09th feb 2009
Il benessere animale secondo Tom Regan
Secondo Tom Regan, le condizioni di benessere animale non differiscono da quelle valide per gli esseri umani
di Alan Adler
ultimo aggiornamento: 25 luglio 2009
Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di “benessere animale”, un termine abusato ma tuttavia poco chiaro e dal significato vago ma rassicurante. Le cosiddette “leggi sul benessere animale” vengono evocate spesso in riferimento all’allevamento industriale, citate come garanzia di un trattamento adeguato e rispettoso della natura dell’animale. Nel nostro paese, come in tutte le società dove vi è una forte domanda di cibi animali, la gran parte degli animali allevati per l’alimentazione viene sfruttata in strutture industriali, le uniche in grado di soddisfare l’elevata richiesta del mercato. Ad esempio, nel 2002, in Italia, su 12 miliardi e 800 milioni di uova prodotte, oltre 10 miliardi provenivano da allevamenti in batteria [1]. Capire quindi in che misura si possa realmente parlare di benessere animale in un allevamento intensivo, e capire cosa implichino le leggi sul benessere animale in queste strutture, significa conoscere quale sia il destino che, con le nostre scelte alimentari, riserviamo a milioni di animali allevati nelle moderne aziende zootecniche.
Per parlare di benessere animale occorre prima di tutto capire quali condizioni indichino benessere (o malessere) per un animale. Essendo l’uomo stesso un animale, non dovrebbe essere difficile cogliere le analogie tra noi e gli altri animali per quanto riguarda le condizioni che possano creare situazioni di benessere (o malessere). Tuttavia, chiederci se effettivamente un animale non umano sia in grado di sperimentare benessere non è una domanda oziosa. Secondo Tom Regan sì: gli animali sono in grado di sperimentare benessere, e in modo assai simile a quanto avviene per gli esseri umani [2].
Per Regan, il benessere di un individuo è strettamente legato alla sua capacità di agire autonomamente. Gli individui autonomi sono quegli individui che hanno delle preferenze (ovvero desideri e obiettivi), nonchè la capacità di agire per il loro soddisfacimento: gli animali, come gli esseri umani, soddisfano tali requisiti, (continua…)
Secondo Tom Regan, le condizioni di benessere animale non differiscono da quelle valide per gli esseri umani
di Alan Adler
ultimo aggiornamento: 25 luglio 2009
Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di “benessere animale”, un termine abusato ma tuttavia poco chiaro e dal significato vago ma rassicurante. Le cosiddette “leggi sul benessere animale” vengono evocate spesso in riferimento all’allevamento industriale, citate come garanzia di un trattamento adeguato e rispettoso della natura dell’animale. Nel nostro paese, come in tutte le società dove vi è una forte domanda di cibi animali, la gran parte degli animali allevati per l’alimentazione viene sfruttata in strutture industriali, le uniche in grado di soddisfare l’elevata richiesta del mercato. Ad esempio, nel 2002, in Italia, su 12 miliardi e 800 milioni di uova prodotte, oltre 10 miliardi provenivano da allevamenti in batteria [1]. Capire quindi in che misura si possa realmente parlare di benessere animale in un allevamento intensivo, e capire cosa implichino le leggi sul benessere animale in queste strutture, significa conoscere quale sia il destino che, con le nostre scelte alimentari, riserviamo a milioni di animali allevati nelle moderne aziende zootecniche.
Per parlare di benessere animale occorre prima di tutto capire quali condizioni indichino benessere (o malessere) per un animale. Essendo l’uomo stesso un animale, non dovrebbe essere difficile cogliere le analogie tra noi e gli altri animali per quanto riguarda le condizioni che possano creare situazioni di benessere (o malessere). Tuttavia, chiederci se effettivamente un animale non umano sia in grado di sperimentare benessere non è una domanda oziosa. Secondo Tom Regan sì: gli animali sono in grado di sperimentare benessere, e in modo assai simile a quanto avviene per gli esseri umani [2].
Per Regan, il benessere di un individuo è strettamente legato alla sua capacità di agire autonomamente. Gli individui autonomi sono quegli individui che hanno delle preferenze (ovvero desideri e obiettivi), nonchè la capacità di agire per il loro soddisfacimento: gli animali, come gli esseri umani, soddisfano tali requisiti, (continua…)
Posted by AlanAdler under
01. Scelta veg, 11. Riflessioni
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