Archive for settembre, 2009

22nd set 2009

Leggi a protezione dell’animale?

Un’analisi di ciò che si nasconde dietro le “leggi sul benessere animale”
di AlanAdler

Sia da un punto di vista filosofico (» per saperne di più) che da un punto di vista etologico (» per saperne di più), il benessere animale non può essere garantito in alcun modo nei moderni allevamenti industriali. Questa conclusione viene confermata anche con un’analisi delle leggi attualmente in vigore nel nostro paese sul trattamento degli animali allevati.

Gli allevatori frequentemente parlano di “benessere animale” insieme a un “pieno rispetto” di non ben precisate “severe leggi e norme a tutela dell’animale”: un appello del tutto illusorio. Le situazioni esasperate vissute dagli animali sfruttati nei moderni allevamenti zootecnici rappresentano infatti condizioni del tutto a norma, riconosciute, approvate e stabilite proprio dalle cosiddette “leggi sul benessere animale”. Ma basterebbe consultare i testi di legge stessi per rendersi conto della gravità della situazione e della oggettiva legittimazione di forme di tortura che chiunque riterrebbe inaccettabili se praticate su esseri umani o anche sul proprio cane.

Nel nostro paese, la “protezione” degli animali d’allevamento è regolamentata dal decreto legislativo n. 146/2001 [1] e da norme specifiche relative all’allevamento dei vitelli, dei suini e delle galline ovaiole. Il carattere illusorio e falsamente rassicurante di tali leggi si può rilevare anche dalla forma con cui sono presentate. Si può notare più volte, infatti, come tali leggi stabiliscano dapprima la proibizione di diverse forme di sofferenza sull’animale, ma subito dopo, nel passo successivo, la stessa proibizione si trasforma in deroga, permettendo e approvando, di fatto, l’infliggere delle medesime forme di sofferenza poc’anzi condannate. Ad esempio, il decreto legislativo citato, al punto 7 dell’allegato, recita:

Libertà di movimento: la libertà di movimento propria dell’animale, in funzione della sua specie e secondo l’esperienza acquisita e le conoscenze scientifiche, non deve essere limitata in modo tale da causargli inutili sofferenze o lesioni. Allorchè continuamente o regolarmente legato, incatenato o trattenuto, l’animale deve poter disporre di uno spazio adeguato alle sue esigenze fisiologiche ed (continua…)

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15th set 2009

Topino


Opera dell’artista italiana Sid. Altre sue opere con animali come soggetto sono disponibili su AgireOra Edizioni » qui.

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09th set 2009

Manifestazioni storiche e culturali

Palii e feste con animali: eventi culturali o giochi crudeli?
Fonte: AVDA.it (» visualizza articolo)
di Annamaria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta

La discussa legge 189/04, che tutela, come ben noto, non gli animali, ma il sentimento degli uomini nei loro confronti, dopo avere analiticamente descritto le sanzioni per il vasto repertorio di maltrattamenti, sevizie, strazi, uccisioni a cui gli uomini spesso li sottopongono, all’art. 3 chiarisce che gli stessi comportamenti non sono sanzionabili in materia di caccia, pesca, allevamento, trasporto, macellazione, sperimentazione scientifica, attività circense, zoo, nè alle manifestazioni storiche e culturali…

La vastità di deroghe al divieto di tormentare gli animali si è risolta in una loro tutela talmente limitata da avere provocato una tempesta tra tutti coloro che hanno a cuore il benessere di tutti gli animali, non solo di quelli d’affezione. I tempi non sono purtroppo maturi per mettere in discussione la liceità degli allevamenti, dei trasporti e della macellazione, tanto meno della pesca; stupisce che ancora non lo siano per mettere al bando una pratica brutale, inutile e sadica quale è la caccia, dove il divertimento consiste nel piacere fine a sè stesso di ferire e uccidere; molti movimenti sono attivi nel chiedere la chiusura degli zoo e dei circhi con animali. Per quanto riguarda la salvaguardia offerta alle manifestazioni storiche e culturali, autorizzate dalla regione competente e quindi, nei fatti, a tutte o quasi, non è possibile non interrogarsi sulla genericità dei termini usati, mediati dal linguaggio comune che vi fa riferimento ogni qualvolta si tratti di giustificare ciò che non ha giustificazioni logiche e razionali.

È necessario premettere che il problema non è di secondaria importanza, per quanto venga abitualmente sottostimato: in Italia sono migliaia le “manifestazioni culturali” (le virgolette sono d’obbligo) condotte con l’uso di animali che vengono costretti in situazioni incompatibili con la loro natura e che possono concludersi con la loro morte. Una provvidenziale rimozione collettiva favorisce la nostra autoassoluzione, ributtando come sempre l’ombra (continua…)

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