («secondo me…», «credo…») e senza mai riferirsi alla carne e agli allevamenti, finendo per concludere che, quindi, ciò che occorre fare non è agire sul proprio stile alimentare, bensì che «dobbiamo porci di cambiare il modello agricolo». Un’intervista davvero bizzarra, se si pensa che abbiamo a che fare con un “esperto in materia” che inoltre rappresenta Legambiente, una delle principali associazioni ambientaliste in Italia.
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Gary L. Francione insegna legge presso la Rutgers University. Nel 1989 ha tenuto il primo corso sui diritti animali e la legge in una scuola di legge americana. Il suo ultimo libro è Introduction to Animal Rights: Your Child or the Dog? (Temple University Press, 2000). Tra i libri che ha pubblicato, ricordiamo: Animals, Property, and the Law (Temple University Press, 1995), e Rain Without Thunder: The Ideology of the Animal Rights Movement (Temple University Press, 1996). È autore, insieme ad Anna Charlton, di Vivisection and Dissection in the Classroom: A Guide to Conscientious Objection, che - sia negli Stati Uniti che in altri paesi - è stato usato con successo dagli studenti per ottenere l’impiego di metodi alternativi alla sperimentazione animale . Per dieci anni, ha gestito con Anna Charlton la Rutgers Animal Rights Law Clinic, che ha offerto servizi legali gratuiti agli animalisti ed è divenuta la “mente” dell’animalismo giuridico nazionale; i documenti che ha prodotto sono disponibili sul sito
Girando per la Rete non è infrequente imbattersi in articoli e siti critici sulle varie posizioni assunte dal movimento animalista con esposte tesi e argomentazioni dall’esito spesso delirante e ridicolo. Tuttavia in alcuni casi si possono trovare anche scritti che, al di là della loro pretesa ragionevolezza e credibilità, hanno un valore proprio, anche se diverso dalle intenzioni originarie dell’autore. Un sito che, in questo senso, ha attirato la mia attenzione, è 





































