Archive for the '07. Galleria video' Category

10th ago 2010

Gli orrori della produzione di uova

Alcuni consumatori di uova e in particolare molti vegetariani etici si preoccupano di acquistare uova provenienti da allevamenti di galline cosiddetti “a terra”, nella convinzione che questi allevamenti offrano agli animali elevati standard di benessere. Questa credenza in Italia è stata rafforzata negli ultimi tempi da una insistente campagna della Lav per l’abolizione dell’allevamento in gabbia delle galline ovaiole a favore dell’allevamento a terra. Gli allevamenti a terra possono essere considerati “meno peggio” degli allevamenti in gabbia, ma non certo in grado di offrire una situazione di benessere ottimale agli animali imprigionati. Le galline allevate a terra infatti vivono le stesse note drammatiche condizioni dei polli da ingrasso: gli animali sono pressati uno contro l’altro in capannoni enormi illuminati giorno e notte da luce artificiale.

Ciò che in ogni caso non viene mai detto in queste campagne invece, e che molti consumatori di uova ignorano, è che tutte le galline, anche quelle allevate all’aria aperta con standard biologici, finiscono dopo circa due anni, quando non più produttive, al macello, mentre libere potrebbero vivere ancora molti anni. Ma non è tutto. C’è molto di peggio: il destino riservato ai pulcini maschi nati negli stabilimenti per la produzione di galline ovaiole, inutili all’industria di sfruttamento animale in quanto non produttori di uova e non adatti all’ingrasso. Questo video mostra questa realtà nascosta. E chi vorrà riflettere su questa realtà, capirà le ragioni dell’essere vegan.

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18th giu 2010

Solo per qualche sorso di latte

Proprio alcuni giorni fa, mi è capitato di vedere, durante uno dei tanti vuoti TG che affollano il palinsesto televisivo, un delirante servizio di promozione del latte, in cui ne venivano decantate le mille combinazioni  per il palato e le tante immaginarie qualità, con tanto di intervista a un tizio importante del settore per elogiare il cosiddetto made in Italy, come se una mucca sfruttata e uccisa in Italia fosse migliore di una mucca sfruttata e uccisa in altra parte del mondo. E dentro di me non ho potuto non rivivere le crude immagini di questo video visto proprio qualche giorno prima, constatando ancora, per la millesima volta, di quanto le immagini che passano sullo stupido schermo siano lontane dalla realtà vissuta dagli animali. Una realtà fatta di sofferenza, angoscia e terrore.

Molte persone che vedranno questo video saranno indignate e scioccate dalla violenza di questi uomini sulle loro vittime animali. Eppure non sono stati questi uomini a rinchiudere quegli animali in quel luogo infernale. Quegli animali si trovano lì per un solo motivo: riempire un bicchiere di latte.

Non ci si può ancora illudere che sia possibile allevare milioni di animali in stalle industriali e trattarli in modo “umano” garantendo la loro sicurezza con leggi palliative e ipocrite, poiché questi animali, una volta nati, sono considerati puramente macchine, e come tali trattati. Anche credere che basti scegliere allevamenti biologici per risolvere il problema della crudeltà animale è parimenti illusorio, poiché gli attuali consumi umani e individuali di prodotti animali possono essere soddisfatti solo con tecniche di allevamento intensivo. E anche se le condizioni degli allevamenti biologici sono meno peggiori di quelle delle strutture intensive, nessuno impedisce ai lavoratori di commettere simili crudeltà sugli animali imprigionati.

(continua…)

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23rd mar 2010

Anche una mozzarella uccide

La tragica fine dei cuccioli maschi nati negli allevamenti di bufale

Un recente articolo pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno svela una verità molto nota ai vegani italiani e tenuta ben nascosta ai consumatori della tanto rinomata mozzarella di bufala, uno dei tanti prodotti italiani con riconoscimento DOP grondanti sangue e sofferenza. Nel nostro paese vive ancora il mito dell’allevatore di campagna che accarezza i propri animali (prima di infilargli una lama in gola), ma la verità vissuta dagli animali allevati è ben diversa. È una verità fatta di prigionia, maltrattamenti e morti orribili. La situazione negli allevamenti di bufale dimostra una volta di più come gli animali, in quanto considerati solo proprietà e non esseri senzienti dotati di una vita propria, vengano trattati solo come oggetti, dunque come tali buttati in un fosso quando non rivestono una fonte di guadagno per l’allevatore.

Forse chi è vegetariano dovrebbe riflettere sulla morte, non evidente come quella che si palesa in una bistecca, ma tuttavia ugualmente presente, che si nasconde dietro un prodotto solo apparentemente innocente come una mozzarella, un bicchiere di latte o un uovo all’occhio di bue. Chi invece mangia ancora carne forse dovrebbe farsi qualche domanda in più sulla vita (e la morte) che ha fatto l’animale prima di essere tagliato in pezzi e finire esposto in una macelleria lucidata a specchio: i nostri allevatori non sono proprio così affettuosi con gli animali come crediamo e le leggi sono facili da aggirare, quando chi subisce soprusi non può telefonare ad un avvocato.

Ecco il cimitero dei bufali: è nascosto nella pineta di Castel Volturno

Fonte: Corriere del Mezzogiorno (» visualizza articolo)
10 marzo 2010

Non servono al latte, e neppure alla carne, così vengono soppressi appena nati e le carcasse gettate alle spalle della pineta di Castel Volturno, dove sorge un cimitero di bufali. Macabra scoperta nella mattinata di oggi, mercoledì, da parte degli uomini del corpo forestale dello Stato della locale stazione, diretti da Paolo Verdicchio. In una parte della pineta, dove l’acqua assume le sembianze di una palude, sono stati rinvenuti i corpi senza vita di decina di bestie di pochi mesi. Il responsabile della forestale della provincia di Caserta, Nicola Costantino, ha informato la Procura della (continua…)

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27th dic 2009

Fun Fur? - Pelliccia allegra?

Il video mostra la nota indagine shock compiuta dall’associazione Swiss Animal Protection sul trattamento degli animali allevati e uccisi in Cina per l’industria della pelliccia. È importante sottolineare che il mercato cinese della pelliccia è uno dei più floridi del pianeta, e la pelliccia di un animale ucciso in Cina può arrivare facilmente nella boutique vicino casa nostra per ornare il collo di qualche giacca invernale. Ma anche nel migliore dei casi, quando la pelliccia proviene da un allevamento europeo, si tratta sempre della pelliccia di un animale che prima di essere ucciso, di solito con scosse elettriche o altri metodi cruenti, ha passato un’esistenza infernale imprigionato per tutta la sua breve vita in una gabbia di ferro. Dell’indagine è disponibile anche un report scaricabile in formato pdf (» qui).

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05th ott 2009

45 giorni: vita e morte di un pollo broiler

Da dove proviene la costoletta di pollo? Video e indagine realizzati da Compassion Over Killing. In Italia avviene lo stesso: quando vedete la pubblicità di Amadori, è questo che si nasconde dietro ai sorrisi divertiti della famiglia che si siede a tavola.

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15th dic 2008

Vegan: per le persone, per il pianeta, per gli animali

Essere vegan significa agire in prima persona per la salvezza della Terra e di tutti i suoi abitanti umani e non. Il video, ben curato e delizioso (privo di immagini cruente) spiega in maniera chiara e semplice quali sono le ragioni che spingono numerosissime persone a scegliere di essere vegan, e quali sono le conseguenze delle nostre scelte alimentari sul pianeta e i suoi abitanti.

Il video è realizzato da NonviolenceUnited (il video originale in inglese può essere visionato direttamente sul loro sito » qui). La versione italiana è a cura di Progetto Vivere Vegan (il video può essere visionato direttamente sul loro sito » qui). La versione ad alta risoluzione (275 MB) può essere scaricata » qui. Il video può essere visionato direttamente su GoogleVideo » qui.

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20th ago 2008

Uomini e topi

Inchiesta sulla sperimentazione animale in Italia condotta dal programma giornalistico Report andata in onda nell’ottobre del 2004. Vi compaiono noti vivisettori del campo italiano, come la Montalcini, Gessa e Garattini. Il servizio mette in mostra la segretezza che tutela i laboratori, luoghi impenetrabili e inaccessibili, anche alle telecamere troppo curiose. Spiega in maniera chiara ed evidente perchè la vivisezione non può considerarsi un metodo scientifico. Vengono evidenziate l’illegalità, l’incuria e l’approssimazione con cui la sperimentazione animale viene praticata, in Italia come in tutto il mondo. I vivisettori sono presentati come degli involontari comici (il Gessa, nella sua caratteristica parlata balbuziente, che chiede imbarazzato di tagliare una sua gaffe), degli esaltati (lo Strata che ci parla di scosse elettriche ai topi e di cervelli fatti a fettine con un senso di gioia mal nascosto), degli schizofrenici (la Montalcini che esagitata nega l’esistenza assoluta di farmaci che abbiano mai causato effetti collaterali gravi o morti). Oltre a nomi noti dell’antivivisezionismo italiano (Mamone, Cagno e, di sfuggita, anche il Tettamanti), vengono presentate le critiche mosse anche da altri medici e ricercatori, italiani e non.

Sicuramente un ottimo servizio. Sicuramente l’unico realizzato in Italia che abbia avuto il coraggio, per una volta, di mettere in discussione la “sacra verità” che i “ricercatori” continuano a presentarci sui TG serali di qualsiasi canale. Il servizio può essere visionato direttamente su GoogleVideo » qui.

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30th mag 2008

Perchè NoVivisezione

Video-documentario sulla vivisezione e sulla vita degli animali rinchiusi nei laboratori, realizzato insieme a Marina Berati di AgireOra. La versione che presento qui è la versione web, della durata di 5 minuti, pensata per una maggiore diffusione su YouTube. La versione completa, della durata di quasi 20 minuti, è disponibile in streaming su GoogleVideo » qui, e può essere scaricata nella versione ad alta risoluzione (259 MB), da masterizzare e usare per presidi, » qui.

Nel video-documentario abbiamo usato molte immagini forti, per colpire lo spettatore. Il video è infatti stato concepito, ed è molto adatto, per essere usato durante presidi in strada. Durante l’iniziativa “No al 5 per mille alla vivisezione“, organizzata da AgireOra durante lo scorso aprile, il video è stato reso disponibile per i presidi organizzati in più parti d’Italia, e si è rivelato molto efficace.

Le musiche che abbiamo usato sono tratte da Jamendo, una ricca e preziosa fonte di musica messa a disposizione da artisti emergenti di tutto il mondo.

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28th feb 2008

Disco Lies

Divertentissimo video di Moby. Il pezzo, Disco Lies, è tratto dall’ultimo album, Last Night, ancora inedito e atteso per il 10 marzo. Si presenta molto orecchiabile e con un buon ritmo, forse destinato ad essere un tormentone per la prossima stagione.

Purtroppo nella realtà i polli non hanno vie di fuga, come invece sarebbe loro concesso in natura. Nascono in prigione, soffrono in prigione, muoiono in prigione. Ma se potessero ribellarsi, molto probabilmente reagirebbero come nel video, e non solo con il grande industriale avicolo, ma con tutti coloro che ancora chiedono il suo corpo per essere mangiato, destinandolo ad una vita di pura sofferenza. E considerando che in tutto il mondo ogni anno vengono allevati miliardi di polli, ci sarebbe da preoccuparsi un pochino…

Moby è vegan da circa vent’anni e attivista per i diritti animali. Tra i suoi lavori nel 1996 ha pubblicato l’album Animal Rights. Ha curato la colonna sonora di Earthlings, l’eccezionale film-documentario sullo sfruttamento umano degli altri animali. Ha anche aperto a New York un ristorante, il Teany, naturalmente rigorosamente vegano.

Nel libretto contenuto insieme al cd dell’album Play - dieci milioni di copie vendute nel 1999 - Moby spiega i suoi motivi per cui è diventato vegan:

«Amo gli animali e credo che una dieta vegana crei meno sofferenza di una dieta basata sul consumo di prodotti animali. Gli animali sono creature senzienti con la loro volontà e mi sembra sbagliato sopraffare una creatura per il semplice fatto che siamo in grado di farlo. [...] Il cibo vegano è molto più bello a guardarsi. Paragonate un piatto di grano, frutta e verdura con un piatto di intestina di maiale, cosce di pollo e muscoli di bovino tagliati».

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22nd dic 2007

La sfida

La sfida è il titolo di questo spot del 1998 realizzato da Pirella Göttsche Lowe per Superga. Fu premiato con un Leone al Festival internazionale della pubblicità di Cannes, ma in Italia venne censurato perchè ritenuto troppo violento. Lo spot mette in mostra una violenta manifestazione animalista contro un centro di sperimentazione animale e lo scontro generazionale tra padre (vivisettore) e figlia (attivista). La musica è dei Prodigy: Firestarter, dall’album Fat of the Land del 1995.

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