23rd mar 2010

Anche una mozzarella uccide

La tragica fine dei cuccioli maschi nati negli allevamenti di bufale

Un recente articolo pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno svela una verità molto nota ai vegani italiani e tenuta ben nascosta ai consumatori della tanto rinomata mozzarella di bufala, uno dei tanti prodotti italiani con riconoscimento DOP grondanti sangue e sofferenza. Nel nostro paese vive ancora il mito dell’allevatore di campagna che accarezza i propri animali (prima di infilargli una lama in gola), ma la verità vissuta dagli animali allevati è ben diversa. È una verità fatta di prigionia, maltrattamenti e morti orribili. La situazione negli allevamenti di bufale dimostra una volta di più come gli animali, in quanto considerati solo proprietà e non esseri senzienti dotati di una vita propria, vengano trattati solo come oggetti, dunque come tali buttati in un fosso quando non rivestono una fonte di guadagno per l’allevatore.

Forse chi è vegetariano dovrebbe riflettere sulla morte, non evidente come quella che si palesa in una bistecca, ma tuttavia ugualmente presente, che si nasconde dietro un prodotto solo apparentemente innocente come una mozzarella, un bicchiere di latte o un uovo all’occhio di bue. Chi invece mangia ancora carne forse dovrebbe farsi qualche domanda in più sulla vita (e la morte) che ha fatto l’animale prima di essere tagliato in pezzi e finire esposto in una macelleria lucidata a specchio: i nostri allevatori non sono proprio così affettuosi con gli animali come crediamo e le leggi sono facili da aggirare, quando chi subisce soprusi non può telefonare ad un avvocato.

Ecco il cimitero dei bufali: è nascosto nella pineta di Castel Volturno

Fonte: Corriere del Mezzogiorno (» visualizza articolo)
10 marzo 2010

Non servono al latte, e neppure alla carne, così vengono soppressi appena nati e le carcasse gettate alle spalle della pineta di Castel Volturno, dove sorge un cimitero di bufali. Macabra scoperta nella mattinata di oggi, mercoledì, da parte degli uomini del corpo forestale dello Stato della locale stazione, diretti da Paolo Verdicchio. In una parte della pineta, dove l’acqua assume le sembianze di una palude, sono stati rinvenuti i corpi senza vita di decina di bestie di pochi mesi. Il responsabile della forestale della provincia di Caserta, Nicola Costantino, ha informato la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e disposto una serie di accertamenti tra le aziende zootecniche della zona per identificare i responsabili dell’uccisione degli animali.

Secondo Costantino si tratta di un fenomeno diffuso, i bufalini appena nati vengono strappati dopo uno o due giorni alla madre e lasciati morire nelle campagne, gettati nei canali o nei fossi, soffocati con la paglia o anche seppelliti ancora vivi. Sarebbero stati dunque gli allevatori, proprio perché i bufali maschi al contrario delle bufale non danno il latte alla base della mozzarella e non sono richiesti per la commercializzazione delle carni, a usare uno dei laghetti della pineta di Castel Volturno come cimitero dei bufali. Alcuni erano addirittura ancora integri mentre di altri sono state rinvenute solo le ossa, a testimoniare una pratica prolungata nel tempo.

Un commento a “Anche una mozzarella uccide”

  1. 1
    Vegetariano scrive:

    se questo è un uomo… io non ho più parole, non le voglio nemmeno trovare. l’uomo è un cancro malefico per questa terra e per tutta la bella biodiversità che la abita.

Inserisci un commento