25th nov 2008
Allevamento biologico: alternativa possibile o utopia alternativa?
È possibile sperare in una vita migliore per gli animali mangiando carne e scegliendo allevamenti biologici?
di AlanAdler
ultimo aggiornamento: 27 luglio 2009
Negli ultimi anni, grazie soprattutto alla diffusione di Internet, un gran numero di persone è venuto a conoscenza delle terribili condizioni degli animali rinchiusi negli allevamenti intensivi. Ciò ha contribuito in maniera decisiva ad avvicinare numerose persone in tutto il mondo alla scelta vegetariana e vegana. Parallelamente, una maggiore attenzione nella società verso il benessere animale ha portato molte altre persone a scegliere prodotti provenienti da allevamenti più “naturali”, in cui gli animali vivono in maniera più “dignitosa”. Questo atteggiamento, seppur apprezzabile in quanto rivela senza dubbio una certa attenzione e preoccupazione per l’animale allevato, non è però in grado di raggiungere l’obiettivo che si prefigge - ovvero porre fine alle forme intensive di allevamento - ma solo di aggirare momentaneamente il problema. Il discorso infatti va allargato dalla propria soglia personale e temporale ed esteso su larga scala e a lungo tempo.
Una premessa è indispensabile per capire le ragioni dell’allevamento intensivo. Il principio che guida l’allevamento intensivo è la massimizzazione della produzione per assecondare le forti richieste del mercato. Nella seconda metà del Novecento il consumo di carne pro capite è più che raddoppiato, insieme alla crescita della popolazione: di conseguenza, il consumo totale di carne in tutto il mondo è aumentato di 5 volte. In Italia, negli anni ‘50 il consumo di carne era di 18 kg pro capite annui: oggi è di circa 80 kg. Analogamente, anche il consumo di latte, latticini e uova è aumentato in maniera esponenziale, a partire dalla (continua…)
È possibile sperare in una vita migliore per gli animali mangiando carne e scegliendo allevamenti biologici?
di AlanAdler
ultimo aggiornamento: 27 luglio 2009
Negli ultimi anni, grazie soprattutto alla diffusione di Internet, un gran numero di persone è venuto a conoscenza delle terribili condizioni degli animali rinchiusi negli allevamenti intensivi. Ciò ha contribuito in maniera decisiva ad avvicinare numerose persone in tutto il mondo alla scelta vegetariana e vegana. Parallelamente, una maggiore attenzione nella società verso il benessere animale ha portato molte altre persone a scegliere prodotti provenienti da allevamenti più “naturali”, in cui gli animali vivono in maniera più “dignitosa”. Questo atteggiamento, seppur apprezzabile in quanto rivela senza dubbio una certa attenzione e preoccupazione per l’animale allevato, non è però in grado di raggiungere l’obiettivo che si prefigge - ovvero porre fine alle forme intensive di allevamento - ma solo di aggirare momentaneamente il problema. Il discorso infatti va allargato dalla propria soglia personale e temporale ed esteso su larga scala e a lungo tempo.
Una premessa è indispensabile per capire le ragioni dell’allevamento intensivo. Il principio che guida l’allevamento intensivo è la massimizzazione della produzione per assecondare le forti richieste del mercato. Nella seconda metà del Novecento il consumo di carne pro capite è più che raddoppiato, insieme alla crescita della popolazione: di conseguenza, il consumo totale di carne in tutto il mondo è aumentato di 5 volte. In Italia, negli anni ‘50 il consumo di carne era di 18 kg pro capite annui: oggi è di circa 80 kg. Analogamente, anche il consumo di latte, latticini e uova è aumentato in maniera esponenziale, a partire dalla (continua…)
Posted by AlanAdler under
01. Scelta veg
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