22nd apr 2009
Uccidere per sport: al Decathlon da oggi si può
Il Decathlon e il suo impegno attivo nel massacro degli animali
di AlanAdler

Se siete mai passati al Decathlon, la nota catena commerciale dedicata allo sport e agli sportivi, non avete non potuto provare ribrezzo nel vedere un intero reparto dedicato alle tecniche di uccisione degli animali marini: canne da pesca di ogni tipo, equipaggiamenti e accessori vari per pescatori e quant’altro l’essere umano necessita per questo sterminio di creature splendide e misteriose quali sono quelle marine. Perfino frigoriferi con intrappolati in scatolette migliaia di lombrichi e altri piccoli animali vivi, in attesa di essere acquistati e infilzati su di un amo da qualche bravo pescatore. Sul sito del Decathlon è presente, insieme alle altre, l’orrida sezione dedicata a questa pratica crudele.
Tuttavia, anche se poco piacevolmente, il Decathlon poteva essere frequentato per qualche acquisto. Ma da qualche tempo, visitando il sito dell’azienda, si può notare una nuova sezione, dedicata a quella che è senza dubbio l’attività più violenta e spietata praticata dall’essere umano “civilizzato”: la caccia. Ovvero il massacro di animali innocenti per soddisfare una eccitazione viscerale e frenetica in individui privi della pur minima traccia di umanità ed empatia verso le altre creature della Terra. Un’attività che, non dimentichiamolo, fornisce un sostanziale finanziamento alla vergognosa industria di annientamento della vita umana, l’industria delle armi: solo in Italia abbiamo oltre 700 mila cacciatori, ovvero un esercito di uomini costantemente attivo, anno dopo anno, sul fronte di guerra, che necessita di armi, munizioni ed equipaggiamenti militari sofisticati e confortevoli.
Dunque questa sanguinaria attività è considerata al Decathlon uno sport. Tanto quanto lo è una sana corsa in spiaggia, una nuotata in mare o una lunga passeggiata in bicicletta. Ma uccidere non può essere considerato uno sport in una società che vuol definirsi evoluta. Questa spietata pratica, nonostante il numero altissimo di vittime e feriti tra chi la pratica e tra chi, sfortunatamente, si trova di passaggio o abita nelle vicinanze di questi campi insanguinati, non può nemmeno pretendere di essere considerata uno sport (continua…)
Il Decathlon e il suo impegno attivo nel massacro degli animali
di AlanAdler

Se siete mai passati al Decathlon, la nota catena commerciale dedicata allo sport e agli sportivi, non avete non potuto provare ribrezzo nel vedere un intero reparto dedicato alle tecniche di uccisione degli animali marini: canne da pesca di ogni tipo, equipaggiamenti e accessori vari per pescatori e quant’altro l’essere umano necessita per questo sterminio di creature splendide e misteriose quali sono quelle marine. Perfino frigoriferi con intrappolati in scatolette migliaia di lombrichi e altri piccoli animali vivi, in attesa di essere acquistati e infilzati su di un amo da qualche bravo pescatore. Sul sito del Decathlon è presente, insieme alle altre, l’orrida sezione dedicata a questa pratica crudele.
Tuttavia, anche se poco piacevolmente, il Decathlon poteva essere frequentato per qualche acquisto. Ma da qualche tempo, visitando il sito dell’azienda, si può notare una nuova sezione, dedicata a quella che è senza dubbio l’attività più violenta e spietata praticata dall’essere umano “civilizzato”: la caccia. Ovvero il massacro di animali innocenti per soddisfare una eccitazione viscerale e frenetica in individui privi della pur minima traccia di umanità ed empatia verso le altre creature della Terra. Un’attività che, non dimentichiamolo, fornisce un sostanziale finanziamento alla vergognosa industria di annientamento della vita umana, l’industria delle armi: solo in Italia abbiamo oltre 700 mila cacciatori, ovvero un esercito di uomini costantemente attivo, anno dopo anno, sul fronte di guerra, che necessita di armi, munizioni ed equipaggiamenti militari sofisticati e confortevoli.
Dunque questa sanguinaria attività è considerata al Decathlon uno sport. Tanto quanto lo è una sana corsa in spiaggia, una nuotata in mare o una lunga passeggiata in bicicletta. Ma uccidere non può essere considerato uno sport in una società che vuol definirsi evoluta. Questa spietata pratica, nonostante il numero altissimo di vittime e feriti tra chi la pratica e tra chi, sfortunatamente, si trova di passaggio o abita nelle vicinanze di questi campi insanguinati, non può nemmeno pretendere di essere considerata uno sport (continua…)
Posted by AlanAdler under
04. Animalismo varie
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