24th dic 2007
«Il cacciatore non può essere considerato un cittadino di serie B»
Secondo il leader di AN Gianfranco Fini, in Italia «è necessario dare certezze al cittadino-cacciatore»
di AlanAdler
ultimo aggiornamento: 16 settembre 2008
Qualche giorno fa è apparso un interessante articolo sul Corriere della Sera che ci mostra un Gianfranco Fini preoccupato per i cacciatori italiani e la passione venatoria. Preoccupato non per i danni sociali, economici e ambientali procurati dai cacciatori, nè per i milioni di animali (insieme a qualche decina di esseri umani ogni anno) vittime di questo massacro legalizzato. Preoccupato perchè il cacciatore è, secondo il parere dell’onorevole, una sorta di emarginato sociale, che deve vedere degnamente riconosciuto il suo sacrosanto diritti di praticare un’attività sana e naturale come quella della caccia. Propongo di seguito l’intero articolo così com’è e, a seguire, un mio commento.
«In Italia si spara a troppe poche specie»
Parola d’ordine, «rendere giustizia». A chi? Ai cacciatori d’Italia, che non possono essere «considerati cittadini di serie B». Ad essere convinto della discriminazione in atto nel nostro paese, è il presidente di An, Gianfranco Fini, che ha rilasciato, a tal proposito, un’intervista a Il cacciatore italiano, organo della Federazione italiana della caccia. Una decina di domande per chiarire che Gianfranco Fini - un passato da cacciatore, recita l’incipit dell’intervista - sente «la responsabilità di un approccio serio e rapido al problema» e vuole «rispondere alle esigenze del mondo della caccia e del lavoro». Perchè «il cacciatore non può essere considerato un cittadino di serie B, chiamato alle urne con richiami propagandistici e - ammonisce il leader di An - subito dopo le elezioni, penalizzato dal ministro di turno». Quindi se cambiasse il governo - si legge nell’intervista - i cacciatori avrebbero delle speranze? «Credo che il (continua…)
Secondo il leader di AN Gianfranco Fini, in Italia «è necessario dare certezze al cittadino-cacciatore»
di AlanAdler
ultimo aggiornamento: 16 settembre 2008
Qualche giorno fa è apparso un interessante articolo sul Corriere della Sera che ci mostra un Gianfranco Fini preoccupato per i cacciatori italiani e la passione venatoria. Preoccupato non per i danni sociali, economici e ambientali procurati dai cacciatori, nè per i milioni di animali (insieme a qualche decina di esseri umani ogni anno) vittime di questo massacro legalizzato. Preoccupato perchè il cacciatore è, secondo il parere dell’onorevole, una sorta di emarginato sociale, che deve vedere degnamente riconosciuto il suo sacrosanto diritti di praticare un’attività sana e naturale come quella della caccia. Propongo di seguito l’intero articolo così com’è e, a seguire, un mio commento.
«In Italia si spara a troppe poche specie»
Parola d’ordine, «rendere giustizia». A chi? Ai cacciatori d’Italia, che non possono essere «considerati cittadini di serie B». Ad essere convinto della discriminazione in atto nel nostro paese, è il presidente di An, Gianfranco Fini, che ha rilasciato, a tal proposito, un’intervista a Il cacciatore italiano, organo della Federazione italiana della caccia. Una decina di domande per chiarire che Gianfranco Fini - un passato da cacciatore, recita l’incipit dell’intervista - sente «la responsabilità di un approccio serio e rapido al problema» e vuole «rispondere alle esigenze del mondo della caccia e del lavoro». Perchè «il cacciatore non può essere considerato un cittadino di serie B, chiamato alle urne con richiami propagandistici e - ammonisce il leader di An - subito dopo le elezioni, penalizzato dal ministro di turno». Quindi se cambiasse il governo - si legge nell’intervista - i cacciatori avrebbero delle speranze? «Credo che il (continua…)
Posted by AlanAdler under
04. Animalismo varie
12 Comments »
Sezionati vivi (nei laboratori della morte) è un pezzo molto rabbioso e urlato dei Wretched. Lo potete ascoltare (o scaricare) 
Il maiale che cantava alla luna - di
Il problema dell’obesità e la prevenzione






































