Archive for the '03. Vivisezione' Category

08th dic 2009

Sperimentazione sugli umani: le ragioni etiche

Analisi delle argomentazioni etiche di un vivisezionista e dei possibili risvolti paradossali
di AlanAdler

Girando per la Rete non è infrequente imbattersi in articoli e siti critici sulle varie posizioni assunte dal movimento animalista con esposte tesi e argomentazioni dall’esito spesso delirante e ridicolo. Tuttavia in alcuni casi si possono trovare anche scritti che, al di là della loro pretesa ragionevolezza e credibilità, hanno un valore proprio, anche se diverso dalle intenzioni originarie dell’autore. Un sito che, in questo senso, ha attirato la mia attenzione, è Scienza e medicina, curato dal dottor Mario Campli. Il sito mette in luce in modo chiaro ed esemplare quale è l’atteggiamento tipico di un vivisezionista e di come le sue giustificazioni etiche possano portare a conclusioni imbarazzanti e raccapriccianti.

Sin dalla pagina di presentazione, il dottor Campli rende chiara la ragion d’essere del sito:

La nostra società è attraversata da una sorta di rigetto verso la Scienza e la cultura scientifica. [...] Noi riteniamo che la crisi e i mali della nostra epoca dipendano dalla diffusa e fondamentale ignoranza di cosa sia veramente la Scienza e il pensiero scientifico, di cosa significhi fare ricerca scientifica. Di fronte alla dilagante ondata di irrazionalità, anche sul Web, ecco perciò una occasione per leggere qualcosa di ponderato e razionale su argomenti controversi presso l’opinione pubblica.

Il dottor Campli sembra in particolare preoccupato di fare chiarezza sul tema delle medicine alternative e, ovviamente, su quello della sperimentazione animale, con diversi scritti di sua mano che compaiono nel sito. Nella (continua…)

Posted by Posted by AlanAdler under Filed under 03. Vivisezione, 11. Riflessioni Comments 3 Comments »

12th ago 2009

Perché gli scienziati difendono la sperimentazione animale

I motivi del persistere della vivisezione, secondo la National Anti-Vivisection Society degli USA
Fonte: AgireOra Network (» visualizza articolo) (tratto da NAVS - National Anti-Vivisection Society: » visualizza articolo)
traduzione a cura di AgireOra Network
7 marzo 2009 (su AgireOra Network)

Gli antivivisezionisti hanno due importanti argomentazioni per motivare la loro opposizione alla sperimentazione animale: quella etica e quella scientifica. Alla luce di entrambe queste prospettive è facile dimostrare quanto la vivisezione sia crudele e inadeguata e come rappresenti uno spreco di tempo, denaro e risorse che potrebbero essere meglio impiegate per alleviare la sofferenza umana.

Perché, allora, certi ricercatori continuano ad effettuare e difendere la sperimentazione su animali, alla luce di queste incontrovertibili evidenze, che provengono anche dall’interno dello stesso mondo scientifico, e continuano con questi studi che danno risultati di nessun valore? Le risposte sono molte e diverse ma si possono ricondurre ad un’unica ragione di fondo: i soldi.

Malgrado sia dimostrato che la sperimentazione animale è una metodologia sbagliata, essa continua perché è di interesse economico per gli scienziati, e per un gran numero di altre entità coinvolte: università, industrie farmaceutiche, riviste scientifiche, allevatori, avvocati e mezzi di informazione. Tutti quanti traggono un guadagno, diretto o indiretto, dalla ricerca su animali e quindi hanno un concreto interesse nel mantenere lo status quo.

Considerate il ricercatore la cui sicurezza del posto di lavoro e il cui prestigio si basano sul numero di articoli scientifici che pubblica. Si parla di sindrome del “pubblica o muori” e questo vale per le istituzioni scientifiche di ogni paese. Non è importante la qualità della ricerca, ma piuttosto la quantità. Quanti più articoli un ricercatore pubblica, tanto più egli garantisce la sicurezza della propria posizione. Un ricercatore che non pubblica abbastanza rischia di non passare di ruolo o andare incontro alla disoccupazione, e non dimentichiamo che la competizione in questo campo è feroce: vengono accettate non più del 15% di tutte le ricerche proposte.

(continua…)

Posted by Posted by AlanAdler under Filed under 03. Vivisezione Comments 6 Comments »

20th ago 2008

Uomini e topi

Inchiesta sulla sperimentazione animale in Italia condotta dal programma giornalistico Report andata in onda nell’ottobre del 2004. Vi compaiono noti vivisettori del campo italiano, come la Montalcini, Gessa e Garattini. Il servizio mette in mostra la segretezza che tutela i laboratori, luoghi impenetrabili e inaccessibili, anche alle telecamere troppo curiose. Spiega in maniera chiara ed evidente perchè la vivisezione non può considerarsi un metodo scientifico. Vengono evidenziate l’illegalità, l’incuria e l’approssimazione con cui la sperimentazione animale viene praticata, in Italia come in tutto il mondo. I vivisettori sono presentati come degli involontari comici (il Gessa, nella sua caratteristica parlata balbuziente, che chiede imbarazzato di tagliare una sua gaffe), degli esaltati (lo Strata che ci parla di scosse elettriche ai topi e di cervelli fatti a fettine con un senso di gioia mal nascosto), degli schizofrenici (la Montalcini che esagitata nega l’esistenza assoluta di farmaci che abbiano mai causato effetti collaterali gravi o morti). Oltre a nomi noti dell’antivivisezionismo italiano (Mamone, Cagno e, di sfuggita, anche il Tettamanti), vengono presentate le critiche mosse anche da altri medici e ricercatori, italiani e non.

Sicuramente un ottimo servizio. Sicuramente l’unico realizzato in Italia che abbia avuto il coraggio, per una volta, di mettere in discussione la “sacra verità” che i “ricercatori” continuano a presentarci sui TG serali di qualsiasi canale. Il servizio può essere visionato direttamente su GoogleVideo » qui.

Posted by Posted by AlanAdler under Filed under 03. Vivisezione, 07. Galleria video Comments 2 Comments »

30th mag 2008

Perchè NoVivisezione

Video-documentario sulla vivisezione e sulla vita degli animali rinchiusi nei laboratori, realizzato insieme a Marina Berati di AgireOra. La versione che presento qui è la versione web, della durata di 5 minuti, pensata per una maggiore diffusione su YouTube. La versione completa, della durata di quasi 20 minuti, è disponibile in streaming su GoogleVideo » qui, e può essere scaricata nella versione ad alta risoluzione (259 MB), da masterizzare e usare per presidi, » qui.

Nel video-documentario abbiamo usato molte immagini forti, per colpire lo spettatore. Il video è infatti stato concepito, ed è molto adatto, per essere usato durante presidi in strada. Durante l’iniziativa “No al 5 per mille alla vivisezione“, organizzata da AgireOra durante lo scorso aprile, il video è stato reso disponibile per i presidi organizzati in più parti d’Italia, e si è rivelato molto efficace.

Le musiche che abbiamo usato sono tratte da Jamendo, una ricca e preziosa fonte di musica messa a disposizione da artisti emergenti di tutto il mondo.

Posted by Posted by AlanAdler under Filed under 03. Vivisezione, 07. Galleria video Comments No Comments »

31st gen 2008

Cancro: un male evitabile

Lo studio del cancro e il reale contributo della vivisezione in una lotta senza senso
di AlanAdler
ultimo aggiornamento: 29 marzo 2009

Cancro: un male evitabile - di Gianni Tamino (2006)
Sofferenza, malattia e morte, spogliate dall’essere umano della loro natura di eventi naturali e integranti del miracolo stesso della vita, hanno assunto invero le sembianze di un mostro a più teste, da combattere e sconfiggere con spade magiche e dardi fatati. Spesso però l’uomo si dimentica di domandarsi da dove il mostro sia nato.

Il cancro rappresenta oggi la seconda causa di morte - dopo le malattie cardiovascolari - dei paesi ricchi. Ogni anno sono milioni le vittime di questa peste della nuova era. E molte sono le persone che si sono viste strappare via amici e parenti rapiti da questo male. Proprio per questa scia di sangue e sofferenza che si trascina alle spalle, il cancro è diventato oggi fonte di terrore e angoscia, associato sempre a immagini di dolore e disperazione. Questo senso di inquietudine ha invaso l’intera società in cui viviamo, ossessionata da questo male vissuto come una sorta di dannazione, di castigo, di punizione divina. È così che il cancro è diventato il nemico pubblico numero 1, da sconfiggere ed eliminare con ogni mezzo. La ricerca «muove incessante i suoi ingranaggi» - come amano proclamare le grandi associazioni stile Airc - sulla vita di milioni di animali innocenti, che da circa un secolo a questa parte vengono usati nei laboratori di tutto il mondo per studiare una cura al cancro. Cifre enormi sono state e tuttora continuano ad essere spese in ricerche su animali. Tempo, soldi e risorse umane che girano incessantemente intorno al cancro. Ma cosa ci ha dato la sperimentazione animale fino ad oggi? E tutte le grandi promesse di prodigiose cure su roditori che fine hanno fatto? E, tutto sommato, la cura rappresenta davvero la strategia migliore nel combattere (continua…)

Posted by Posted by AlanAdler under Filed under 03. Vivisezione, 06. Libri Comments No Comments »

08th nov 2007

Analisi di un articolo pseudoantivivisezionista

Critica a una teoria dell’antivivisezionismo “puro”
di AlanAdler
ultimo aggiornamento: 21 dicembre 2009

Riallacciandomi all’articolo di Marina Berati Antivivisezionismo scientifico vs. antivivisezionismo etico, vorrei prendere in esame un breve scritto (Per una società senza cavie - Parte seconda: questioni epistemologiche e indagini storiche sulla sperimentazione animale) le cui idee esposte e la cui autrice, Agnese Pignataro, hanno con molta probabilità ispirato la Berati alla scrittura dell’articolo di cui sopra.

Del testo che andrò ad analizzare considero solo la parte che ritengo più interessante, ovvero il paragrafo Questioni epistemologiche, in quanto la parte precedente espone semplici considerazioni personali dell’autrice, mentre la parte successiva considera l’aspetto storico, su cui non intendo entrare in merito. Non essendo riuscito a reperire la data esatta dell’articolo è possibile  che alcuni articoli piuttosto recenti che cito più avanti siano stati pubblicati successivamente allo scritto della Pignataro e che quindi tali articoli fossero a lei ancora non noti. Il loro valore in ogni caso rimane quello di dimostrare la non validità delle affermazioni della Pignataro.

Brevemente, la Pignataro sostiene che il metodo della sperimentazione animale, seppur da condannare, sia però da ritenere valido sul piano scientifico. Da ciò ne consegue, secondo l’autrice, che l’unica strategia vincente per combattere la vivisezione sia concentrare la lotta sul piano etico, poichè solo le argomentazioni etiche possono far emergere una condanna radicale e convincente alla sperimentazione animale. Personalmente ritengo che un (continua…)

Posted by Posted by AlanAdler under Filed under 03. Vivisezione Comments No Comments »

25th ott 2007

Lavorare ad Huntingdon Life Sciences

Resoconto di due ex-dipendenti che hanno lavorato dentro HLS
Fonte: StopHLS (» visualizza articolo) (tratto da SHAC)
traduzione a cura di Veganlink

Il seguente resoconto è stato scritto da due persone che hanno lavorato nella Sezione Beagle dentro HLS per più di 12 mesi e che se ne sono andate alla fine del 2005. Il video che potete vedere è tratto dal programma TV “Animals”. Alla fine del film una dichiarazione diceva che le scene di inalazione tossicologica sui cani non erano state riprese dentro HLS. Invece lo erano. Lo sappiamo perché i due dipendenti erano lì quando queste scene venivano filmate. HLS non avrebbe permesso la diffusione del film se quella dichiarazione non ci fosse stata. Nelle scene che mostravano l’uccisione dei cani beagle, HLS ha dovuto cercare lavoratori esterni, perché nessuno dei suoi dipendenti voleva apparire in TV mentre assassinava dei cani.

Il Racconto
“I tecnici di laboratorio devono essere amanti degli animali”, diceva l’inserzione, «sono io», ho pensato. Ho animali in casa mia da quando sono nato, e non posso nemmeno immaginare di vivere senza. Avevo dubbi, credetemi. Avevo sentito parlare sia pro che contro la sperimentazione animale. Comunque non avevo ancora realmente deciso cosa pensare della questione. «Questo accadeva anni fa. Adesso le cose saranno cambiate, sicuramente in meglio», pensavo. Così ho chiamato ed ho chiesto un modulo di domanda. Quando è arrivato l’ho compilato. Erano richieste tutti le solite dettagli, ed una breve storia medica. Dopo più o meno una settimana ho ricevuto una lettera di invito per un colloquio. Sorprendentemente la lettera spiegava che il colloquio poteva essere lungo fino a due ore. Non riuscivo a pensare cosa avrebbero potuto chiedermi in così tanto tempo. Il colloquio consisteva nel parlare con quattro persone differenti e nel visitare una unità animale. Vidi gli animali e le stanze dove venivano “dosati”. Mi sentivo confuso. Ancora non sapevo come sentirmi per il fatto di lavorare in un posto tanto odiato da un sacco di gente. La cosa che mi ha infastidito di più è che non mi hanno detto cosa avrebbe comportato il mio lavoro giorno dopo giorno. Loro non ti (continua…)

Posted by Posted by AlanAdler under Filed under 03. Vivisezione Comments No Comments »

25th ott 2007

Alcune considerazioni sulle leggi italiane nei laboratori

Le leggi italiane per la sperimentazione animale e la sofferenza nei laboratori
di AlanAdler
ultimo aggiornamento: 7 settembre 2008

In questo articolo presento un’indagine condotta dalla LAV nel 2004 sull’attività della sperimentazione animale nel nostro paese. Nel dossier vengono presi in considerazione il numero e l’ubicazione dei numerosi laboratori e allevamenti italiani, i tipi di esperimenti condotti, le specie usate nei laboratori e altro. Bisogna sottolineare che i dati sono incompleti, in quanto gli uffici ai quali è stata fatta richiesta di documentazione non sempre si sono mostrati collaborativi: questo dimostra, una volta di più, quanta segretezza ruoti intorno alle attività dei laboratori. Il dossier pertanto ci presenta non quello che dovremmo sapere, ma piuttosto quello che i ricercatori hanno voluto che sapessimo. È superfluo ricordare che le attività di ricerca su animali vengono finanziate con i soldi dei contribuenti e con le generose offerte di chi sostiene associazioni come Telethon, Anlaids, Airc e altre (» per saperne di più). Sarebbe quindi un nostro diritto dover sapere come vengono usati i nostri soldi nei laboratori, e un dovere dei ricercatori soddisfare questa nostra richiesta.

Il dossier della LAV, nonostante le documentazioni non fornite da alcuni laboratori,  ha comunque un suo valore perchè riesce a fare luce su un campo tenuto completamente al buio. L’esame dei dati è corredato anche da importanti osservazioni dell’autrice, la dottoressa biologa Roberta Bartocci. In particolare considererò alcuni passi di notevole interesse, importanti per capire come la legge regolamenta la sperimentazione in Italia. Il dossier completo in formato pdf lo potete scaricare » qui.

(continua…)

Posted by Posted by AlanAdler under Filed under 03. Vivisezione Comments No Comments »

21st ott 2007

AIDS: stiamo perdendo la partita

Anche nella lotta all’AIDS, come nel passato, bisogna concentrarsi nella prevenzione e non nella cura
di AlanAdler
ultimo aggiornamento: 6 settembre 2008

Fin dal 1981, anno in cui vennero accertati i primi casi di AIDS, i ricercatori non hanno perso tempo a riprodurre la malattia in animali da laboratorio. Dopo oltre dieci anni e centinaia di milioni di dollari usati in esperimenti su un numero infinito di animali di diversi tipi di specie, si concluse che “gli studi di vaccini sperimentali in modelli animali della malattia causata da lentivirus hanno fornito i risultati più disparati, rendendo difficile determinare che cosa sia necessario per lo sviluppo di vaccino funzionante contro l’HIV-1” [9].

Ogni anno, nei laboratori di tutto il mondo - e con il sostegno di associazioni di ricerca come l’Anlaids (» per saperne di più) - vengono spese cifre enormi per lo studio dell’AIDS. Una buona parte di queste somme viene usata in esperimenti su animali, in particolar modo su primati non umani, che i ricercatori ritengono, secondo i propri criteri, un modello altamente attendibile per lo studio dell’AIDS. In realtà, dato che l’AIDS è una sindrome caratteristica ed esclusiva dell’organismo umano, non in grado di colpire le altre specie animali, la sperimentazione animale provoca artificialmente delle condizioni che simulano l’AIDS per certi aspetti, ma ne differiscono per altri. In poche parole, ciò che viene studiato nei laboratori sull’animale non è l’AIDS, ma un suo surrogato. Gli scimpanzè sono gli unici animali non umani in possesso di un sistema immunitario che può essere infettato con l’HIV-1, la causa della maggior parte dei casi di AIDS. Molti ricercatori che studiano (continua…)

Posted by Posted by AlanAdler under Filed under 03. Vivisezione Comments 1 Comment »