18th giu 2010
Solo per qualche sorso di latte
Proprio alcuni giorni fa, mi è capitato di vedere, durante uno dei tanti vuoti TG che affollano il palinsesto televisivo, un delirante servizio di promozione del latte, in cui ne venivano decantate le mille combinazioni per il palato e le tante immaginarie qualità, con tanto di intervista a un tizio importante del settore per elogiare il cosiddetto made in Italy, come se una mucca sfruttata e uccisa in Italia fosse migliore di una mucca sfruttata e uccisa in altra parte del mondo. E dentro di me non ho potuto non rivivere le crude immagini di questo video visto proprio qualche giorno prima, constatando ancora, per la millesima volta, di quanto le immagini che passano sullo stupido schermo siano lontane dalla realtà vissuta dagli animali. Una realtà fatta di sofferenza, angoscia e terrore.
Molte persone che vedranno questo video saranno indignate e scioccate dalla violenza di questi uomini sulle loro vittime animali. Eppure non sono stati questi uomini a rinchiudere quegli animali in quel luogo infernale. Quegli animali si trovano lì per un solo motivo: riempire un bicchiere di latte.
Non ci si può ancora illudere che sia possibile allevare milioni di animali in stalle industriali e trattarli in modo “umano” garantendo la loro sicurezza con leggi palliative e ipocrite, poiché questi animali, una volta nati, sono considerati puramente macchine, e come tali trattati. Anche credere che basti scegliere allevamenti biologici per risolvere il problema della crudeltà animale è parimenti illusorio, poiché gli attuali consumi umani e individuali di prodotti animali possono essere soddisfatti solo con tecniche di allevamento intensivo. E anche se le condizioni degli allevamenti biologici sono meno peggiori di quelle delle strutture intensive, nessuno impedisce ai lavoratori di commettere simili crudeltà sugli animali imprigionati.
Proprio alcuni giorni fa, mi è capitato di vedere, durante uno dei tanti vuoti TG che affollano il palinsesto televisivo, un delirante servizio di promozione del latte, in cui ne venivano decantate le mille combinazioni per il palato e le tante immaginarie qualità, con tanto di intervista a un tizio importante del settore per elogiare il cosiddetto made in Italy, come se una mucca sfruttata e uccisa in Italia fosse migliore di una mucca sfruttata e uccisa in altra parte del mondo. E dentro di me non ho potuto non rivivere le crude immagini di questo video visto proprio qualche giorno prima, constatando ancora, per la millesima volta, di quanto le immagini che passano sullo stupido schermo siano lontane dalla realtà vissuta dagli animali. Una realtà fatta di sofferenza, angoscia e terrore.
Molte persone che vedranno questo video saranno indignate e scioccate dalla violenza di questi uomini sulle loro vittime animali. Eppure non sono stati questi uomini a rinchiudere quegli animali in quel luogo infernale. Quegli animali si trovano lì per un solo motivo: riempire un bicchiere di latte.
Non ci si può ancora illudere che sia possibile allevare milioni di animali in stalle industriali e trattarli in modo “umano” garantendo la loro sicurezza con leggi palliative e ipocrite, poiché questi animali, una volta nati, sono considerati puramente macchine, e come tali trattati. Anche credere che basti scegliere allevamenti biologici per risolvere il problema della crudeltà animale è parimenti illusorio, poiché gli attuali consumi umani e individuali di prodotti animali possono essere soddisfatti solo con tecniche di allevamento intensivo. E anche se le condizioni degli allevamenti biologici sono meno peggiori di quelle delle strutture intensive, nessuno impedisce ai lavoratori di commettere simili crudeltà sugli animali imprigionati.
Posted by AlanAdler under
02. Allevamenti e macelli, 07. Galleria video
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