Archive for ottobre, 2007

27th ott 2007

Rivoluzione vegetariana

Jeremy Rifkin e le disastrose conseguenze del consumo di carne sull’ambiente
Fonte: L’Espresso (» visualizza articolo)
di Jeremy Rifkin, economista statunitense, fondatore e presidente della Foundation on Economic Trends (FOET)
traduzione a cura di Mario Baccianini
27 luglio 2007

Mentre va diffondendosi la preoccupazione per le centinaia di milioni di automobili, autobus e camion, come pure per gli aerei e i treni che emettono anidride carbonica nell’atmosfera, surriscaldano il pianeta e fanno incombere la minaccia di un radicale cambiamento climatico sulla Terra, viene quasi ignorata una fonte ancor più insidiosa di gas inquinanti. Forse potrà sorprendervi sapere che la carne che mangiamo è oggi il principale fattore di alterazione globale del clima.

Secondo un recente rapporto della Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, il bestiame genera il 18 per cento dei gas di serra. Più ancora di quelli prodotti dai trasporti. Ma se gli animali da allevamento, in special modo i bovini, producono solo il 9 per cento dell’anidride carbonica derivante dalle attività umane, generano una percentuale maggiore di gas più nocivi. Come ad esempio il 65 per cento delle emissioni di protossido d’azoto, un gas che contribuisce al riscaldamento terrestre quasi 300 volte di più del biossido di carbonio, provenienti in gran parte dal letame. O il 37 per cento del metano, che ha un effetto 23 volte superiore a quello dell’anidride carbonica come fattore di riscaldamento del globo.

Il bestiame occupa attualmente il 26 per cento della superficie terrestre non ricoperta dai ghiacci. Non solo, ma oltre un terzo delle terre coltivabili è sfruttato oggi per produrre cereali per gli animali anziché per gli uomini. Tradizionalmente, il bestiame si nutriva del foraggio delle praterie. Solo nel XX secolo si è cominciato a convertire vaste estensioni di terreno coltivabile producendo cereali per la zootecnia invece che per l’alimentazione umana, in modo che i consumatori più ricchi potessero mangiare carne di animali nutriti con questi diversi mangimi. In questo modo, molte delle popolazioni più povere del mondo sono state confinate in terre marginali, un fenomeno che ha reso sempre più difficile per milioni di persone assicurarsi (continua…)

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27th ott 2007

Pdl 2157: favorevoli o contrari?

Analisi della questione sulla pdl 2157
di AlanAdler
ultimo aggiornamento: 7 settembre 2008

In questo articolo vorrei provare a rendere a tutti le idee più chiare sulla dibattuta questione della nota pdl 2157. Per ulteriori approfondimenti vi rimando all’articolo Proposta di legge sulla vivisezione sostitutiva della legge 116 dal portale NoVivisezione.org, di cui qui considero i passi salienti, con alcune mie personali considerazioni.

Fin dalla metà del 2003 sono iniziati i lavori di revisione del decreto legislativo 116/92, che regolamenta l’uso degli animali nei laboratori. I lavori sono stati portati avanti da un “comitato” formato dalle due controparti: chi usa gli animali nei laboratori, quindi industria, università, ordini professionali (veterinari, biologi, psicologi ecc), e chi non vuole che gli animali siano usati nei laboratori, cioè gli antivivisezionisti. I lavori sono sfociati in una proposta di legge, la 5442, che poi ha preso il nome di 2157. Proposta di legge che si spera diventi legge a tutti gli effetti.

Una prima critica che viene mossa al gruppo animalista che ha partecipato ai lavori, è quella di essere scesa a “compromessi con il nemico”. Non posso certo condannare chi lancia questo genere di accuse, anzi simili prese di posizione rivelano una forte convinzione nelle proprie idee. Si tratta però di accuse mosse da un eccesso di apprensione (giustificato) per la sorte degli animali nei laboratori: questo modo di comportarsi può rivelarsi controproducente, perché non lascia spazio alla riflessione.
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27th ott 2007

Nazisti e animalisti

Analisi delle leggende create ad hoc per accostare il movimento animalista al regime nazista
di AlanAdler
ultimo aggiornamento: 7 settembre 2008

Spesso alcuni (e non pochi, anzi piuttosto numerosi per la verità) individui particolarmente aggrappati a radicate concezioni speciste-antropocentriche, nel penoso tentativo di attaccare l’ideologia animalista in mancanza evidente di argomenti validi e razionali, accostano, con un senso misto di preoccupazione e benevolenza (condito sempre con una buona dose di buonismo e ipocrita filantropia), il movimento animalista, notoriamente fondato su principi di non violenza, a ideologie e figure storiche drammaticamente note nella storia dell’uomo. In particolare, si è notato che uno degli accostamenti che riesce meglio, e di certo il più efficace, è quello con l’ideologia nazista, con gli esponenti più noti del regime e, in particolare, con la massima figura rappresentativa del movimento nazista: Adolf Hitler.

Questo tipo di paralleli tra animalisti e nazisti avrebbero lo scopo implicito di portare a credere che l’ideologia animalista sia pericolosa per l’uomo, che sia fondata su un atteggiamento anti-umano, che miri all’estinzione della specie umana e altre simili amenità. Basterebbe invece sfogliare qualche testo di filosofia sui diritti animali per capire che l’ideologia animalista non è rivolta ai soli animali non umani, ma è basata su una più ampia forma di rispetto verso la vita in generale, uomo compreso. L’ideologia animalista non mira a porre l’uomo al livello dell’animale così come oggi quest’ultimo è generalmente considerato, ma ad elevare l’animale al livello dell’uomo sul piano dei diritti fondamentali: il diritto alla libertà, il diritto al benessere e il (continua…)

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25th ott 2007

Lavorare ad Huntingdon Life Sciences

Resoconto di due ex-dipendenti che hanno lavorato dentro HLS
Fonte: StopHLS (» visualizza articolo) (tratto da SHAC)
traduzione a cura di Veganlink

Il seguente resoconto è stato scritto da due persone che hanno lavorato nella Sezione Beagle dentro HLS per più di 12 mesi e che se ne sono andate alla fine del 2005. Il video che potete vedere è tratto dal programma TV “Animals”. Alla fine del film una dichiarazione diceva che le scene di inalazione tossicologica sui cani non erano state riprese dentro HLS. Invece lo erano. Lo sappiamo perché i due dipendenti erano lì quando queste scene venivano filmate. HLS non avrebbe permesso la diffusione del film se quella dichiarazione non ci fosse stata. Nelle scene che mostravano l’uccisione dei cani beagle, HLS ha dovuto cercare lavoratori esterni, perché nessuno dei suoi dipendenti voleva apparire in TV mentre assassinava dei cani.

Il Racconto
“I tecnici di laboratorio devono essere amanti degli animali”, diceva l’inserzione, «sono io», ho pensato. Ho animali in casa mia da quando sono nato, e non posso nemmeno immaginare di vivere senza. Avevo dubbi, credetemi. Avevo sentito parlare sia pro che contro la sperimentazione animale. Comunque non avevo ancora realmente deciso cosa pensare della questione. «Questo accadeva anni fa. Adesso le cose saranno cambiate, sicuramente in meglio», pensavo. Così ho chiamato ed ho chiesto un modulo di domanda. Quando è arrivato l’ho compilato. Erano richieste tutti le solite dettagli, ed una breve storia medica. Dopo più o meno una settimana ho ricevuto una lettera di invito per un colloquio. Sorprendentemente la lettera spiegava che il colloquio poteva essere lungo fino a due ore. Non riuscivo a pensare cosa avrebbero potuto chiedermi in così tanto tempo. Il colloquio consisteva nel parlare con quattro persone differenti e nel visitare una unità animale. Vidi gli animali e le stanze dove venivano “dosati”. Mi sentivo confuso. Ancora non sapevo come sentirmi per il fatto di lavorare in un posto tanto odiato da un sacco di gente. La cosa che mi ha infastidito di più è che non mi hanno detto cosa avrebbe comportato il mio lavoro giorno dopo giorno. Loro non ti (continua…)

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25th ott 2007

Alcune considerazioni sulle leggi italiane nei laboratori

Le leggi italiane per la sperimentazione animale e la sofferenza nei laboratori
di AlanAdler
ultimo aggiornamento: 7 settembre 2008

In questo articolo presento un’indagine condotta dalla LAV nel 2004 sull’attività della sperimentazione animale nel nostro paese. Nel dossier vengono presi in considerazione il numero e l’ubicazione dei numerosi laboratori e allevamenti italiani, i tipi di esperimenti condotti, le specie usate nei laboratori e altro. Bisogna sottolineare che i dati sono incompleti, in quanto gli uffici ai quali è stata fatta richiesta di documentazione non sempre si sono mostrati collaborativi: questo dimostra, una volta di più, quanta segretezza ruoti intorno alle attività dei laboratori. Il dossier pertanto ci presenta non quello che dovremmo sapere, ma piuttosto quello che i ricercatori hanno voluto che sapessimo. È superfluo ricordare che le attività di ricerca su animali vengono finanziate con i soldi dei contribuenti e con le generose offerte di chi sostiene associazioni come Telethon, Anlaids, Airc e altre (» per saperne di più). Sarebbe quindi un nostro diritto dover sapere come vengono usati i nostri soldi nei laboratori, e un dovere dei ricercatori soddisfare questa nostra richiesta.

Il dossier della LAV, nonostante le documentazioni non fornite da alcuni laboratori,  ha comunque un suo valore perchè riesce a fare luce su un campo tenuto completamente al buio. L’esame dei dati è corredato anche da importanti osservazioni dell’autrice, la dottoressa biologa Roberta Bartocci. In particolare considererò alcuni passi di notevole interesse, importanti per capire come la legge regolamenta la sperimentazione in Italia. Il dossier completo in formato pdf lo potete scaricare » qui.

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24th ott 2007

La dilatazione-torsione dello stomaco

Come prevenire e riconoscere questa pericolosissima sindrome del cane
a cura di AlanAdler (tratto da: vedi fonti)
ultimo aggiornamento: 7 settembre 2008

La sindrome della dilatazione-torsione dello stomaco costituisce un serio pericolo per la salute dei nostri amici cani, talora con esiti drammatici. Colpisce soprattutto cani di taglia grande e gigante ma può colpire anche cani di piccola e media taglia che presentano un torace profondo. Tra le razze più colpite troviamo il Pastore Tedesco, il San Bernardo, lo Chow Chow, l’Alano, il Rottweiler e il Labrador anche se non è provata alcuna predisposizione genetica. Si presenta maggiormente quando il cane ha finito di mangiare e alcuni veterinari hanno incluso, nell’ambito dei fattori che predispongono alla malattia, un indebolimento dei legamenti gastrici tanto da conferire allo stomaco un’eccessiva motilità, ma è un’ipotesi non ancora confermata dagli studiosi.

Cos’è: la torsione dello stomaco consiste in un eccessivo accumulo di gas e liquido nello stomaco tanto da provocare una vera e propria dilatazione e subito dopo una torsione su sè stesso dello stomaco.

Sintomi: quando si verifica questo evento l’animale apparirà molto agitato, si lamenterà in continuazione e sarà in preda a conati di vomito a seguito dei quali espellerà piccoli quantitativi di materiale bianco e schiumoso. Il cane sarà inoltre sempre in movimento a causa dell’impossibilità di sdraiarsi e perderà saliva dalla bocca. In poco tempo l’addome inizierà a gonfiarsi e questo testimonia la gravità della situazione. Lo stomaco dilatato occuperà gran parte della cavità addominale comprimendo altri organi e la pressione esercitata sul diaframma coinvolgerà i polmoni portando problemi a livello respiratorio. Verrà compromessa la funzionalità cardiaca e lo stato di shock indurrà un aggravamento delle condizioni generali che, se non ripristinate in tempo, condurranno a morte l’animale nel giro di poche ore.

Diagnosi: l’insorgenza della torsione è subdola ed improvvisa e non sempre viene presa in tempo. L’intervento tempestivo risulta decisivo e la bravura del veterinario è quanto mai influente. Chiaramente un (continua…)

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24th ott 2007

La sofferenza degli animali nel palio e in situazioni simili

Analisi della vita di un cavallo da palio a firma di Enrico Moriconi
Fonte: AVDA.it (» visualizza articolo)
di Enrico Moriconi, medico veterinario, presidente dell’AVDA
2006

Il palio: morte e sofferenza degli animali
Ogni anno si svolgono in Italia numerose corse di Palio. Ugualmente ogni anno si verificano incidenti in qualcuna delle manifestazioni che comportano la morte o ferite gravi per i cavalli impegnati. Nel 2006, a stagione non ancora terminata, si è già verificata la morte somministrata per eutanasia a due cavalli gravemente feriti nel Palio di Feltre in provincia di Belluno. Normalmente il Palio è una corsa di cavalli, e molto più raramente di altri animali, caratterizzata dal fatto che non si svolge su di un ippodromo ma in un luogo adattato, una piazza solitamente. Sono indubbiamente ricordi di quanto avveniva un tempo dove competizioni di questo genere erano frequenti e legate, così come si vuol fare oggi, a metter in gioco la rivalità tra paesi, comuni o borghi. Proprio la genesi del Palio è causa non solo dei problemi più gravi come ferite o traumi mortali ma anche di una condizione di sofferenza per i cavalli legata alle caratteristiche proprie di queste corse.

La privazione della libertà
Da un punto di vista del rispetto dei diritti degli animali il primo elemento, comune a molti altri eventi, è quello relativo alla perdita del diritto ad una vita naturale e libera. Il fatto che sia una condizione comune con miliardi di individui non deve portare a sottovalutare il fatto in sé, ovvero che questi eventi rappresentano la negazione di una condizione etologicamente accettabile per gli animali. La libertà infatti è la prima condizione che caratterizza la vita naturale di ogni animale e anche del cavallo certamente. E rimane un forte desiderio per ogni individuo come si può constatare quando si osserva un cavallo libero che manifesta proprio atteggiamenti caratteristici di uno stato libero. La negatività di questa privazione è sottolineata dal fatto che ancora oggi, dopo millenni di domesticazione, ogni animale ha ancora timore dell’uomo e reagisce con paura ogni volta che questi si avvicina. Quindi non si può sostenere che la privazione della libertà sia una condizione accettabile per gli animali, semplicemente è una forzatura alla quale non possono opporsi.

(continua…)

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21st ott 2007

AIDS: stiamo perdendo la partita

Anche nella lotta all’AIDS, come nel passato, bisogna concentrarsi nella prevenzione e non nella cura
di AlanAdler
ultimo aggiornamento: 6 settembre 2008

Fin dal 1981, anno in cui vennero accertati i primi casi di AIDS, i ricercatori non hanno perso tempo a riprodurre la malattia in animali da laboratorio. Dopo oltre dieci anni e centinaia di milioni di dollari usati in esperimenti su un numero infinito di animali di diversi tipi di specie, si concluse che “gli studi di vaccini sperimentali in modelli animali della malattia causata da lentivirus hanno fornito i risultati più disparati, rendendo difficile determinare che cosa sia necessario per lo sviluppo di vaccino funzionante contro l’HIV-1” [9].

Ogni anno, nei laboratori di tutto il mondo - e con il sostegno di associazioni di ricerca come l’Anlaids (» per saperne di più) - vengono spese cifre enormi per lo studio dell’AIDS. Una buona parte di queste somme viene usata in esperimenti su animali, in particolar modo su primati non umani, che i ricercatori ritengono, secondo i propri criteri, un modello altamente attendibile per lo studio dell’AIDS. In realtà, dato che l’AIDS è una sindrome caratteristica ed esclusiva dell’organismo umano, non in grado di colpire le altre specie animali, la sperimentazione animale provoca artificialmente delle condizioni che simulano l’AIDS per certi aspetti, ma ne differiscono per altri. In poche parole, ciò che viene studiato nei laboratori sull’animale non è l’AIDS, ma un suo surrogato. Gli scimpanzè sono gli unici animali non umani in possesso di un sistema immunitario che può essere infettato con l’HIV-1, la causa della maggior parte dei casi di AIDS. Molti ricercatori che studiano (continua…)

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