24th gen 2008
Il Metodo Albanesi: come denigrare la dieta vegetariana/vegana
Analisi di un articolo denigratorio sull’alimentazione vegetariana/vegana
di AlanAdler
ultimo aggiornamento: 13 maggio 2010
Provando a digitare su Google le parole racchiuse tra virgolette “dieta vegana” possiamo trovare una bella sorpresa. Nella prima pagina che il nostro amato motore di ricerca ci restituisce troviamo elencati siti molto interessanti e di giusta considerazione, come il sito della SSNV – Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, il sito italiano dell’IVU – International Vegetarian Union e siti di divulgazione medica come Dica33. In cima alla tanto agognata classifica di Google troviamo però al primo posto, con nostra grande sorpresa, un articolo del sito Albanesi.it.
Tale sito ruota attorno alla figura di un certo Roberto Albanesi. Il signor Roberto Albanesi è laureato in ingegneria elettronica, come si può leggere nella biografia sul suo sito, e nel tempo libero si diletta uccidendo animali (è un appassionato di caccia). Il sito si presenta legato al benessere a 360 gradi, con sezioni sulla nutrizione, sullo sport, sulla psicologia e sulla salute in generale. Il sito propone anche l’avveniristico “Metodo Albanesi: dimagrisci e rinasci”, presentato clamorosamente nel più classico dei modi come “l’ultima rivoluzione nell’affollatissimo campo delle soluzioni per avere un corpo magro”.
Veniamo ora all’articolo che tanto ha attirato la nostra attenzione su Google. In questo articolo - La dieta vegana (vegetaliana) (evito di linkarlo altrimenti ne aumenterei la popolarità) - l’Ing. Roberto Albanesi esegue un perfetto tentativo di denigrazione della dieta vegetariana/vegana (a dispetto del titolo, infatti, nell’articolo si parla ora di vegetariani e ora di vegani). L’articolo è molto interessante, perché presenta numerose (se non tutte, ma sicuramente le principali) dicerie e accuse oramai note contro l’alimentazione vegetariana/vegana (carenza di proteine, di Omega3, di B12, ecc), oltre alle solite considerazioni banali - come la storia della carota che piange - di nessun rilievo. È quindi indubbiamente un ottimo esempio di luoghi comuni, disinformazione e ignoranza che ruotano intorno alle diete vegetariana e vegana. Per questi motivi ho quindi deciso di racchiudere tutte le argomentazioni avanzate dall’Ing. Roberto Albanesi sotto il nome di “Metodo Albanesi”, per indicare appunto l’insieme dei luoghi comuni che frequentemente vengono sollevati contro l’alimentazione vegetariana/vegana. L’articolo è estremamente istruttivo in questo senso perchè, purtroppo, non si tratta di un caso isolato, bensì rappresenta un modello esemplare, usato anche dai “dotti” medici nutrizionisti che compaiono frequentemente nei salotti televisivi o sulle rubriche cartacee e digitali.
Nell’articolo userò il termine vegetariano (e derivati) per riferirmi sia al modello latto-ovo-vegetariano (ovvero il modello vegetariano classico, che prevede anche il consumo di latte, latticini e uova) che vegano.
I vegani ortoressici
Sin dalle prime righe possiamo capire che l’Ing. Roberto Albanesi ha un concetto molto bizzarro dell’alimentazione vegana e di sicuro nutre scarsa simpatia per i vegani:
Il vegano ha effettuato spesso una scelta alimentare (ortoressia salutistica); a volte è tale per scelta etica (si oppone all’allevamento di animali) e allora è un esempio di ortoressia etica.
Innanzitutto bisogna chiarire che la scelta vegana è spesso (e non a volte) dettata da motivazioni etiche. Oltre a queste, e oltre alle motivazioni salutistiche, si può essere spinti verso la scelta vegana anche da motivazioni ecologiche (l’allevamento di animali ha un impatto devastante sull’ambiente). Frequentemente più di una di queste motivazioni possono coesistere tra di loro.
L’Ing. Roberto Albanesi definisce quindi la scelta vegana come un’“ortoressia alimentare”, ossia una forma di attenzione ossessiva per le regole alimentari e la scelta del cibo, che può portare a conseguenze disastrose per l’organismo. E infatti questa singolare definizione dell’Ing. Roberto Albanesi potrebbe legarsi bene alla scelta vegana. Nel XVI secolo e successivamente, durante le numerose epidemie di peste, l’acqua veniva accusata di ogni nefandezza: fare il bagno era considerato pericoloso perché poteva esporre al rischio di malattie, lavare i bambini era assolutamente vietato. Chi avrebbe osato farsi un bagno immerso in una vasca colma d’acqua, sarebbe di certo stato accusato di pazzia. Allo stesso modo, oggi, in una società con un consumo di carne di ben oltre i limiti normalmente raccomandati (come concordano tutti i nutrizionisti), ci sono persone che dipingono una sana alimentazione basata su cibi vegetali e naturali e seguita da numerosissime persone (in forma e arzille) in tutto il mondo come un’“ortoressia alimentare”. Allo stesso modo l’Ing. Roberto Albanesi chiarisce subito e senza troppe riflessioni che, di conseguenza, anche il seguire un’alimentazione vegana motivati da profonda compassione e senso di giustizia è un’“ortoressia etica” (una definizione comunque senz’altro originale).
Si deve poi ricordare che molti vegani evolvono verso regimi alimentari ancora più stretti (i granivori mangiano solo cereali, i frugivori soltanto frutta e i crudisti mangiano soltanto verdure crude). [Il corsivo è mio, NdR]
Il termine “molti” coerentemente dovrebbe far supporre che ben oltre il 50 per cento dei vegani si dirigano in un secondo tempo verso un altro tipo di alimentazione. Ma dalla mia personale esperienza, e conoscendo l’ambiente dei vegani un poco meglio dell’Ing. Roberto Albanesi, posso affermare (e molti vegani potrebbero confermare) senza ombra di dubbio che questa affermazione è pura fantasticheria. Solo pochi vegani optano successivamente per un regime alimentare diverso, come ad esempio il crudismo vegano.
Piuttosto difficile poi immaginare l’esistenza di un essere umano granivoro. In natura solo alcune specie di uccelli sono definite granivore, ovvero si nutrono esclusivamente di grano e altri cereali. Sarebbe alquanto interessante conoscere un uomo che vive (ammesso che riesca a sopravvivere) mangiando in questo modo. Bisogna inoltre precisare che in realtà il frugivoro (o più comunemente fruttariano) mangia sì solo frutta, intesa però come frutta dolce (mele, pere, pesche, ecc, ma anche pomodori, zucchine, peperoni, ecc, compresi certi ortaggi). Il crudista invece è una persona che ha scelto di nutrirsi con alimenti assolutamente crudi, indifferentemente dall’origine (animale o vegetale) degli stessi: possono pertanto esserci sia crudisti carnivori che crudisti vegani (che non mangiano “soltanto verdure crude”).
Da questa introduzione dell’Ing. Roberto Albanesi traspare una sorta di insofferenza verso i vegani e concetti poco chiari sull’alimentazione vegana e sull’alimentazione in generale. Ma andiamo avanti.
Una dieta vegana non può ritenersi “ideale”
Le diete completamente prive di proteine animali non rispettano né il vincolo dei macronutrienti, né quello di una facile autogestione. Vediamo i punti che sottolineano come difficilmente una dieta priva di proteine animali possa ritenersi “ideale”.
“E’ posizione dell’American Dietetic Association che le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete vegetariane totali o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie.” [2]. Questa è la posizione ufficiale dell’American Dietetic Association (ADA), la più prestigiosa associazione di nutrizionisti al mondo, riguardo le diete vegetariane. Il documento in questione (redatto nel 2009) è basato su oltre 200 articoli della letteratura scientifica internazionale degli ultimi anni, e conferma le medesime posizioni passate (fin dal 1987) dell’ADA. Vi invito a consultare il documento - pur se lunghetto - tradotto in lingua italiana da SSNV, » qui.
Secondo l’Ing. Roberto Albanesi, inoltre, una dieta vegana non rispecchia il «vincolo [...] di una facile autogestione». Eppure in commercio esiste un vasto mercato di integratori alimentari, che ovviamente non è rivolto alla minoranza della popolazione vegana, ma piuttosto prospera grazie alla massa della popolazione che segue una dieta “tradizionale”. Senza considerare l’epidemia dilagante dell’obesità nei paesi industrializzati, dove la stragrande maggioranza della popolazione non è certo vegana. Certamente possiamo concludere dunque che, in realtà, sono proprio le diete basate sulle proteine animali che non rispecchiano il «vincolo [...] di una facile autogestione».
1) Lo spettro aminoacidico: […] a differenza delle carni, i singoli vegetali non hanno uno spettro aminoacidico completo. […] Occorre pertanto fare un cocktail molto preciso per avere un’alimentazione proteicamente corretta. In sostanza ciò che è teoricamente possibile (un perfetto soddisfacimento del fabbisogno proteico) in pratica non lo è, vista la scarsa variabilità nel mondo vegetale di sorgenti proteiche.
Secondo l’Ing. Roberto Albanesi è impossibile («in sostanza ciò che è teoricamente possibile […] in pratica non lo è») seguire un’alimentazione vegana con un giusto apporto di proteine, poichè occorre fare «un cocktail molto preciso per avere un’alimentazione proteicamente corretta». In realtà basta mangiare in modo semplice e variato, assumendo nel corso della giornata legumi, cereali e un pugno di frutta secca affinchè il nostro organismo sia fornito di tutti gli amminoacidi di cui necessita. Nessun vegano va tutto il giorno in giro con calcolatrice e bilancetta. E nessun vegano mangia tutto il giorno solo legumi o solo cereali o solo frutta secca. Sempre sul dossier dell’ADA [2], leggiamo: “A condizione che vengano consumati gli alimenti vegetali in modo variato e che venga soddisfatto il fabbisogno energetico, le proteine vegetali possono soddisfare i fabbisogni nutrizionali proteici. La ricerca indica che un assortimento di cibi vegetali assunti nel corso della giornata è in grado di fornire tutti gli aminoacidi essenziali” (» per saperne di più).
Al contrario, il mito delle proteine animali e dell’importanza stessa delle proteine ha portato le popolazioni ricche ad un consumo sovraccarico di alimenti di origine animale, accompagnato dalla vasta diffusione di tutta una serie di patologie da nutrizione iperproteica, con il beneficio dell’industria della carne prontamente aiutata da “esperti” di turno sempre pronti a dare una mano su TV, radio e giornali (o siti internet). Per quanto riguarda la presunta “scarsa variabilità nel mondo vegetale di sorgenti proteiche” suggerita dall’Ing. Roberto Albanesi, vi invito a consultare la tabella delle proteine per vegetariani » qui.
2) I fitati: se le proteine vengono derivate dalla soia occorre tener conto che, quando il fabbisogno proteico si risolve per oltre il 20 per cento con derivati della soia, s’introducono nell’organismo sostanze (fitati) che possono inibire l’assorbimento di alcuni minerali come lo zinco.
Gli “alcuni minerali come lo zinco” di cui parla l’Ing. Roberto Albanesi sono (lo zinco e) il ferro. I fitati agiscono da inibitori nell’assorbimento di questi due importanti nutrienti. I prodotti a base di soia non fermentata hanno un alto contenuto di fitati, e perciò se ne sconsiglia un consumo frequente. La soia non rappresenta infatti la base dell’alimentazione vegana, e d’altra parte, come abbiamo visto, le fonti proteiche vegetali sono vaste e non limitate ai soli prodotti a base di soia. In ogni caso le diete vegetariane correttamente bilanciate sono in grado di fornire quantità adeguate di ferro e zinco, come dimostrato da diversi studi (» per saperne di più).
3) Gli acidi grassi essenziali: nelle diete con carenza di pesce mancano fonti dirette di EPA (acido eicosapentanoico) e di DHA (acido docosaesanoico), fondamentali per una buona alimentazione. Molte ricerche (provenienti anche da ambienti vegetariani) [studi non citati dall'Ing. Roberto Albanesi] sollevano dubbi sulla capacità di convertire l’alfa-linolenico in EPA e DHA e la conversione è ancora più dubbia nei bambini.
L’Ing. Roberto Albanesi parla dei molto noti acidi grassi Omega-3. Sebbene alcuni studi dimostrino che le diete vegetariane non siano carenti di acidi grassi essenziali [10, 11, 12], per mettersi al riparo da ogni eventuale rischio si consiglia un consumo quotidiano di 2-3 piccole porzioni di cibi ricchi in Omega-3, che sono l’olio di lino, i semi di lino macinati e le noci (» per saperne di più).
4) La demonizzazione delle proteine animali porta generalmente il vegetariano ad assumere una percentuale eccessiva (a volte vicina all’80 per cento) di carboidrati (pasta, riso, frutta, ecc), cosa che non risolve affatto il problema dell’obesità, poiché un’abbondanza di carboidrati facilita la loro trasformazione in grassi.
Diversi studi evidenziano come nella popolazione vegetariana l’obesità ricopra valori molto bassi [13, 14, 15]. I cibi vegetali, oltre ad essere poveri di grassi, offrono anche un forte senso di sazietà: frutta, verdura, cereali integrali e legumi sono ricchi di fibre, pertanto presentano un contenuto ridotto di calorie in grandi volumi. Inoltre i legumi secchi e i cereali aumentano di quasi tre volte il proprio volume con l’acqua di cottura, mentre la carne durante la cottura perde un terzo del proprio peso come acqua: ciò significa che, a parità di peso iniziale, le proteine dei legumi e dei cereali sono molto più sazianti e meno caloriche di quelle della carne (» per saperne di più).
Piuttosto il vero problema non sono i carboidrati. Uno dei più frequenti errori dei lacto-ovo-vegetariani è quello di aumentare il consumo di latte, latticini e uova - cibi ricchi di grassi e colesterolo - nella convinzione che in tal modo si possa sopperire alla mancanza delle “necessarie” proteine animali contenute nella carne. In questo modo, come spesso si può notare, il lacto-ovo-vegetariano finisce per aumentare rapidamente il proprio peso (senza considerare le più gravi conseguenze a lungo termine per la salute).
Vegani sani?
È vero che i vegani e i vegetariani, nonostante la prevalenza di carboidrati, risultano più magri, più longevi e più sani? Questa deduzione non è affatto corretta ed è il frutto di un distorcimento delle cause. Non ha senso dire che i vegetariani sono più magri, più longevi e più sani confrontandoli con tutta la popolazione. Si confonde una causa diretta con una indiretta. Infatti il vegetariano in genere è attento allo stile di vita e alla salute. È questa sua attenzione (causa diretta) che lo rende più longevo della media della popolazione che magari beve, fuma, ecc, non il fatto che si nutre di vegetali. […] In altri termini, l’insieme dei vegetariani dovrebbe essere confrontato con quello di chi è comunque attento alla propria salute, ma vegetariano non è (chi ha uno stile di vita corretto non supera il 10 per cento della popolazione). Purtroppo questo studio nessuno lo ha ancora fatto.
Qui l’Ing. Roberto Albanesi pare fare decisamente un passo indietro, forse perché non molto convinto delle proprie argomentazioni precedentemente proposte: i vegetariani, da ortoressici salutistici, obesi e malnutriti, affetti da stanchezza cronica per via dell’impossibilità di soddisfare l’apporto proteico, vengono ora descritti come chi è “attento allo stile di vita e alla salute”, e sembrano essere i “più magri, più longevi e più sani”. Quindi, per avere risultati sensati in uno studio, bisognerebbe confrontarli addirittura con “chi è comunque attento alla propria salute, ma vegetariano non è”. A questo punto anche io sono altrettanto confuso.
Una prima obiezione piuttosto elementare può essere che - come abbiamo detto - non sempre si è spinti alla scelta vegetariana da motivazioni salutistiche, ma agiscono anche motivazioni di tipo diverso. È pur vero che, in certe persone inizialmente non interessate all’aspetto salutistico, la consapevolezza stessa di seguire un’alimentazione sana come quella vegetariana le porta a modificare il proprio stile di vita adottando comportamenti più salutari. Ma non si tratta certo di una costante. Cosicchè anche tra i vegetariani si può trovare gente che fuma e che conduce una vita poco salutare, allo stesso modo di come avviene tra la popolazione non-vegetariana.
Per quanto riguarda la ricerca scientifica, una dieta vegetariana (e in particolare la vegana) ben equilibrata comporta benefici per la salute non tanto per l’assenza di prodotti animali, quanto più per l’alto consumo di cibi di origine vegetale che, come dimostrato da numerosi studi, hanno importanti effetti nella prevenzione e nel trattamento di alcune diffuse patologie. Ovviamente in una dieta che prevede anche il consumo di cibi animali - cibi che, quando non dannosi, non apportano alcun beneficio per la salute - i cibi di origine vegetale non trovano lo stesso spazio che hanno in una dieta vegetariana e quindi il loro consumo risulta decisamente inferiore. I cibi di origine animale vengono consigliati solo per l’equilibrio dei nutrienti: ma lo stesso equilibrio può essere ottenuto anche esclusivamente dai cibi di origine vegetale, che hanno però il vantaggio di essere più sani. Non a caso in ambiente medico è universalmente riconosciuto che bisogna sempre prediligere un elevato consumo di cibi di origine vegetale, mentre i prodotti animali - se presenti - vanno sempre contenuti entro precisi limiti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha addirittura pensato di promuovere campagne per il consumo di frutta e verdura in tutto il mondo come importante strategia per la prevenzione di malattie croniche come le malattie cardiovascolari, i tumori, il diabete e l’obesità [1].
Infine, anche se l’Ing. Roberto Albanesi pare non esserne a conoscenza, esistono anche studi in cui i vegetariani sono stati confrontati con “chi è comunque attento alla propria salute, ma vegetariano non è”. Uno studio serio che vuole indagare sugli effetti dell’alimentazione sulla salute deve certamente valutare anche gli altri parametri individuali dello stile di vita (fumo, attività fisica, tipo di lavoro, ecc) in modo da offrire un quadro della situazione quanto più preciso possibile. Cito, a titolo di esempio l’Oxford Vegetarian Study (Studio di Oxford sui vegetariani) [19], uno studio tra i più noti, durato diversi anni e che ha visto la partecipazione di ben 11.000 soggetti (6.000 non consumatori di carne, prevalentemente vegetariani, e 5.000 consumatori di carne). I risultati, dopo essere stati adattati per fumo, indice di massa corporea (misura dell’obesità) e classe sociale (tre fattori noti per influenzare la mortalità), mostrano che chi non consuma carne ha un minore tasso di mortalità per tutte le cause di morte combinate, cardiopatia ischemica e tutti i tipi di tumori combinati. Le differenze sono risultate statisticamente significative (cioè con bassa probabilità di essere dovute al caso) per tutte le cause di morte e per tutti i tumori combinati. Non sono certo esclusi fattori esterni che potrebbero aver partecipato al risultato finale, come ad esempio una motivazione più forte nei vegetariani che li ha portati ad avere una salute migliore, ma sarebbe certo assurdo affermare che tali studi non hanno alcuna validità.
Per esperienza personale ho seguito quasi una decina di amici vegetariani/vegani per circa 20 anni. Tutti sono invecchiati abbastanza male e chi 20 anni fa sportivamente mi precedeva ora mi segue… Non è una statistica, ma se permetti, è un dato personale che mi fa riflettere.
Senza considerazioni simpatiche sulla possibilità che l’Ing. Roberto Albanesi possa avere amici vegani, è decisamente significativo che gli unici dati che vengano portati a sostegno delle proprie argomentazioni non facciano riferimento a studi scientifici verificabili, ma riguardino unicamente esperienze personali del tutto prive di valore (e forse anche di credibilità). Come rispondere allora a tale affermazione, se non con un’altra affermazione?
«I vegetariani, in genere, hanno non soltanto una vita più lunga dei carnivori, ma evitano malattie croniche invalidanti» (Umberto Veronesi, oncologo e vegetariano, dal forum del Corriere della Sera).
Il caso “Linda McCartney”
Da anni ormai si è diffusa la credenza che un’alimentazione vegana (cioè vegetariana in senso stretto, senza l’uso di proteine animali) preservi dal cancro, che la carne rossa “fa venire i tumori”, ecc. Cosa c’è di vero alla luce delle attuali conoscenze mediche?
L’Ing. Roberto Albanesi ci propone a questo punto le sue argomentazioni. Vediamole.
1) È parzialmente vero che l’alimentazione vegana diminuisce del 30 per cento [fonte non citata] il rischio del cancro al colon e al retto. […] Le più recenti ricerche [fonti non citate] dimostrano però che non sono i grassi saturi il fattore di rischio, ma il loro abuso: in soggetti normopeso il fattore di rischio non è aumentato.
Ci sono numerosi studi che dimostrano l’effetto protettivo di una alimentazione a base di vegetali sulla possibilità di contrarre diversi tipi di tumore. Innanzitutto occorre correggere l’improvvisata percentuale proposta dall’Ing. Roberto Albanesi, che risulta sempre maggiore del 30 per cento, anche se con oscillazioni più o meno rilevanti. Uno studio che può chiarire meglio questo punto è l’Adventists Health Study. Lo studio, durato ben 25 anni, ha coinvolto 22.940 soggetti della popolazione degli Avventisti del Settimo Giorno, una comunità religiosa dove si incoraggia l’astensione dalla carne. Gli Avventisti del Settimo Giorno sono stati in modo crescente l’oggetto di studi epidemiologici mirati ad indagare sull’influenza dell’alimentazione nella salute, sia perché essi tendono ad essere molto più omogenei in numerose caratteristiche dello stile di vita (forte consumo di sigarette e di alcool e diete ad alto contenuto di grassi, tutti fattori che possono confondere i risultati di uno studio, sono in larga misura assenti) sia perché essi sono più eterogenei nelle abitudini alimentari rispetto alla popolazione generale (si va dal vegetarianesimo stretto alla dieta classica onnivora). In questo studio è stato confermato che ad un maggiore consumo di alimenti vegetali corrisponde sempre una minore incidenza di diversi tipi di cancro [16], motivo per cui una dieta completamente a base di alimenti vegetali risulta la ideale per ottimizzare al meglio i profitti per la salute. Secondo lo studio i non-vegetariani presentano un rischio incrementale dell’88 per cento per il tumore del colon-retto [13]; il rischio per cancro al polmone è inferiore del 75 per cento circa per i soggetti che consumano frutta più di una volta al giorno in confronto a soggetti che consumano frutta meno di tre volte la settimana; i soggetti consumatori di legumi per più di due volte la settimana hanno solo 1/30 del rischio di contrarre cancro allo stomaco se confrontati con i soggetti consumatori di legumi raramente o comunque meno di una volta la settimana; il consumo frequente di carne di manzo è associato con un rischio più che doppio di sviluppare cancro alla vescica; il consumo di frutta secca 3-5 volte la settimana può diminuire il rischio di sviluppare il cancro della prostata di circa il 40 per cento, mentre il consumo di pesce più di una volta alla settimana potrebbe aumentare del 50 per cento il rischio di questo tumore. Infine è stato rilevato che i soggetti vegetariani della popolazione studiata hanno un rischio inferiore rispetto ai soggetti non-vegetariani per ognuno dei tumori elencati.
2) È falso che l’alimentazione vegana protegge da tutti i tumori. […] Anche se preserva solo in parte dai tumori dell’apparato digerente (anche i vegani muoiono di cancro), potrebbe essere un aiuto per tutti coloro che sono esposti a fattori di rischio o sono geneticamente predisposti a questo tipo di tumori. Se però si traduce in numeri il punto 1 (su 100 morti si considerano quelle per tumore, su queste si considerano quelle per tumori all’apparato digerente e infine si considera il diminuito rischio del 30 per cento, che non è poi molto) si scopre che un’alimentazione vegana non ha un’incidenza significativa sulla vita media, tenendo conto che comporta anche svantaggi dal punto di vista salutistico, altrettanto provati come la riduzione del rischio tumorale. La genetica ha ormai dimostrato che la frase “siamo ciò che mangiamo” è solo parzialmente vera perché è anche vero che “siamo ciò che nasciamo”.
Il National Cancer Institute nel 1981 ha riconosciuto che circa il 35 per cento delle morti per tumore è da ricondurre a fattori dietetici (con un ampio margine di variabilità del 10-70 per cento). Una più recente analisi (1995) conferma la stima con una percentuale rilevata del 32 per cento (restringendo però il campo di variabilità al 20-42 per cento). Per i tumori più diffusi, però, queste cifre sono di gran lunga superiori: 70 per cento per il tumore del colon-retto, 50 per cento per quello alla mammella, 75 per cento per quello alla prostata, 75 per cento quello al pancreas [17]. Le Linee Guida per la prevenzione dei tumori indicano come migliore strategia l’adesione ad una dieta ricca di fibre e povera di grassi, che includa vari tipi di frutta, verdura, cereali integrali e legumi. Non sorprende quindi che i vegetariani, la cui dieta soddisfa naturalmente tali requisiti, si collochino ai livelli più bassi di rischio di cancro.
Detto ciò, appare chiaro che la concatenazione esposta dall’Ing. Roberto Albanesi («su 100 morti si considerano quelle per tumore, su queste si considerano quelle per tumori all’apparato digerente e infine si considera il diminuito rischio del 30 per cento, che non è poi molto») appare del tutto priva di fondamento. Essendo inoltre noto che il cancro è la seconda causa di morte (dopo le malattie cardiovascolari) nei paesi industrializzati, l’affermazione dell’Ing. Roberto Albanesi andrebbe corretta e riproposta in questo modo:
«Se su 100 morti si considerano quelle per tumore, che sono molto elevate, su queste si considerano quelle per tumori più diffusi e infine si considera il diminuito rischio che va dal 50 per cento al 75 per cento con una dieta ricca di vegetali, che è molto alto, si scopre che un’alimentazione vegana ha un’incidenza significativa sulla vita media».
L’affermazione seguente dell’Ing. Roberto Albanesi, secondo cui «un’alimentazione vegana […] comporta anche svantaggi dal punto di vista salutistico, altrettanto provati» lascia un poco sorpresi, anche perché non sono stati citati gli studi utili.
Anche l’ultima considerazione dell’Ing. Roberto Albanesi, a questo punto, perde senso: «La genetica ha ormai dimostrato che la frase “siamo ciò che mangiamo” è solo parzialmente vera perché è anche vero che “siamo ciò che nasciamo”». Come abbiamo appena visto, infatti, i fattori dietetici hanno in realtà un’influenza significativa nella cancerogenesi, e quindi la frase «siamo ciò che mangiamo» è oggi più che mai valida.
3) È falso che basta un’alimentazione vegana per proteggersi dai tumori all’apparato digerente. Infatti uno studio del dipartimento dell’Agricoltura statunitense su 71 tipi di broccoli ha rilevato che le quantità di glucorafanina (la sostanza che dovrebbe proteggere dal cancro) varia enormemente a seconda del tipo. In alcuni broccoli è addirittura assente. I nutrizionisti americani alla luce di queste scoperte pensano di realizzare ibridi ricchi di glucorafanina, addirittura con l’impiego della genetica. Ciò forse non piacerà ai vegani più naturalisti, ma il mondo va avanti.
Non è molto chiaro perchè secondo l’Ing. Roberto Albanesi dovrebbe essere “falso che basta un’alimentazione vegana per proteggersi dai tumori all’apparato digerente”. A prescindere che un vegano non mangia solo broccoli, e a prescindere che non solo i broccoli, ma anche frutta e altra verdura e i cibi vegetali in generale hanno effetti protettivi contro il cancro, il fatto che - secondo lo studio riferito dall’Ing. Roberto Albanesi - non tutti i broccoli abbiano lo stesso contenuto di glucorafanina dimostra solo che - per chi eventualmente voglia potenziare le proprie difese contro i tumori - bisognerebbe essere più accorti nella scelta del tipo di broccolo. Non dimostra certo che “è falso che basta un’alimentazione vegana per proteggersi dai tumori all’apparato digerente”. Ovviamente non basta un’alimentazione vegana per proteggersi dai tumori all’apparato digerente, ma di certo può contribuire molto.
4) Da ultimo la ricetta vegana contro il cancro non è scientifica. La morte per cancro di Linda McCartney, vegana convinta, ha messo in crisi parecchi vegani che si ritenevano assolutamente al sicuro dalla malattia. Scoprite la vera ricetta anticancro dell’AIRC.
Che “la ricetta vegana contro il cancro non è scientifica” non è certo una rivelazione clamorosa. Tutti i vegetariani sanno bene che il proprio stile alimentare può aiutare nella prevenzione di alcune patologie, ma certamente non garantisce l’assoluta protezione. Ebbene sì, anche un vegetariano può morire di cancro. Non siamo immortali nè uomini dai poteri soprannaturali. Eppure questo dato di fatto semplice e banale rappresenta per l’Ing. Roberto Albanesi la prova inconfutabile ed evidente - nonchè sensazionale - che essere vegetariani non influisca in nessun modo nella prevenzione dei tumori. È significativo - oltre che indicativo dello spessore scientifico dell’intero articolo - che l’Ing. Roberto Albanesi citi a sostegno di questa sua rivelazione sensazionalistica non studi epidemiologici pubblicati su riviste scientifiche e che hanno coinvolto migliaia di persone, ma la notizia da gossip (tinta di toni funerei) della morte per cancro della ex-moglie di Paul McCartney, Linda McCartney (tra l’altro non vegana ma più probabilmente vegetariana).
Vediamo ora la “ricetta anticancro dell’AIRC” riportata dall’Ing. Roberto Albanesi e attribuita ad un’intervista a Umberto Veronesi. Cito solo la parte che riguarda l’alimentazione (per il resto si parla di consumo moderato di alcool, attività sportiva e diagnosi precoce):
1 - mangiare pesce tutti i giorni diminuisce del 50 per cento la probabilità di tumore al seno. Una porzione di verdure al giorno riduce le possibilità del 20 per cento;
2 – […] pasta: due piatti al giorno aumentano il rischio del 10 per cento;
Anche se l’Ing. Roberto Albanesi non cita la fonte di riferimento, accettiamo come credibile che queste affermazioni siano attribuibili al Veronesi. Una prima considerazione evidente è che tre parole buttate giù in un’intervista non possono considerarsi come un piano completo per la prevenzione dei tumori: possono solo considerarsi, appunto, come tre parole buttate giù in un’intervista. Anche in questo caso è significativo che l’Ing. Roberto Albanesi abbia trovato così interessante questa intervista al Veronesi tanto da scriverne un articolo completo (questa “ricetta anticancro dell’AIRC” infatti non appare direttamente nell’articolo dove tratta l’alimentazione vegetariana, ma è presente in una pagina a parte).
Il legame tra alimentazione e cancro è talmente complesso e articolato che di certo non può essere racchiuso tutto in tre indicazioni su pesce, verdure e pasta. Eppure anche queste poche parole suscitano un poco di perplessità. Nel 1997 il World Cancer Research Found e l’American Institute for Cancer hanno proposto alcune raccomandazioni da seguire a tavola per la prevenzione del cancro e di altre patologie croniche [21]. La prima delle 13 regole raccomanda chiaramente di scegliere “prevalentemente alimenti di origine vegetale, con un’ampia varietà di verdure e frutta, legumi e alimenti amidacei non o poco raffinati (soprattutto cereali in chicco o sotto forma di pane integrale, pasta, polenta, ecc, ma anche radici e tuberi)”. Viene sconsigliato l’uso abituale di carne rossa. In alternativa a questa, “è preferibile [non consigliabile e neppure necessario] consumare pesce e, qualche volta, carni bianche o di animali selvatici”. Tuttavia si sconsiglia il consumo di grassi animali, cibi conservati sotto sale (ovvero molti tipi di carni e pesci) e di carni o pesci cotti a elevate temperature, alla griglia o affumicati. Il Veronesi stesso, vegetariano da numerosi anni e che in molte occasioni si è espresso a favore delle diete vegetariane, ha affermato: «Gli alimenti di origine vegetale hanno una funzione protettiva contro l’azione dei radicali liberi, cioè quelle molecole che possono alterare la struttura delle cellule e dei loro geni. [...] I vegetali poi, oltre a contaminarci molto meno degli altri alimenti, sono scrigni di preziose sostanze come vitamine, antiossidanti e inibitori della cancerogenesi (come i flavonoidi e gli isoflavoni), che consentono di neutralizzare gli agenti cancerogeni, di “diluirne” la formazione e di ridurre la proliferazione delle cellule malate» [22].
Lo studio incompreso
Se permane la scelta etica, ora anche fonti vegetariane e vegane devono ammettere che un tale tipo di alimentazione per la salute non è il massimo. Onore al merito. Uno studio di Walsh presentato nel 2002 al trentacinquesimo congresso vegetariano è diventato una pietra miliare per capire il rapporto fra alimentazione e cibi animali. […] Lo studio di Walsh indica che la mortalità di carnivori regolari e di vegani è la stessa! Da notare che si riduce del 16 per cento se il soggetto è un consumatore di carne occasionale o è vegetariano, ma addirittura del 18 per cento se è un mangiatore di pesce. Come dire: essere vegani non è la scelta salutistica più corretta.
L’Ing. Roberto Albanesi ci spiega che nello studio si è visto che un’alimentazione vegana apporta quantità insufficienti di vitamina B12, e di come questa carenza porti nell’organismo a livelli troppo elevati di un amminoacido, l’omocisteina, che comporta un aumento del rischio di mortalità per diverse cause.
Questo è l’unico studio di cui l’Ing. Roberto Albanesi ci fornisce la fonte, ed è quindi interessante consultare l’articolo originale. Lo studio è tratto dal sito di SSNV – Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana: B12: Una Parte Essenziale di una Sana Dieta Vegana. Già il titolo dovrebbe farci sorgere dei sospetti sulle affermazioni dell’Ing. Roberto Albanesi. L’articolo è molto interessante, e vi invito a consultare in particolare il paragrafo Conclusioni a fondo pagina: potrete subito constatare che le conclusioni dell’articolo sono del tutto diverse da quelle a cui è giunto l’Ing. Roberto Albanesi.
Lo studio mirava ad indagare non solo quali possono essere le conseguenze di ridotti apporti di B12, ma anche come evitare la carenza di questa vitamina. Come tutti i vegani ben sanno, la carenza di B12 è l’unico rischio serio e concreto in una dieta vegana poichè i cibi vegetali, a seguito del trattamento igienico che subiscono priva di arrivare sulla nostra tavola, sono privi di questa vitamina. Occorre pertanto semplicemente aumentare l’apporto di B12 tramite l’assunzione di cibi fortificati o un semplice integratore una volta alla settimana (ed è l’unico integratore necessario in una dieta vegana: è lo stesso integratore che viene somministrato agli animali oggi allevati e che quindi finisce nelle sue carni, nel suo latte o nelle sue uova che un non-vegano consuma, fornendo così la B12 al proprio organismo). Nei grafici che accompagnano lo studio (e paradossalmente ripresi anche dall’Ing. Roberto Albanesi nel suo stesso articolo) appare infatti chiaro che con livelli adeguati di B12 i vantaggi di una dieta vegana emergono pienamente, come dimostrato (vedi figura sotto) dallo studio USA del 1999, in cui il livello di omocisteina nei carnivori e nei vegani è pari.

Secondo le conclusioni dell’Ing. Roberto Albanesi «lo studio di Walsh indica che la mortalità di carnivori regolari e di vegani è la stessa!», con tanto di punto esclamativo. «Da notare - continua - che si riduce del 16 per cento se il soggetto è un consumatore di carne occasionale o è vegetariano, ma addirittura del 18 per cento se è un mangiatore di pesce». Eppure nello studio era chiaramente scritto che “assunzioni adeguate di vitamina B12 possono essere cruciali per allungare di quattro anni la spettanza di vita dei vegani, collocando i vegani chiaramente davanti agli altri gruppi negli studi di confronto sulla mortalità“.
È bene ricordare inoltre che l’assunzione di integratori di vitamina B12 è consigliata anche per soggetti con problemi di assorbimento di questa vitamina, come avviene nel 10-30 per cento delle persone sopra i cinquant’anni [20], a prescindere dal tipo di dieta seguita. Permettetemi il facile umorismo, ma forse anche lo stesso Ing. Roberto Albanesi, a giudicare da alcune foto e video, rientra in questa fascia di età, e pertanto sarebbe consigliabile che assumesse integratori di vitamina B12 se non vuole che la propria soglia di mortalità personale si abbassi precocemente.
Amore canino, carote sofferenti e vegani “novelli nazisti”
Dopo questa sua “dettagliata analisi” dell’alimentazione vegetariana, l’Ing. Roberto Albanesi inizia a proporre una serie di divagazioni sulla scelta vegana. Interessanti e significative le sue motivazioni “etiche” sulla giustezza del mangiare animali:
La mia filosofia di vita ha dato una risposta che mi soddisfa: poiché alla base di essa c’è la capacità di amare, è fondamentale giudicare le specie viventi in base alla loro capacità di amare, la vita o il dolore non c’entrano. Un cane, che sa amare, non è una carota, semplice. E sul fatto che una mucca possa amare veramente qualcuno ho dei forti dubbi: l’amore non è dipendenza vitale o istinto alla riproduzione, è molto più complesso, basato sui sentimenti che chi ama prova. [Il corsivo è mio, NdR]
Questa affermazione è davvero sorprendente. Cercando di dare un senso al concetto di “amore” così come inteso dall’Ing. Roberto Albanesi, possiamo provare a dire che egli intenda “la capacità di un animale non umano di affezionarsi ad un essere umano”. In base a questa capacità dell’animale, quindi, l’Ing. Roberto Albanesi decide chi mangiare e chi non mangiare. A parte la sconclusionatezza di una simile “etica”, maiali, galline o anatre - tanto per citare alcuni animali che frequentemente finiscono in un piatto - rappresentano per molte persone un animale con cui condividere la propria esistenza insieme e con reciproco “amore”, esattamente come molti vivono con un cane. D’altra parte l’Ing. Roberto Albanesi ignora completamente che cuccioli di cane che nelle prime settimane di vita non hanno avuto rapporti con l’essere umano (o, peggio ancora, hanno avuto esperienze spiacevoli con l’essere umano), da adulti avranno molti problemi a relazionarsi e legarsi all’uomo.
Volendo racchiudere l’”etica” dell’Ing. Roberto Albanesi in poche parole, quindi, una regola morale adeguata potrebbe essere: «Se un essere vivente è in grado di mostrare affetto verso di me (indifferentemente dall’amore che può mostrare verso altri esseri viventi, come ad esempio il proprio figlio) decido di risparmiargli la vita; in caso contrario non è degno di vivere». Non sorprende che l’Ing. Roberto Albanesi sia anche un appassionato di caccia. E, per quanto si sforzi di parlare dell’importanza della salvaguardia delle specie, dovrebbe sapere che la caccia è stata ed è tutt’ora una delle principali cause di estinzione di specie animali. Non manca poi ovviamente la storia della carota che piange.
L’Ing. Roberto Albanesi offre poi le sue “solide” argomentazioni (basate su presupposti senza alcuna base logica e dati confusi e approssimativi) di fronte alla mail di un lettore che lo invita a dare uno sguardo ad una lista di noti campioni dello sport vegetariani. La sua conclusione più importante riguarda Carl Lewis:
Consideriamo proprio Carl Lewis. L’informazione su di lui risale alla presentazione di un testo nella quale Carl Lewis afferma di essere vegetariano. Il libro è del 2001 quando Lewis già da anni aveva smesso di gareggiare. Quindi il sospetto che sia una trovata pubblicitaria è notevole.
Soffermarsi su Carl Lewis ci aiuta anche a rispondere alle altre argomentazioni proposte dall’Ing. Roberto Albanesi riguardo i numerosi sportivi vegetariani di successo. Nonostante i sospetti dell’Ing. Roberto Albanesi, esistono i fatti. Carl Lewis è diventato vegano nel pieno della sua attività sportiva di successo nel 1990. Nel 1991 stabilì il record mondiale nei 100 metri (9,86 sec). Nel 1992, insieme a Marsh, Burrell e Mitchell, stabilì il record mondiale nella staffetta 4×100 (Carl Lewis corse per ultimo, rispettando il canone della specialità, in cui il più veloce corre per ultimo). Dal 1990 al termine della sua attività professionale nel 1996 (a ben 35 anni), vinse 3 ori nelle olimpiadi e 2 nei mondiali. Egli stesso dichiarò: «Ho scoperto che un atleta non ha bisogno di proteine animali per essere un atleta di successo. Infatti il mio migliore anno nelle competizioni di atletica leggera è stato quando mi sono convertito al veganismo».
L’Ing. Roberto Albanesi ci ricorda anche che Madonna, da vegetariana, è ora diventata cacciatrice. Non credo che interessi a qualcuno se una cantante nota per la sua “eleganza” nello sfoggiare da sempre pellicce di animali abbia rinunciato per qualche giorno ad una bistecca. In ogni caso, per una lista interessante di vegani famosi si può consultare Wikipedia alla voce inglese List of vegans e chi è particolarmente interessato può anche consultare le fonti (che, come lamenta l’Ing. Roberto Albanesi, mancherebbero nelle liste di vegetariani famosi che circolano nella Rete). Naturalmente, da buon cacciatore quale è, l’Ing. Roberto Albanesi non poteva far mancare i soliti colorati appellativi ai sostenitori dei diritti animali come estremisti, razzisti, «novelli nazisti che ripulirebbero il mondo da noi soggetti impuri». Non manca nemmeno la menzione di «diversi casi di malnutrizione di figli di vegani», quando è noto che si è trattato ogni volta di bambini in grave stato di denutrizione, ovvero scarsamente nutriti (fattore indipendente dal tipo di alimentazione seguita). D’altra parte, ogni anno vi sono un gran numero di bambini di genitori non vegani - nei paesi ricchi - che muoiono per denutrizione, ma è chiaro che queste notizie non fanno clamore e non finiscono sulle prime pagine dei quotidiani.
Conclusioni
Lo scopo di questo articolo è stato quello di far capire quanta disinformazione e ignoranza ruoti intorno alle diete vegetariane e in particolare alla dieta vegana, e di come sia facile - con un articolo scritto senza alcuna cognizione di causa - distruggere la validità di un modello alimentare sano ed equilibrato e dipingerlo come un pericoloso attentato alla salute. Questo perchè più qualcosa è lontano da noi, sconosciuto, più è facile per altri colorarlo di leggende e ipotesi di ogni tipo, puntando su luoghi comuni e affermazioni approssimative. E quanto più una cosa non si conosce, tanto più spaventa.
Questo diffuso atteggiamento verso le diete vegetariane è - tristemente - caratteristico anche di siti che possono sembrare più attendibili e dei vari nutrizionisti che appaiono in TV, sui giornali o su siti web. Non di rado chi vuole avvicinarsi alle diete vegetariane finisce così per sentirsi spaventato e insicuro, anche perchè sono molti i medici - anche nutrizionisti - non aggiornati e privi di una adeguata specifica competenza, che quando consultati scoraggiano nel peggiore dei modi il paziente. Tuttavia, sempre nel dossier dell’ADA [2], si afferma chiaramente che “è importante che i professionisti della nutrizione sostengano tutti i clienti che decidano di scegliere questo stile dietetico, e che siano in grado di fornire informazioni accurate ed aggiornate sui vari aspetti della nutrizione vegetariana”.
Chi intende seguire una alimentazione sana e corretta quale è quella vegana dovrebbe evitare di fare riferimento a siti non specializzati e poco affidabili. Per iniziare, un breve articolo introduttivo si può leggere » qui. Un ottimo sito è invece VegFacile.info, dove si viene guidati passo passo alla scelta vegana. Se si vuole discutere con altre persone che hanno già fatto la scelta vegana o si hanno dei dubbi e delle domande, si può visitare il forum di Promiseland sezione Alimentazione vegetariana e vegan. Può essere utile anche dare una letta alle “domande interessate” delle FAQ da me compilate.
Per quanto riguarda l’Ing. Roberto Albanesi, sono certo che ogni riga di questo mio articolo sarà per lui priva di valore, dal momento che, secondo una delle sue mille teorie proposte nel suo sito, gli studi scientifici non hanno alcun valore. Non posso però che essere pienamente d’accordo con lui quando afferma:
«È importante riflettere su come sia facile usare Internet come mezzo di convincimento: una pagina internet ha una credibilità che molti utenti sovrastimano e se non si possiede spirito critico e non si riescono a confrontare le fonti e a rilevare le contraddizioni con semplici strumenti […] si è spacciati» [il corsivo è mio].
(Ringrazio Simona per la segnalazione dell’articolo!)
Riccardo B.
Note:
1. WHO, Promoting fruit and vegetable consumption around the world
2. SSNV, Posizione dell’American Dietetic Association: Diete Vegetariane (testo originale: Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets)
3. Young VR, Pellett PL, Plant proteins in relation to human protein and amino acid nutrition Am J Clin Nutr, 1994;59:1203S-1212S
10. Freese R, Mutanen M, Alpha-linolenic acid and marine long-chain n-3 fatty acids differ only slightly in their effects on hemostatic factors in healthy subjects, Am J Clin Nutr 1997 Sep;66(3):591-8
11. Cunnane SC, Ganguli S, Menard C, Liede AC, Hamadeh MJ, Chen ZY, Wolever TM, Jenkins DJ, High alpha-linolenic acid flaxseed (Linum usitatissimum): some nutritional properties in humans, Br J Nutr 1993 Mar;69(2):443-53
12. Davis B, Essential fatty acids in vegetarian nutrition, Issues in Vegetarian Dietetics 1998: 7(SUM no4):5-7
13. Fraser GE, Associations between diet and cancer, ischemic heart disease, and all-cause mortality in non-Hispanic white California Seventh-day Adventists, Am J Clin Nutr 1999;70:532S-538S
14. Appleby PN, Thorogood M, Mann JI, Key TJ, The Oxford Vegetarian Study: An overview, Am J Clin Nutr 1999;70:525S-531S
15. Turner-McGrievy GM, Barnard ND, Scialli AR, A two-year randomized weight loss trial comparing a vegan diet to a more moderate low-fat diet, Obesity 2007 Sep;15(9):2276- 81
16. Loma Linda University, The Adventist Health Study: findings for cancer (anche in italiano su SSNV, The Adventist Health Study: risultati delle ricerche sul cancro)
17. Luciana Baroni, I Vantaggi dell’Alimentazione Vegetariana
18. Airc, Cos’è il cancro
19. IVU, Main results from the Oxford Vegetarian Study (anche in italiano su SSNV, I principali risultati dell’Oxford Vegetarian Study)
20. Ho C, Kauwell GP, Bailey LB, Practitioners’ guide to meeting the vitamin B-12 recommended dietary allowance for people aged 51years and older, J Am Diet Assoc 1999 Jun;99(6):725-7
21. Istituto Nazionale dei Tumori, Cancro e alimentazione
22. Umberto Veronesi, L’importanza di diventare vegetariani, La Repubblica








































Io credo che avete ragione entrambi, Albanesi non è stato assolutista, ha evidenziato la maggior difficoltà di assumere proteine e amminoacidi e grassi nel vegano e la maggior propensione ad assumere carboidrati.
Io credo che da tempo l’uomo non è più un ruminante, che la carne e i latticini non possono far male, perchè l’uomo da scimmia che era, e quindi si cibava di futti è diventato cacciatore - raccoglitore nella savana, poi è stato inventato l’allevamento… la carne l’abbiamo assunta da centinaia di millenni, ma se prendi in considerazione il latte, nel neolitico gli uomini non lo digerivano, con l’avvento dell’allevamento è diventato usuale alimentarsi con il latte e da allora è stato acuisito l’enzima del latte anche in età adulta, anche se solo per la popolazione europea. Per dire che non è affatto innaturale mangiare carne e latticini. Una cosa da dire contro Albanesi ce l’ho: come ha fatto a stabilire che il cane ama mentre la mucca no? Semplicemente il cane riconosce l’autorità dell’uomo e non lo ama ma lo considera capobranco mentre la mucca lo ignora o si infastidisce, è semplicemente una diversa percezione, anche le mucche hanno una gerarchia.
ciao Olaf
no mi spiace non sono d’accordo. E’ vero che ci possono essere delle *possibili* carenze alimentari in una dieta vegana, ma è anche vero che sono noti i comportamenti corretti per evitare tali carenze, e non serve nemmeno avere una laurea in scienza della nutrizione per mangiare vegano.
Se è vero che un vegan può incorrere nella carenza di B12 (come giustamente ha detto Albanesi) perchè non ha spiegato che basta assumere cibi fortificati o un integratore (una volta a settimana è sufficiente) per ristabilire l’equilibrio? Questo significa omettere di proposito. Un pò come dire che se porti una macchina alla prima curva sei morto, senza dire che basta girare il volante. Nessun vegan nasconde che ci *potrebbero* essere delle carenze (a parte la B12 che può rappresentare l’unico rischio reale) ma sappiamo anche come bisogna mangiare per stare tranquilli (a parte genitori poco lucidi che fanno finire il figlio sui tg di tutto il mondo).
Inoltre ci sono numerose inesattezze nell’articolo di Albanesi (ad esempio, te lo dico perchè lo hai scritto anche tu, le proteine non sono assolutamente un problema per un vegano).
Per quel che riguarda le tue motivazioni sulla giustezza del mangiare carne ovviamente non sono d’accordo, ma non è questa la sede per parlarne (questi discorsi vanno avanti in eterno). In ogni caso ti dico che le nostre scelte alimentari non hanno niente a che fare con la storia dell’uomo: ad esempio, se l’uomo fino al 1900 si fosse cibato solo di vegetali, perchè mai tu non dovresti mangiare carne? D’altronde le abitudini, i gusti, il modo di vivere dell’uomo cambiano continuamente, altrimenti dovremmo vivere come un milione di anni fa, se volessimo rimanere fedeli alla nostra natura. Questo per dirti che le motivazioni del mangiare carne o meno agiscono su altri livelli.
La questione delle mucche è evidente per tutti. In realtà tutti gli animali usati negli allevamenti sono animali docili e che potrebbero tranquillamente e pacificamente convivere con l’uomo (e anzi, proprio per questo sono finiti in un recinto). Cosa dire allora di una tigre? Non credo si possa parlare di amore, eppure non credo che Albanesi a casa mangi piatti a base di tigre.
Avevo già letto anch’io questo “articolo” di Albanesi. Complimenti, hai fatto proprio un bel lavoro qui.
Data l’affermazione:
“Occorre pertanto fare un cocktail molto preciso per avere un’alimentazione proteicamente corretta. In sostanza ciò che è teoricamente possibile (un perfetto soddisfacimento del fabbisogno proteico) in pratica non lo è, vista la scarsa variabilità nel mondo vegetale di sorgenti proteiche.”
Volevo solo ricordare al dott. Albanesi che è così “difficile” infatti nutrirsi con tutti gli amminoacidi essenziali che per averli basterebbe… mangiare un piatto di pasta e fagioli o di riso e piselli, oppure mangiarsi semplicemente del tofu…!! Complimenti quindi a qualcuno che si permette di dare approfondite informazioni su una dieta al fine di svilirla, senza sapere quasi nulla di nutrizione!!!
grazie Icetrap
già, eppure Albanesi ha scritto di avere “amici” vegani, ma forse non ci ha mai mangiato insieme…
Per rispondere a Olaf
In riferimento allo studio recente di Thomas (Absence of the lactase-persistence-associated allele in early Neolithic Europeans) sull’assenza di enzima lattasi negli Europei del neolitico la riflessione da fare è un’altra.
Da questo studio (in attesa di una conferma dei dati) emerge che l’uomo in origine non era dotato di enzimi per digerire il latte, e questi enzimi sono stati acquisiti solo nel corso della storia attraverso un processo di selezione naturale. L’uomo è stato costretto a dotarsi di strumenti per digerire il latte perchè non aveva alternative. Il latte delle mucche non era contaminato dai parassiti, il che lo rendeva più sicuro dell’acqua di torrente o di fiume. Il latte era inoltre disponibile tutto l’anno, a differenza dei raccolti stagionali. Lo scienziato fa notare anche che nel nord dell’Europa durante l’inverno i livelli di illuminazione solare sono molto bassi, e provocavano la presenza di minori quantità di vitamina D nelle popolazioni nordiche. La conseguenza per l’organismo erano una bassa assimilazione del calcio. Il latte risolse il problema, sia perché offriva grandi quantità di calcio, sia perché continene una certa quantità di vitamina D.
Oggi invece siamo in grado di procurarci calcio, vitaminaD, acqua microbiologicamente pura senza ricorrere al latte, e il latte è diventato “non indispensabile”
questo Albanesi è veramente vergognoso!!!!!
Commenta con una disinformazione sconcertante per cui non vale neppure la pena di discutere…. certo che uno che è favorevole alla caccia e si appella a mille banali filosofie non può definirsi “razionale”…. il suo gioco di parole è atto a trovare un riscontro in ciò che quell’individuo è.
Ad Olaf: “non è affatto innaturale mangiare carne e latticini”.
Per sostenere che e’ naturale mangiare carne dovresti spogliarti di tutto cio’ che’ l’evoluzione tecnologica ti ha regalato (compreso fuoco e qualsiasi oggetto non naturalmente presente sulla faccia della terra) e, con il solo uso del tuo corpo ‘naturale’, andare a caccia, afferrare ed uccidere una mucca, maiale ecc., farne brani (=sbranarlo/a) ed inghiottire la carne cruda senza provare ripercussioni fisiche/chimiche per il tuo corpo.
La carne, anche vecchia di qualche ora/giorno, mai messa in frigo, dovrebbe anche ingolosirti (come succede per i carnivori ‘naturali’).
Fai cio’ ed io poi mi ricredero sul fatto che gli uomini siano ‘naturalmente’ onnivori.
Stesso discorso sul latte. Io sono figlio di un allevatore di mucche e sfido chiunque, senza alcun uso della tecnologia o di utensili, a rubare del latte ad una mucca (e prima ancora ad obbligarla a partorire perche’ se la muccha non partorisce non puo’ produrre latte!!).
Di nuovo, fai cio’ e poi e solo poi avrai dimostrato che il mangiare carne ed il bere latte, POTREBBERO essere atteggiamenti naturali per l’uomo.
Grazie
Alan!! devo dirti grazie per questo articolo!!
e” esattamente cio” che cercavo.
sono da poco vegetariana-vegana e mi sto informando tantissimo e devo dire che quell articolo mi ha confuso n po sull alimentazione.
ho iniziato ad avere dei dubbi sul fabbisogno proteico o e sugli amminoacidi e roba varia, certo non ho dubitato sulla stupidita” di uno che afferma che il cane sa amare e la mucca no (io so bene come piange una mucca quando le tolgono il vitellino e come mamma e figlio si chiamino fino allo svilimento) ma un po di dubbi sull alimentazione , quell articolo devo dire che riesce a stillarli, sopratutto in gente ignorante in materia come me. e poi il signore non credo dica che e” un cacciatore, eheh bravo!! non c e” un modo per spstarlo dai primi posti in google? ehe cmq grazie mille
ciao Zeila
sono contento, l’obiettivo di questo articolo è proprio questo, cioè ri-dirigere le persone verso un giusto orientamento nella scelta veg. E far capire quanto infondate e poco attendibili siano certe critiche.
Comunque il signor Albanesi non nasconde, sul suo sito, di appartenere agli ultimi individui (più o meno tutti di una certa età, come lui, o ancora più in là negli anni) che ancora uccidono animali per divertimento.
Purtroppo non è possibile spostare il suo articolo dalla prima pagina di Google.
Comunque credo che quando risistemerò il blog metterò questo articolo in evidenza.
Ciau!!
Complimenti x la pazienza nell’argomentare le ragioni veg*an e smontare le cazzate assurde che si inventa il tale Albanesi (che per inciso non è nè un nutrizionista, nè un medico, nè un dietologo, nè nient’altro quindi si intende di alimentazione come io mi intendo di letteratura e lingua cinese, cioè per niente =P)…
Quel tipo è proprio un d********e!!
Quando ho letto la prima volta questo articolo ci sono rimasta malissimo, ma ero informata e la cosa non mi ha tratta in inganno…
Però il fatto che sia così facile trovarlo sulla rete (è addirittura in cima ai risultati di Google!! Sai mica con che criterio sono ordinati i risultati sul motore di ricerca??), io l’avevo trovato addirittura su Wikipedia, è molto dannoso x chi si avvicina x la prima volta a questo stile di vita…
E’ ovvio che uno che non se ne intende può essere molto condizionato da un articolo così denigratorio, e questo è grave perchè lo stile di vita vegan risparmia vite e sofferenze!!
Se qualche “scettico” può avere qualche dubbio sul fatto che una mucca ami (come si fa a dire una cosa del genere), be’ nessuno potrebbe negare che sicuramente soffre (e non solo nel momento in cui viene uccisa) e deve essere proprio la sofferenza il criterio con cui si valuta se è giusto o sbagliato, non l’amore (?? O___O )…
Che altro dire… complimenti per il blog!! Devo ancora guardarlo x bene ma sembra davvero carino e con molti interventi utili!!
… e poi è un blog animalista!! 8)
Fai un salto sul mio se ti va…
Un abbraccio vegan ;)
Sara
PS tra l’altro x tutti quelli che leggono: i vegan non prendono la b12 perchè la loro dieta è innaturale, ma perchè gli onnivori ricevono questa vitamina tramite gli animali che mangiano che hanno anche loro preso la b12 come integratore!!
ciao Sara
eh eh…
Il signor Albanesi è un ingegnere elettronico, come scrive nel suo sito, quindi non esattamente la persona più adatta per parlare di alimentazione, nè tantomeno di alimentazione vegetariana. Basta vedere come ha interpretato lo studio scientifico di cui parla a proposito della B12 (v. il paragrafo nel mio articolo “Lo studio incompreso”).
Nemmeno io sono un medico nè un ricercatore scientifico nè un etologo ecc, ma tutto quello che scrivo in questo blog parte sempre da fonti attendibili, sempre citate.
Anche io quando lessi questo articolo del signor Albanesi rimasi abbastanza disgustato, ma non immaginavo che potesse apparire come primo risultato su Google (l’ho saputo solo dopo!). Questo comunque illumina sia su quanto in Italia ci sia ignoranza in fatto di alimentazione vegetariana, sia di come su Internet ci sia una vasta utenza poco intelligente (più una pagina è legata ad un certo argomento, più è visitata, più un motore di ricerca la tiene in considerazione).
So che l’articolo del signor Albanesi era citato anche su Wikipedia, proprio alla voce “Diete vegetariane” (sic), infatti appena l’ho visto l’ho subito tolto! Su Wikipedia si possono linkare solo articoli seri, non certo simili scritti senza alcuna base logica! Purtroppo in quella voce sono intervenuti utenti con il solo obiettivo di scrivere deliri sull’alimentazione vegetariana, e infatti molti dei loro interventi nella voce sono presi proprio dall’articolo del signor Albanesi!
Già, le nostre scelte dovrebbero essere basate proprio sull’impatto sugli altri viventi e sull’ambiente. Naturalmente scegliere di non mangiare un animale solo perchè “ti ama” è un atteggiamento abbastanza egoistico e pericoloso (e nel caso del cane, anche infondato: un cane selvatico difficilmente mostrerà “amore” per un umano, come tutti gli animali selvatici, ma questo Albanesi lo ignora, evidentemente non ha mai sentito parlare di “imprinting”).
Brava, ho visto il tuo blog, mi piace molto. Se ogni “animalista” tirasse sù un blog “animalista” riempiremmo la rete!
Dopo aver letto i molti vostri commenti, nonostante il mio piccolo cervello cerebroleso, ho capito che fra me e voi almeno una differenza esiste:
a me che uno sia vegano o meno non importa, ognuno è libero di mangiare come vuole.
a voi, se fosse permesso, mi mettereste al rogo come un moderno Savanarola.
Alla faccia della tolleranza. Imparate a spegnere la violenza che è nei vostri cuori e soprattutto imparate che, prima di amare gli animali, occorre imparare ad amare gli uomini.
se gli uomini che dobbiamo imparare ad amare sono come te grazie io continuo ad amare piu gli animali. sei tu che hai iniziato a denigrare le diete vegetariane senza neanche avere le qualifiche per farlo.
e sinceramnete si hai ragione non siamo per niente tolleranti con i cacciatori come sei tu!
la tua vita non ha piu valore di quella di un animale cosi come la mia e quella di tutti gli altri
gentile signor Albanesi
la pregherei di non infarcire anche il mio blog con i suoi luoghi comuni sui sostenitori dei diritti animali. Il suo sito ne è già pieno, non le sembra abbastanza?
imparate che, prima di amare gli animali, occorre imparare ad amare gli uomini.
Salve, ho seguito per un certo periodo il sito di Albanesi. E’ incredibile la sua frase riportata sopra. Dice di non aver figli per scelta, ama alla follia la sua Cagnetta Cassie, che definisce capace di amare e, vi assicuro, di filantropico non ha proprio nulla. Traspare un totale disprezzo verso i suoi simili, ai limiti della misantropia.
Sig Albanesi,
Quando non si sa argomentare si passa agli aggettivi accusatori con tanto di stereotipi ad insaporire il piatto dell’ignoranza.
La stragrande maggioranza di chi e’ vegan/vegetariano fa molto di piu per l’umanita (non solo attraverso la loro dieta ma anche con altri atti piu’ ‘tradizionali’) di quanto non facciano quelli come lei che si divertono ad accusare e sparlano senza sapere.
Prima di amare un animale non bisogna imparare ad amare un uomo…basta amare, punto e basta! L’amore o e’ universale o e’ tendenzialmente una farsa ed un’ipocrisia come si intravede benissimo dal suo sito.
No noi non la metteremmo al rogo, ne lei ne il suo cane, ma lei sembra geloso perche’ noi non metteremmo al rogo neppure le sue vittime, ne chiunque altro, animale od umano.
Faccia dei sogni tranquilli ora…
Gio
….detto cio’, vorrei aggiungere che sarebbe enormemente proficuo per la causa uomo/animali che tutti noi cercassimo di sforzarsi a mantenere un linguaggio il piu’ emotivamente intelligente possibile.
Anche quando attaccati con sciocchezze di vario genere, dovremmo sforzarci di lasciare fuori dal discorso aggettivi tendenzialmente offensivi perche’ non aiutano di certo il dibattito e quindi alla fine provocano un danno anche agli stessi che noi cerchiamo di difendere.
…solo una riflessione….
Gio
E’ qualche settimana che leggo tutto quello che trovo sui vegetariani e sui vegan. Per curiosità, per il gusto di comprendere. E devo dire che molti di voi mi fanno paura. Aggressivi, intolleranti e offensivi nei commenti. Non è il caso di questo blog che è il più civile che ho trovato. Ma altri fanno paura. Ho l’impressione che alcuni di voi, se potessero, eliminerebbero tutti, come li chiamate voi, i killer di animali.
Io cerco di mangiare meno carne possibile e quando lo faccio per qualche giorno il mio organismo ringrazia. Su questo non vi è dubbio. Rispetto la vostra scelta ma credo di non avere il coraggio (e non uso questa parola a caso) di limitare così la mia vita. Lo strutto è ovunque, anche nel pane. E gli amici sono tutti “carnivori”. Ammetterete che relazionarsi con la gente risulta più difficile… Mi sono permesso di scrivervi non per critiarvi, non fraintendetemi… anzi ammiro la vostra scelta. Voglio solo darvi un consiglio… meno aggressività. fa paura.
Io proverò ad eliminare la carne per un mese, almeno quella “diretta” sono certo che mi farà solo bene. Cordialità a tutti.
Ciao Golgo!!
Sono Sara, vegana.
Non so che blog tu abbia letto, ma devo dirti che l’aggressività non è affatto una prerogativa del mondo veg*an che anzi cerca di combatterla in tutte le sue forme (in particolare quella nei confronti degli animali, ovviamente).
Certo però, esiste sempre qualcuno (come in tutti gli ambienti d’altra parte) che se la prende troppo per le offese e le argomentazioni dei carnivori e magari gli risponde male, ma credo che siano casi isolati.
Non ho mai letto di vegan che insultassero carnivori, ma magari in quei casi è solo una reazione - sbagliata, certo - all’ottusità della maggior parte della gente, che preferisce starsene comodo fra le sue false certezze, le sue abitudini che in pochi gli contestano perchè fanno parte del senso comune, piuttosto che mettersi in discussione, domandarsi il perchè delle cose, prendere consapevolezza delle proprie azioni che dà scontate “perchè così si fa e tanto tutti lo fanno”…
Io non mangio animali da quasi 7 anni e ogni giorno il mio corpo e la mia coscienza (la mia mente, la mia anima, chiamala come vuoi) mi ringraziano per non aver causato sofferenza inutile ad un altro corpo e ad un’altra anima.
Da circa 4 mesi ho eliminato anche i derivati animali il cui consumo, come avrai letto facendo la tua ricerca (a proposito complimenti, non tutti hanno la voglia di informarsi e “domandarsi”), causa sofferenza e morte tanto quanto il consumo di “carne”.
Non credo, ed è anche stato dimostrato scientificamente, che il mio (e il tuo) corpo abbiano bisogno di nutrirsi di alimenti provenienti da altri animali.
Se ci pensi l’uomo è l’unica specie che si nutre anche in età adulta del latte di un’altra specie, è assurdo se ci ragioni razionalmente: hai mai visto un’altro animale bere dalle mammelle della femmina di un’altra specie?
La mucca fa il latte solo per nutrire il suo vitello come la donna fa il latte solo per nutrire il suo bebè.
Per quanto riguarda le difficoltà di cui parli, sono davvero minime. Non è affatto difficile trovare cibo che non contiene ingredienti animali. Per farti l’esempio dello strutto nelle panetterie normali il pane integrale è sempre senza strutto (perchè lo mangiano anche i salutisti e quelli a dieta) e anche fra i vari tipi di pane bianco almeno il 50% è senza strutto.
L’unico “problema” per i vegan forse sono i dolci che nei negozi/ristoranti normali contengono sempre latte e uova (a parte rarissime eccezioni). Ma non è cmq un vero problema: esistono negozi apposta e cmq una volta che si intraprende lo stile di vita vegan si impara anche un po’ a cucinare e ti assicuro che esistono dei dolci davvero favolosi, superlativi se sai cucinarli… slurp =P
E a parte tutto una volta che sei convinto della tua scelta questi problemi proprio non te li fai, sono davvero secondari e basta acquisire un attimo una certa praticità sia in cucina che a livello di conoscenza dei vari negozi/locali/supermercati che hanno quello che ti serve e quello che mangi.
Quello che non capisce la maggior parte dei non-veg è che chi ha abbraccia lo stile vegan non sente assolutamente come una rinuncia il non mangiare determinati “alimenti”.
Davvero, quando decido di non mangiare una bistecca o una fetta di prosciutto io non mi sento assolutamente privata di niente anzi.
Io in quella bistecca/prosciutto vedo solo il corpo del maiale che ha “vissuto” anni di prigionia in uno spazio ristrettissimo, isolato dai suoi simili, nella noia eterna, una non-vita passata ad ingrassare il più possibile per produrre quanta più “carne” possibile nel minor tempo possibile per poi un bel giorno finire la sua inutile esistenza sgozzato o sparato.
Io non penso che quel maiale (quella mucca, quel vitello, quella pecora, quell’agnello, quel coniglio, quel cavallo, quel cinghiale) abbia meno diritto di me a vivere una vera vita in libertà, per i fatti suoi, con i suoi pensieri, con la sua famiglia.
E non penso che quel maiale sia insensibile al dolore e alla noia, la sofferenza non è solo umana, è universale.
E allora? Hai ancora voglia di mangiare il tuo panino con l’affettato? Ne vale davvero la pena?
Grazie per il tuo commento e i tuoi consigli, fa sempre piacere avere a che fare con gente seriamente interessata al confronto e alla riflessione =)
Sara
ciao Golgo
purtroppo ciò che dici in parte è vero, ci sono animalisti molto aggressivi (manifestazioni finite con calci, insulti ai passanti, animalisti picchiati o minacciati da altri animalisti ecc), e non solo, purtroppo. Ora questo atteggiamento non solo è criticabile nel senso inteso da te e dal tuo punto di vista (cioè dal punto di vista di chi non è vegetariano o vegan) ma è anche controproducente, purtroppo, per lo stesso movimento dei diritti animali.
Ovviamente in certi casi la reazione aggressiva è anche normale quando si viene aggrediti, e questo avviene anche, naturalmente, ma non sempre, appunto.
Comunque ti prego di tenere presente il fatto che il popolo “animalista” è ancora poco numeroso, in particolare in Italia non c’è un movimento molto forte rispetto ad altri Paesi. Detto ciò, tieni anche presente che gli elementi più esaltati sono anche quelli che attirano di più l’attenzione. E’ quindi normale che chi è esterno al movimento può avere l’impressione che gli animalisti siano tutti esaltati, ma non è così. Ci sono moltissime persone tranquille nel movimento, ma certamente non sono loro che attirano la tua attenzione, perchè magari lavorano, hanno figli e fanno una vita normalissima.
Naturalmente io do per scontato che tu parli di un certo tipo di persone “aggressive, intolleranti e offensive”, perchè ad esempio per molte persone il fatto stesso che io o chi altri sia vegan è già sinonimo di “esaltato”. Comunque credo che un po’ per tutti all’inizio di questa scelta ci si senta un po’ in “contrasto” con gli altri, ma è solo appunto un primo momento di “crisi”. Inizialmente anche io ero “poco tollerante”. E tutt’ora, appunto, qualcuno può ancora dirmi che sono “poco tollerante”, ma appunto dipende dal punto di vista di chi mi giudica in questo modo.
Per chi decide di fare la scelta veg comunque non c’è bisogno di coraggio e non si tratta nemmeno di limitare la propria vita, ma basta semplicemente essere convinti delle proprie motivazioni etiche (io non considero quelle salutistiche). Io non mi sono mai sentito “privato” di nulla, come ogni altro vegan seriamente interessato, e come ha anche confermato Sara. Se ad esempio tu andassi a vivere in Cina non credo che cominceresti a mangiare carne di cane solo perchè tutti lì la mangiano e te la offrono quando vai a cena da qualche nuovo amico, no?
ciao!
Beh, mi sono informato un pcohino e ho fatto un bel blog su: http://it.netlog.com/golgodanius/blog/blogid=3815130
dove ho fatto amicizia con qualche vegano.
Citerò anche questo blog nei miei interventi, ho capito il vostro risvolto etico e lo rispetto molto.
D’ora in poi quando a cena ci sarà una vegetariana mangerò quello che mangia lei per solidarietà. E da oggi inizio una settimana di disintossicazione dalla carne, vediamo come i sento dopo.
Ciao a tutti.
> D’ora in poi quando a cena ci sarà una vegetariana mangerò quello che mangia lei per solidarietà.
e se c’è un vegetarianO invece no? Ah ho capito, è per fare colpo sulla vegetariana! ;)
Scherzo, comunque - almeno per me - non è importante che chi mangia a tavola con me mangi come mangio io. Il rispetto per la nostra scelta si può mostrare in altri modi. A me a tavola mi basta solo che CHI SA che sono vegan per motivi ETICI, non si metta a portare avanti elogi infiniti sul pollo che sta addentando. Lo ritengo un segno di non rispetto o, in alternativa, un segno di scarsa intelligenza. Non credo che la stessa persona sarebbe contenta di pranzare con un cinese che mentre mangia arrosto di cane ne vada cantanto le lodi…
AlanAdler scrive:
> D’ora in poi quando a cena ci sarà una vegetariana mangerò quello che mangia lei per solidarietà.
e se c’è un vegetarianO invece no? Ah ho capito, è per fare colpo sulla vegetariana! ;)
hehehehe, non so che colpo possa fare una cosa del genere… Comunque lo farei senza dirglielo e solo per rispetto della scelta ETICA, se è una scelta di stile di vita salutista ma non etica la cosa è ben diversa. Comunque ora vi rispetto, per quel che può contare. Ho capito le vostre motivazioni e non avete tutti i torti. Anzi.
Ciao AlanAdler, nell’articolo affermi che: “i tumori trasmessi per via ereditaria sono solo il 7% [18].”
La nota 18 dice: “World Health Organization, Global Strategy on Diet, Physical Activity and Health, 2003″
Ho cercato sul sito del WHO quanto da te riportato ma non ho trovato nulla di quanto affermi. Mi mandi cortesemente per email il relativo link?
Grazie
:)
ciao
grazie per la precisazione.
Allora, non sono riuscito a trovare in Rete il documento citato.
Il dato non lo avevo recuperato direttamente dal documento (altrimenti avrei messo un link), ma dal forum del Corriere della Sera con il dott. Veronesi. Ora, da quel che lessi, in una sua risposta lui citava questo dato in relazione al documento del WHO, ma ora, facendo una rapida ricerca nel forum, non sono riuscito a rintracciare la risposta in questione.
Comunque è noto che la maggior parte dei tumori (80-90%) è da collegare a fattori ambientali (alimentazione, fumo, attività fisica, inquinamento, ambiente di lavoro ecc) e solo una piccola parte sia dovuta a fattori genetici. Ad esempio, sul sito dell’Airc (l’Airc effettua sperimentazioni su animali, non che mi piaccia citarla, ma al momento è la prima cosa che ho trovato…) si legge che:
“Oggi gli scienziati sanno che solo in rari casi le cause necessarie e sufficienti per lo sviluppo del tumore sono già “scritte” all’origine nei geni, cioè sono ereditarie.”
http://www.airc.it/tumori/cosa-e-il-cancro.asp
Sto comunque ora vedendo di correggere l’articolo citando fonti verificabili. Grazie.
Riccardo
[commento modificato]
ecco, questa è la risposta del Veronesi di cui parlavo, ma non viene citato il documento del WHO:
http://forum.corriere.it/loggi_e_il_domani_della_ricerca/20-04-2005/famigliarita_e_controlli-380123.html
Il documento del WHO viene invece citato in quest’altra risposta, quindi devo aver fatto confusione:
http://forum.corriere.it/loggi_e_il_domani_della_ricerca/26-04-2005/le_responsabilita_dellalimentazione-382325.html
Notare che in quest’ultima risposta la domanda è stata posta niente poco di meno che da…Roberto Albanesi!!! :)
Salve Dio solo sà quanto posso avere sulle …. il maratoneta Dott. Ing. Roberto Albanesi e le sue assolute verità; sono contento che ci sia qualcuno che contesti con i fatti tutte le c…. e le cose incomprensibili che scrive, che tristezza poi vedere come chi non è abituato ad argomentare, si difenda dalle accuse, con certi commenti patetici, il signore schiaffa nel suo bel sito, articoli assurdi sulle diete vegane e vegetariane, sbeffegiandole senza avere la minima idea di cosa parla, e qui dice che per lui non fà differenza se uno è vegano o meno, ma forse è vero per uno così, nessuno fa la differenza, esiste solo lui e il suo ego smisurato e magari il suo cane, ma quello che fa paura non è assolutamente l’Ing. Dott. Roberto Albanesi, ma le persone che ascoltano ciò che dice, ignorando completamente la realtà oggettiva.
Inoltre il Signore riempie un sito di affermazioni spocchiose e idee personali del tutto discutibili e tutt’altro che obbiettive e scientifiche, esponendo e divulgando il suo pensiero, e non vorrebbe neanche essere criticato, crederà forse nella sua mente che la dieta vegetariana/vegana renda le persone prive di critica e intelligenza, come le mucche che LUI crede siano stupide e sacrificabili per il macello.
Non c’è bisogno del rogo bastano le fiamme delle c… che dici, per fare avvenire una completa autocombustione.
Dopo uno S… del genere io non avrei neanche il coraggio di farmi vedere in giro, ma certe persone non hanno il senso del pudore e dell’onore, altrimenti come avremmo una classe politica come la nostra (scusate ho sforato).
Grazie Alanadler!!
ciao Pietro,
purtroppo è vero, il sito del signor Albanesi non riporta affermazioni molto improbabili solo in questo articolo sulla dieta vegana, ma a quanto ho potuto constatare ogni pagina del suo sito riporta affermazioni, idee, pensieri, filosofie di vita ecc ecc ecc poco convincenti. E come dici tu, è davvero sconcertante che ci sia un folto numero di seguaci (perchè il suo sito non è un sitarello sconosciuto) che lo segua in ogni sua parola.
Albanesi ha espresso le sue opinioni sul suo sito. Mi sembra lecito.
Lo ha fatto argomentando. Ragionevole. Che siano argomentazioni giuste o sbagliate, hanno comunque una loro logica.
Lo ha fatto senza ‘denigrare’ nessuno. Al contrario di quanto si sta facendo in questo blog.
E al contrario di quanto scritto da qualcuno qui sopra, non emerge alcuna misantropia dal suo sito, semmai un atteggiamento volutamente provocatorio verso certi atteggiamenti ritenuti da lui errati. Ma fornisce sempre anche un aiuto, un metodo per risolvere il problema (o presunto tale).
Magari si sbaglia sull’alimentazione vegana. In fondo se lo dice l’America(!)… Ma non è affatto questo il punto.
Il punto è che io vi ho letto entrambi, e vi posso dire che la vostra non è rivoluzionarietà ma reazionarietà. Non occorre prendersela tanto con Roberto Albanesi solo perchè ha idee tanto diverse dalle vostre ed è diventato famoso.
Ho apprezzato molto chi nei commenti ha invitato a un dialogo più civile.
(PS ci tengo a precisare che non sono ne’ del tutto d’accordo con Albanesi, il quale ha numerose idee per me discutibili, ne’ con quel tipico atteggiamento aggressivo di chi, come la maggior parte delle persone che ha commentato, vuole imporre le sue idee a tutti i costi sugli altri)
Sto apprezzando solo adesso per la prima volta l’ironia dell’immagine del post. Dato che siamo su internet direi lol…
No guarda, Fransiskus non è affatto lecito quello che ha fatto il sig. Albanesi. “Esprimere le proprie opinioni” su un sito è del tutto lecito, esistono i blog apposta per questo fine, ma spacciarle come verità scientifiche supportandole con argomentazioni del tutto false e ascientifiche è tutt’altro che giusto e giustificabile!!
Che poi fosse su un argomento trascurabile potrei anche capire, ma qui si parla di vite.
Non è che ci dia granchè fastidio (anche se un po’ a me lo dà, se permetti si tratta di una mia scelta di vita e io ci tengo alla mia salute e alla mia etica!) il fatto che ci descriva come degli inconsapevoli e degli sgiagurati oltre a criticare le nostre convinzioni etiche (”perchè la mucca non ama”)… Il vero problema è che se una persona è anche lontanamente interessata a intraprendere questa scelta e si imbatte nel sito di questo ingegnerone viene assolutamente dissuaso (mi sono spaventata anch’io la prima volta che l’ho letto, nonostante sia veg*an da 7 anni, studi medicina e sia straconvinta della mia scelta) perchè scrive le cose in maniera davvero convincente e se uno non approfondisce ci crede veramente!!
E lo sai quante vite risparmia un veg durante la sua esistenza? 1400, ben millequattrocento animali che non soffrono e non patiscono le pene dell’inferno per finire -inutilmente- sul nostro/vostro piatto!!
Chissà quanta gente ha convinto a tornare sui propri passi con il suo bel sito il sig. Albanesi… be’ prova a fare una stima, spara un numero a caso e moltiplica per 1400: quelli sono gli animali che potevano essere risparmiati…
Allora? Ti sembra ancora che le nostre reazioni siano esagerate?
sono d’accordo con Sara. Le opinioni del signor Albanesi non riguardano se tifare la Juve o l’Inter. Le opinioni del signor Albanesi riguardano la scienza dell’alimentazione. Le opinioni del signor Albanesi, le sue argomentazioni e relativa logica non sono sostenute da un solo studio scientifico citato. Anzi, l’unico studio scientifico citato è riuscito a stravolgerlo del tutto fino a giungere ad una conclusione esattamente opposta a quella originale.
> Non occorre prendersela tanto con Roberto Albanesi solo perchè ha idee tanto diverse dalle vostre ed è diventato famoso.
No, non ho niente di personale con il signor Albanesi (a parte il fatto che nel tempo libero uccida animali), ma questo articolo che ho scritto (e che ora sto rivedendo) era mirato a far capire alla gente quanta disinformazione e ignoranza ruoti intorno all’alimentazione vegetariana e vegana. Il signor Albanesi può scrivere e dire quel che vuole sul suo sito, anzi, più tempo dedica a scrivere sul suo sito, meno tempo avrà per andare nei boschi ad uccidere animali.
Su questa questione ci sarebbero libri da scrivere. Vi ringrazio Sara e AlanAdler per le risposte cordiali.
Risponderei a lungo se ne avessi tempo… Certo il discorso che la mucca non ami anche a me ha fatto sorridere!
eheheh, complimenti Alan!!
Anch’io tempo fa mi ero incappata in un certo “agronomo” che aveva deciso un giorno di salire sul piedistallo per tentare (..e come si è reso ridicolo!! Potete constatarlo da Voi cliccando sul link qui sotto..) di difendere a tutti i costi le ragioni degli onnivori. Era arrivato addirittura ad argomentare le sue caxxate partendo dal fatto che il poppante sin dalla nascita si nutre di latte. E con questo??? Lo fanno tutti i mammiferi, non tutti gli onnivori!!! Anche il cavallo, il vitello, l’elefante e il gatto bevono il latte, ma tra tutti questi solo il gatto proseguirà la sua vita mangiando cadaveri di altri animali… http://blog.libero.it/PEROGNITUOPIATTO/2801552.html
Veg* è e deve rimanere SOLO una scelta etica! Tentare di giustificare una scelta etica con la scienza è errato sul piano metodologico e pericoloso per la propria salute!
http://www.dottorperuginibilli.it/forum/index.php?topic=690.0
@ confuso: non ho capito cosa intendi… se una scelta etica ha dei risvolti positivi anche per la salute ed è dimostrato scientificamente che è adatta e favorevole all’uomo allora in che modo può essere dannoso argomentare tale scelta?
@ simo: hai ragione è un discorso senza senso…
E a questo aggiungerei il fatto che tutti i mammiferi da cuccioli bevono il latte, della loro mamma, non quello proveniente dalla femmina di un’altra specie come capita per il latte di mucca!!
@ Sara: non è vero che l’alimentazione veg* (in particolare quella vegana) ha risvolti positivi per la salute scientificamente dimostrati. Al contrario è dimostrato che una tale alimentazione è potenzialmente molto dannosa per la salute.
Se ami sapere come stanno le cose dai un’occhiata al link che ho postato e scoprirai tante cose interessanti.
E’ un forum serio, fuori dal coro, una mosca bianca, dove partecipano, tra l’altro, anche vegani e vegetariani.
Altrimenti resta tranquillamente delle tue idee ma ti consiglio di non fare affermazioni del genere perchè non hanno nessun riscontro Scientifico! Una cosa è l’etica, un’altra è la scienza.
Saluti
> complimenti Alan!
ciao Simona, grazie! Ricordo che questo articolo mi è stato segnalato da te ;) perchè anche se lo conoscevo, non potevo mai immaginare che fosse possibile trovarlo al primo posto in Google :-/
Per il tizio di cui parli…che ci vuoi fare, purtroppo sappiamo tutti che quando si mette in discussione il cibarsi di animali, si mette da parte la logica e si portano avanti argomentazioni prive di qualsiasi senso a costo di difendere il proprio diritto alla bistecca. E’ questione di apertura mentale e empatia verso gli animali, e non di istruzione o di intelligenza. Alla prossima, e grazie per le citazioni sul tuo blog!
p.s.: ricordo all’utente confuso di leggere la presentazione di questo blog, per capire come e per chi è concepito questo blog:
http://www.animalstation.it/public/wordpress/?page_id=80
Se poi vuole partecipare ad una discussione, è bene che prima dia uno sguardo alle FAQ:
http://www.animalstation.it/public/wordpress/?page_id=289
Se poi vuole saperne di più sulle diete vegetariane può iniziare consultando il dossier dell’ADA:
http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/ADA_ital.htm#posuff
Gli auguro buona lettura e tanta fortuna.
Gentile Riccardo, ti ringrazio per i link che hai consigliatomi di leggere. In realtà li avevo già letti in precedenza, prima di postare, per correttezza, com’è mia abitudine fare. :)
Ho riscontrato delle inesattezze in alcune FAQ, se lo vorrai/vorrete sarò lieto di postarle.
Se ho postato è perchè purtroppo stavo anch’io cadendo nell’errore di considerare il veg* come un regime alimentare salutistico. In realtà non è così! Come ho scritto, la scelta veg* è e deve essere solo di tipo etico, perchè salutisticamente è potenzialmente dannosa.
Ho postato un link ad un forum che spiega bene come stanno le cose ma se vuoi/volete posso fare un riassunto sintetico qui di alcuni concetti chiave.
Sottolineo in ogni caso con fermezza che non è mia intenzione creare inutili diatribe.
Cordialmente
Confuso
ciao
> Ho riscontrato delle inesattezze in alcune FAQ, se lo vorrai/vorrete sarò lieto di postarle.
scusami, ma quelle faq sono state scritte proprio per evitare di parlare di ciò che vi è contenuto. Inoltre devi considerare che sono solo faq, ovvero delle semplici e riassuntive risposte alle domande e critiche poste più di frequente. Non vi è un’analisi dettagliata dell’alimentazione vegetariana, ma solo cenni riassuntivi. Se vuoi puoi anche scrivere quelle che hai visto come delle inesattezze (non verranno certo censurate), ma personalmente non sono interessato, e considera anche che questo blog non è molto frequentato, quindi forse se vuoi trovare lo spazio per un dibattito a più voci ti conviene passare su qualche forum a tema, ciao.
ps: se mi permetti, dire che la scelta veg “è potenzialmente dannosa” non ha molto senso. Ovviamente è vero, come è vero per qualsiasi altro regime alimentare. D’altronde se in Italia ci sono oltre un milione di bambini in sovrappeso ( http://www.ilnuovomondo.it/artbambiniobesi.htm ), questo non è dovuto certo al fatto che siano tutti vegan, non credi?
ps2: riguardo al forum che hai linkato: non voglio considerare ciò che è stato scritto dagli utenti, che non so chi siano, ma già il primo messaggio del dottor Perugini mi lascia un poco perplesso. Leggi cosa ha scritto a proposito della B12, e poi leggi la faq relativa qui: http://www.animalstation.it/public/wordpress/?page_id=289#b12_innaturale . Mi pare che si possa parlare dell’affermazione del dottor Perugini come di pura ignoranza sull’argomento, cosa molto grave per un medico…
Sono d’accordissimo con Fransiskus ! Albanesi sul suo sito cerca di spingere le persone a ragionare con la loro testa e ad usare solo ciò che ritengono necessario per la loro vita non di imporre il suo punto di vista.Tanto astio e risentimenti non portano a nulla se non a ulteriore confusione meglio portare le proprie argomentazioni senza inutili insulti
ciao,
sicuramente il sito di Albanesi è un ottimo sito, io mi sono soffermato solo su ciò che ha scritto sull’articolo che ho preso in esame, e non capisco di quali insulti parli sinceramente, a dire il vero è il suo articolo a contenere insulti verso quelle persone che hanno semplicemente scelto di vivere in un altro modo, senza danneggiare nessuno.
ciao,
Alan