27th ott 2007

Nazisti e animalisti

Analisi delle leggende create ad hoc per accostare il movimento animalista al regime nazista
di AlanAdler
ultimo aggiornamento: 7 settembre 2008

Spesso alcuni (e non pochi, anzi piuttosto numerosi per la verità) individui particolarmente aggrappati a radicate concezioni speciste-antropocentriche, nel penoso tentativo di attaccare l’ideologia animalista in mancanza evidente di argomenti validi e razionali, accostano, con un senso misto di preoccupazione e benevolenza (condito sempre con una buona dose di buonismo e ipocrita filantropia), il movimento animalista, notoriamente fondato su principi di non violenza, a ideologie e figure storiche drammaticamente note nella storia dell’uomo. In particolare, si è notato che uno degli accostamenti che riesce meglio, e di certo il più efficace, è quello con l’ideologia nazista, con gli esponenti più noti del regime e, in particolare, con la massima figura rappresentativa del movimento nazista: Adolf Hitler.

Questo tipo di paralleli tra animalisti e nazisti avrebbero lo scopo implicito di portare a credere che l’ideologia animalista sia pericolosa per l’uomo, che sia fondata su un atteggiamento anti-umano, che miri all’estinzione della specie umana e altre simili amenità. Basterebbe invece sfogliare qualche testo di filosofia sui diritti animali per capire che l’ideologia animalista non è rivolta ai soli animali non umani, ma è basata su una più ampia forma di rispetto verso la vita in generale, uomo compreso. L’ideologia animalista non mira a porre l’uomo al livello dell’animale così come oggi quest’ultimo è generalmente considerato, ma ad elevare l’animale al livello dell’uomo sul piano dei diritti fondamentali: il diritto alla libertà, il diritto al benessere e il diritto alla vita. Esattamente il contrario di ciò che da sempre hanno fatto e continuano a fare i regimi dittatoriali e i gruppi dominanti di ogni momento storico, che pongono l’uomo al livello dell’animale per renderne la morte più giustificabile e meno opprimente, dal momento che l’animale è, appunto, ritenuto privo di diritti, valore e dignità. Riconoscere invece un ruolo diverso e più dignitoso all’animale all’interno della nostra società, significherebbe anche privare l’uomo di tali scusanti sociologiche di supporto.

Tra i sostenitori di queste bizzarre analogie tra animalisti e nazisti troviamo naturalmente numerosi individui che dello sfruttamento animale ne hanno fatto il punto centrale della propria vita come fonte di lauti guadagni, e particolarmente entusiasti si rivelano coloro che dell’animale ne hanno fatto un divertimento personale, ovvero i cacciatori, notoriamente un gruppo sociale che non gode di ampia fama come uomini di grande cultura. E’ interessante osservare che tali fantasiose “tesi” non trovano spazio solo davanti a tavolini d’osteria (tanto frequentati di buon mattino dagli appassionati della caccia prima di dedicarsi al loro hobby preferito), non solo invadono discussioni su forum, non solo trovano spazio su giornali in forma di lettera di un lettore (come nel noto caso del cacciatore Fabrizio Bonuccelli, insolito frequente ospite tra le pagine de Il Tirreno) o nel corso di interviste (come nel caso dell’ex sindaco-macellaio di Bologna Giorgio Guazzaloca sulle pagine di Panorama), ma appaiono anche in maniera del tutto ufficiale come articoli su siti web dedicati a questi individui. A solo titolo di esempio, invito a consultare questo articolo (da un sito dall’innocente nome: EArmi.it – Enciclopedia delle armi): L’Antesignano dei verdi, dove pare che Hitler (che sicuramente avrebbe molto apprezzato un’enciclopedia delle armi…), durante delle conversazioni tenute a tavola, abbia condannato duramente la caccia.

Una prima obiezione piuttosto elementare a tali affermazioni potrebbe essere che non ha alcuna importanza se ad esempio Hitler fosse stato vegetariano. Potremmo obiettare che Stalin era carnivoro. E dovremmo forse chiudere tutte le gallerie d’arte per via della passione di Hitler per la pittura?

Hitler era vegetariano
Iniziamo con l’affrontare la più delirante di queste congetture: Hitler era vegetariano, e come tale promuoveva il vegetarianismo tra il proprio regime e la popolazione. Ma basterebbe sfogliare qualche libro di storia o una biografia di Hitler per rendersi conto del livello di una simile affermazione. Hitler non era vegetariano. Furono i suoi medici a prescrivergli occasionalmente - per migliorare le condizioni della sua salute - di seguire una dieta priva di carne: soffriva di disturbi digestivi e di occasionali dolori allo stomaco che lo avevano afflitto fin dall’adolescenza, ma anche di eccessiva flatulenza e di forte sudorazione. Hitler tuttavia non rinunciò mai completamente ai suoi piatti di carne preferiti, specialmente le salsicce bavaresi, i fegatini e la selvaggina farcita e arrostita (a tal proposito, è curioso notare che Hitler, come si legge nell’articolo sopra citato, parli duramente della caccia durante pranzi e cene e, nel frattempo, mangi selvaggina…). Il Professor Rynn Berry ha recensito The Heretics Feast (un libro che alimenta la leggenda di Hitler vegetariano) con queste parole:

Mentre è vero che i medici di Hitler gli prescrissero una dieta vegetariana per curarne la flatulenza e un disturbo cronico dello stomaco, diversi tra i suoi biografi, come Albert Speer, Robert Payne, John Toland e altri, riportano la sua predilezione per salse a base di carne e carni trattate. Anche Spencer sostiene che Hitler divenne vegetariano soltanto a partire dal 1931: “Si potrebbe affermare che dal 1931 seguì una dieta vegetariana, ma la trasgrediva in alcune occasioni”.

Quali che fossero le sue preferenze alimentari, Hitler dimostrò comunque scarsa simpatia per la causa vegetariana in Germania. Quando salì al potere nel 1933, bandì tutte le associazioni vegetariane, ne arrestò i dirigenti e chiuse le principali riviste sull’argomento pubblicate a Francoforte. Inoltre la politica hitleriana non promosse mai il vegetarismo presso la popolazione. Il fatto che questa sana alimentazione non sia stata incoraggiata da parte di un leader che rinforzò rigorosamente altre politiche salutiste, come una legislazione che condannava il fumo e l’inquinamento o come le misure a tutela delle donne in gravidanza e delle partorienti, è abbastanza significativo.

La persecuzione nazista costrinse i vegetariani, una piccolissima minoranza in una nazione di forti carnivori, a lasciare il paese o a entrare in clandestinità. Un pacifista e vegetariano tedesco, Edgar Kupfer-Koberwitz, fuggì a Parigi e poi in Italia, dove fu arrestato dalla Gestapo e spedito al campo di concentramento di Dachau. Durante la guerra, inoltre, la Germania nazista bandì tutte le organizzazioni vegetariane nei territori occupati, anche se un’alimentazione vegetariana avrebbe potuto contribuire ad alleviare la penuria di cibo del tempo di guerra.

Secondo lo storico Robert Payne, il mito del rigido vegetarismo di Hitler fu soprattutto opera del ministro della Propaganda della Germania nazista, Joseph Goebbels:

L’ascetismo giocò un ruolo importante nell’immagine che di sè Hitler diffondeva nell’intera Germania. Secondo la leggenda, a cui molti danno credito, Hitler non fumava, non beveva, nè mangiava carne, nè aveva niente a che fare con le donne. Solo la prima cosa era vera. Beveva spesso birra e vino diluito, aveva una speciale passione per le salsicce bavaresi, e aveva un’amante, Eva Braun, che viveva tranquillamente con lui al Berghof. Ebbe anche altre storie discrete. Il suo ascetismo era un’invenzione di Goebbels per esaltare la sua totale dedizione, il suo autocontrollo, la distanza che lo separava dagli altri uomini. Con questa plateale dimostrazione di ascetismo, Hitler poteva rivendicare di essere completamente dedito al servizio del suo popolo.

Goebbels vide nei consigli medici al Fuhrer riguardo la sua dieta una buona idea per spingere il pubblico a considerare Hitler come un santo, come il vegetariano (poi vegano) - loro contemporaneo - Mohandas K. Gandhi. In realtà, Gandhi fu l’esatto opposto di Hitler anche in questo, dato che i medici, per migliorare la sua salute, gli consigliavano di bere brodo di carne. Mentre Gandhi rifiutò, Hitler si lamentava delle prescrizioni dei suoi medici e si spacciava per vegetariano nonostante mangiasse ravioli al ragù. Hitler nutriva inoltre una radicale avversione per la filosofia vegetariana non violenta, e si faceva beffe di Gandhi. Secondo la sua convinzione di fondo, la Natura era dominata dalla legge del più forte. Voleva che i giovani tedeschi fossero brutali, autoritari, impavidi e crudeli. Affermò che «nei loro occhi deve di nuovo risplendere la luce della libera e meravigliosa bestia predatrice».

I nazisti amavano gli animali
Un’altra trovata originale dei “partigiani anti-animalisti” è quella di accostare al movimento animalista un superbo amore che il regime nazista, specie nelle sfere più alte del potere, avrebbe provato verso gli animali, chiarendo in tal modo come l’amore per un animale sia segno di degenerazione mentale. In questo caso ci si domanda se tali affermazioni provengano da un concetto perverso di amore per gli animali, il che non è da escludere, considerando che il cacciatore si autoproclama spesso come “amante degli animali”.

Hitler “amava” i cani, specialmente i pastori tedeschi (considerava i boxer “degenerati”) e gli piaceva controllarli e dominarli. Spesso portava con sé un frustino per cani e qualche volta lo usava per picchiare il suo cane nello stesso modo morboso con cui lo usava suo padre per picchiare il proprio cane. Nel quartier generale del Fuhrer, durante la seconda guerra mondiale, la femmina di pastore tedesco di Hitler, Blondi, gli offrì la cosa più vicina all’amicizia che egli avesse mai avuto. «Ma con i suoi cani, così come con ogni essere umano con cui venisse a contatto», scrive Ian Kershaw, «qualsiasi relazione era basata sulla subordinazione al suo dominio».

La presunta passione di Hitler e di altri capi nazisti per gli animali, specialmente per i loro cani, è stata analizzata da Max Horkheimer e Theodor Adorno. Per certe personalità autoritarie, scrivono, l’ “amore per gli animali” è parte del loro modo di intimidire gli altri. Quando i magnati dell’industria e i capi fascisti vogliono avere animali domestici, scelgono sempre animali dall’aspetto intimidatorio, come alani e leoncini, per avere ulteriore potere attraverso il terrore che questi ispirano.

I soldati tedeschi addestravano i loro cani ad aggredire i prigionieri usando fruste di cuoio (le stesse che poi usavano sugli uomini). In ogni caso ai tedeschi non piacevano tutti i cani, ma solo i loro cani. Come spiega Boria Sax, “un cane “ebreo” poteva essere preso a fucilate, ma un cane “tedesco” era trattato con tutti i riguardi”. Quando i tedeschi invasero l’Austria uccisero tutti i cani che trovarono nelle case degli ebrei in quanto “cani ebrei” e per la stessa ragione uccisero i cani incontrati nel ghetto di Varsavia. Qualche volta non era necessario che i cani fossero “ebrei” perché fossero uccisi: durante l’occupazione di Rotterdam, se un cane abbaiava ad una pattuglia tedesca, l’ufficiale in servizio lo uccideva immediatamente e ne arrestava il proprietario.

Oltre questo “amore” per i cani, l’ideologia nazista non sembrava certo essere così benevola verso gli altri animali. Sebbene lo scopo dei campi di concentramento fosse l’eliminazione degli esseri umani, tali campi operavano in un più ampio contesto sociale di sfruttamento e uccisione degli animali. Auschwitz possedeva un proprio macello e un proprio negozio di macelleria, ma anche gli altri campi di sterminio rifornivano con grandi quantità di carni il proprio personale. Sobibor aveva una stalla per bovini, un porcile e un pollaio situati nelle vicinanze del tunnel che portava gli ebrei alle camere a gas; Treblinka disponeva di una stalla, di un porcile e di un pollaio dislocati in prossimità dell’accampamento delle forze austriache ucraine. A Treblinka inoltre c’era addirittura uno zoo (come vengono chiamate eufemisticamente le prigioni per animali).

Sparare agli animali era un passatempo assai popolare tra i membri delle squadre operative e il personale dei campi di sterminio. Molti di coloro che trascorrevano le ore di lavoro uccidendo esseri umani, amavano impiegare il tempo libero uccidendo animali. Nel diario di Felix Landau si legge: “Oggi gli uomini hanno avuto un giorno libero, alcuni di loro sono andati a caccia”. Alcuni membri del 25° Reggimento di polizia subirono una reprimenda per aver cacciato illegalmente cinghiali. In una lettera indirizzata alla famiglia a proposito di una battuta di caccia appena conclusa, Eduard Wirth, uno dei medici delle SS ad Auschwitz, raccontava a sua moglie di aver sparato a sei conigli e di averne tenuto uno per lei (“Tu, mia adorata, lo avrai domani”).

I nazisti erano antivivisezionisti
Naturalmente, anche i più fantasiosi sostenitori della vivisezione non potevano trovare migliore argomento per confondere e spaventare l’opinione pubblica. Partendo dal presupposto precedente (ovvero che i nazisti amavano gli animali) il vivisezionista di turno sostiene che in virtù di questa degenerazione dell’essere umano (l’amore per gli animali) i medici delle SS si rifiutavano si sperimentare sugli animali prediligendo esseri umani. Questa originale conclusione è di norma la conseguenza della domanda retorica: «Se non sperimentiamo sugli animali, dovremmo sperimentare sugli umani?».

Questa bizzarra concatenazione di idee nasce da una profonda ed evidente ignoranza, prima di tutto nei concetti dell’antivivisezionismo stesso, sia dal punto di vista scientifico sia dal punto di vista etico. E’ chiaro infatti che l’antivivisezionismo mira ad abolire l’uso degli animali nella sperimentazione, ma chiaramente non con l’obiettivo di sostituire l’animale con l’uomo: questo è assurdo e ridicolo. In primo luogo, già oggi, alla sperimentazione animale segue (appunto perché lo studio dell’animale non fornisce dati attendibili) la sperimentazione su esseri umani (che quindi fungono da vere cavie, dato che i risultati ottenuti sull’animale non hanno alcun valore). In secondo luogo, il movimento scientifico antivivisezionista spinge per l’investimento (sia in termini di denaro che in termini di lavoro umano) verso metodologie innovative che non richiedano l’uso di animali (come già ce ne sono molte oggi), cercando nel contempo di dirigere l’attenzione verso più mirati e attenti studi clinici ed epidemiologici e riducendo gli esperimenti allo stretto necessario (oggi, nel campo della ricerca, c’è un forte abuso di esperimenti di dubbio valore). Dal punto di vista etico invece l’antivivisezionismo si batte non solo contro l’uso di animali nella sperimentazione, ma contro l’uso stesso di esseri viventi, umani o non umani. Da ciò risulta chiaro che se i medici delle SS fossero stati davvero dei convinti e coerenti antivivisezionisti, non avrebbero mai pensato di usare esseri umani nei propri laboratori. In realtà, giunsero a questa conclusione proprio perché profondamente convinti del metodo vivisezionista (fondato sull’uso di individui vivi per esperimenti), per cui, non appena ne ebbero la possibilità, non si fecero scrupoli ad usare (oltre agli animali, come vedremo) anche esseri umani.

I nazisti, in effetti, vararono una presunta legge antivivisezionista, nel 1933. La rivista medica inglese Lancet la recensì nel 1934, ammonendo però gli antivivisezionisti a non celebrarla, perché questa legge nazista non differiva affatto da una legge inglese risalente al 1876, che all’epoca ancora regolamentava alcuni esperimenti su animali, ma non li vietava affatto. In realtà, in Germania, non appena venne al potere Hitler, gli antivivisezionisti si affrettarono a chiedergli l’abolizione della vivisezione con un tratto di penna: Hitler si consultò con i suoi esperti medici, i quali risposero che l’abolizione sarebbe stata una pazzia. Pochi anni dopo, quegli stessi medici gli consigliarono di dare inizio alla sperimentazione umana nei campi di concentramento.

Esistono in ogni caso prove schiaccianti di come i medici nazisti continuarono a condurre su animali un’enorme quantità di esperimenti. In The Dark Face of Science, di John Vyvyan, possiamo ad esempio leggere che “gli esperimenti condotti sui prigionieri furono molti e di diversa natura, ma avevano tutti una caratteristica in comune: ciascuno rappresentava una continuazione di esperimenti condotti su animali, o ne era complementare. Per ogni esperimento, veniva citata in evidenza la letteratura [vivisezionista] antecedente e nei campi di concentramento di Buchenvald e Auschwitz vennero portati avanti esperimenti simultaneamente su umani e animali, come parte di un unico programma”.

Interessante notare che la sperimentazione sugli esseri umani non era pratica consueta solo dei medici delle SS “amanti degli animali”, ma permeava l’intero campo della ricerca medica, comprese le industrie farmaceutiche. Il dogma della vivisezione, inculcato (allora come oggi) durante gli studi universitari, presentò ai ricercatori dell’epoca come del tutto naturale passare dalla sperimentazione sugli animali alla sperimentazione sugli umani. Da passaggi di lettere appartenenti agli atti del processo di Norimberga, indirizzate dalla più grande impresa chimico-farmaceutica tedesca, la IG Farbenindustrie, alla direzione del lager di Auschwitz durante la seconda Guerra mondiale, leggiamo:

Per esperimenti con un nuovo sonnifero Vi saremmo grati se ci poteste fornire un certo numero di donne [...].

Troviamo esagerato il prezzo di 200 marchi per donna. Vi proponiamo un prezzo massimo di 170 marchi. Ce ne servono circa 150.

Le 150 donne sono arrivate. Sebbene il loro stato di salute sia alquanto precario, abbiamo deciso di considerarlo sufficiente. Vi terremo informati in merito ai nostri esperimenti.

Gli esperimenti sono stati compiuti. Tutte le partecipanti sono decedute. Tra breve vi scriveremo in merito a una nuova fornitura.

Fascisti e cacciatori
Così, accade che nella foga di trovare fantasiosi nessi tra nazisti e animalisti, a questi impavidi salvatori dell’umanità sfugga ciò che può scrivere una rivista dedicata a loro stessi, come una pubblicazione specializzata sull’ “antica arte” della caccia. L’articolo che di seguito riporto compare sul sito della rivista Diana – La caccia la natura (anche i titoli di queste riviste sono colme di ironia). Si parla non del caro zio Adolf, ma di un suo vecchio compagno di giochi, Benito Mussolini, meglio noto come Il Duce.

Cento anni di Diana: per forza o per amore
L’Italia è ormai nel pieno di quello che in seguito verrà definito Ventennio e tutto deve concorrere alla esaltazione e alla diffusione delle idee propugnate dal Regime. Per capirlo basterebbe la copertina di Diana [...] dedicata a Benito Mussolini e alla frase da lui pronunciata davanti a settecento cacciatori provenienti da Bari per rendergli omaggio, preludio dell’altra, ben più numerosa - anzi “oceanica”, per usare un termine caro alla retorica dell’epoca - adunata che si terrà nel 1932 e vedrà ben 15.000 cacciatori invadere Piazza Venezia, consueto teatro di questo genere di spettacoli. Come già fatto rilevare anche in altre occasioni, il fascismo non poteva lasciarsi scappare l’occasione di prendere sotto la propria ala una attività come quella venatoria che vedeva portare avanti da chi la praticava sia un sano esercizio fisico - un’altra delle velleità del Regime - sia la preparazione all’uso delle armi, propedeutica ad un impiego militare già tristemente nei programmi. Intanto il Duce, dichiarandosi anch’esso appassionato dell’ars venandi [della caccia, NdR] ha soppiantato come primo cacciatore d’Italia la figura del Re nell’iconografia nazionale, mettendo sempre più sullo sfondo, anche in questo tutto sommato marginale campo, la Monarchia. Sempre nel 1931 nasce anche la Federazione Nazionale Fascista dei Cacciatori, ulteriore esempio del controllo esercitato dal fascismo su ogni aspetto della vita dei cittadini. Restando nello stretto campo editoriale, Diana intanto cambia formato, testata e cadenza, divenendo quindicinale. Le cacce trattate vedono sempre più spesso in questi anni come protagonisti la montagna, camosci, caprioli e cinghiali, ma un grande spazio lo ha anche la cinofilia venatoria e le prove di lavoro. [Il corsivo è mio, NdR] [Fonte: Diana – La caccia la natura n. 14]

Evidentemente “tempi gloriosi” come quelli del fascismo vengono guardati con nostalgia dai giovani cacciatori di oggi…

Conclusioni
In realtà, la storia ci regala numerosi esempi di grandi uomini che hanno deciso di abbandonare il consumo di carne in favore di un’alimentazione più attenta alla vita degli animali. Ricordo, tra i tanti vegetariani, Plutarco, Pitagora, Diogene, Epicuro, Platone, Nasone, Seneca, Leonardo Da Vinci, Giordano Bruno, George Bernard Shaw, Lev Tolstoi, Albert Einstein, Martin Luther King, Isaac Bashevis Singer, Tiziano Terzani, Mahatma Gandhi…

Albert Schweitzer, medico, teologo e filosofo tedesco, premio Nobel per la Pace, impegnato come missionario in Africa e  sostenitore dei diritti animali, ha scritto:

Coloro che antepongono i diritti degli umani a quelli degli animali non hanno coscienza che la pietà è una sola come la compassione”.

Riccardo B.

Fonti consultate:
Charles Patterson, Un’eterna Treblinka , Editori Riuniti, Roma 2003 (» paragrafo
Hitler e gli animali )
Vegan 3000, E’ vero che Hitler era vegetariano?
Hans Ruesch, Imperatrice Nuda, Civis, Trento 2005 (anche in edizione on-line)

26 commenti a “Nazisti e animalisti”

  1. 1
    Marcello scrive:

    Hitler fu l’Anticristo del ‘900, finito in cenere dalla disperazione che lo accecava, per tutto il male commesso. Traiamo esempio da altri uomini famosi nella storia che erano o divennero vegetariani, ma Hitler era un pazzo, un drogato, un satanico, uno scaltro, un sofista, un ingannatore, un assassino di Cristo ebreo, per il quale sterminò il suo popolo.

  2. 2
    AlanAdler scrive:

    ciao Marcello

    credo che hai sbirciato velocemente l’articolo senza leggerlo, o forse ho capito male io.
    Nell’articolo spiego proprio che Hitler non era vegetariano, al contrario di ciò che certa gente vuole far credere. Alcuni grandi nomi di vegetariani “storici” sono alla fine dell’articolo.

    Personalmente, per quello che riguarda Hitler, è indubbiamente una figura storica di rilievo, con una personalità senz’altro interessante (sono stati scritti fior fiore di libri sulla sua vita). Comunque credo che la sua fama di persona crudele sia troppo spinta. Personalità crudeli ci sono sempre state in passato, e continueranno ad esserci anche in futuro naturalmente. Gli stessi americani sterminarono due grandi aree civili con bombe atomiche, e le sofferenze dei sopravvissuti sono state come e peggiori di quelle degli ebrei chiusi nei campi di concentramento. La crudeltà sembra essere una costante dell’uomo purtroppo.

  3. 3
    GIANNI scrive:

    SE UNO E’ BASTARDO E ODIA GLI ANIMALI O USA VIOLENZA, PUO’ ESSERE TANTO DI SINISTRA QUANTO DI DESTRA L’UNICO CHE FORSE AMA L’ ESSERE VIVENTE E IL BUDDISTA, NE CATTOLICO NE MUSSULMANO.

  4. 4
    miki25 scrive:

    Il mio commento è il silenzio !
    Il doveroso e rispettoso silenzio di fronte ad ogni vittima di barbarie e violenza.
    Il silenzio gigantesco e poderoso di fronte ai barbari ed ai violenti per far si che non ne nascano mai più.

  5. 5
    umasta77 scrive:

    sono sbalordita nel leggere tutto ciò. ciò che è stato scritto su hitler è esagarato? è la pura verità e solo dio sa quanto sta patendo ma sarà sempre poco! purtroppo l’essere vivente più diabolico ke esista è l’uomo. e sempre sarà così|

  6. 6
    LA PANTERA scrive:

    io non credo che si possa associare hitler al vegetarianismo o altro..i suoi stermini sono antricristo, sono d’accordo all’uniso il mio silenzio e’ il commeno…….

  7. 7
    Bassiano scrive:

    Ringrazio Rccardo B per la sua pagina, molto chiara e scorrevole. Condivido quato scritto sui cacciatori, ma la fede profonda del cacciatore meriterebbe un approffondimento che io ho fatto con il mio libretto “Quando eravamo cacciatori”
    Bassiano da Bassano tel 0424-501428

  8. 8
    laura scrive:

    http://www.maat.it/livello2/diritti-animali.html

    “”Si può rimpiangere di vivere in un periodo nel quale è impossibile formarsi una idea della forma che il mondo del futuro assumerà. Ma c’è una cosa che posso predire ai mangiatori di carne: il mondo del futuro sarà vegetariano”
    Adolf Hitler, Conversazioni a tavola, 11 novembre 1941, Sezione 66 “

  9. 9
    AlanAdler scrive:

    cara Laura, se avessi provato a leggere l’articolo che ho scritto avresti capito che sia il link che la citazione che hai postato non hanno molto senso.

  10. 10
    Lucia Dalla scrive:

    Ghandi era vegetariano perche’ gli Indu’ lo sono quasi tutti

  11. 11
    AlanAdler scrive:

    ciao Lucia,

    da quel che ne so io, Gandhi è stato vegetariano (e in seguito vegano) per questioni morali, d’altronde il fatto stesso che quasi tutti gli indù sono vegetariani, significa che anche Gandhi poteva benissimo scegliere di non essere vegetariano.

    ciao,
    Alan

  12. 12
    Gio scrive:

    Ciao!

    @ Lucia
    Se conoscessi anche solo qualche indiano sapresti che molti di loro sono Indu’, tantissimi non praticanti e tanti altri se ne strafregano dei dogmi religiosi. Certo, tale situazione era sicuramente meno marcata ai tempi di Gandhi ma era pure una realta’.

    Gandhi infatti magio’ carne da piccolo e la sua riforma verso il veganesimo e’ dovuta per lo piu’ alla sua crescita spirituale ed al tempo che egli stesso ha passato in UK (che gli ha permesso di entrare in contato con la Vegetarian Society e motli attivisti e filosofi pro-vegetarianesimo).

    Non dimentichiamo che Gandhi si e’ moralmente e spiritualmente trasformato tra l’Inghilterra ed il Sud-Africa (cioe’ dopo aver lasciato e prima di essere ritornato in India).

    Inoltre, va risottolineato che non c’erano molti vegani in India ai tempi di Gandhi. Cio’ nonostante, in linea con quanto citato sopra, Gandhi divento’ nei suoi ultimi anni quasi-vegan (mi sembra che beveva latte di capra).

    Sicuramente la base culturale induista ha influenzato la vita di Gandhi ma non diresti mai che tu ti opponi alla pena di morte perche’ in italia siamo tutti Cristiani…spero!

    A presto,
    Gio

  13. 13
    zorro scrive:

    La vostra prevezione ideologica che vi induce a negare e millantare verso i vostri avversi non mi scandalizza, semplicemente mi fa schifo. Non solo Hitler fu vegetariano am anche Himmler come alri nazisti, e non credo chetuti avessero problemi di salute che lo rendessero necessario. Poi quale sarebbe questa malattia che induce al vegetarianesimo, quando tutti i medici invece spesso a malti consigliano carne.Ecologisti e animalisti furono anche goering, che si preoccupò perfino della sofferenza di crostacei e ostriche,Hess,contrario a caccia e pellice come gli altri. K. Lorenz era nazista e mai rinnegò fino alla morte,poi vi fu W.Darrè,Il movimetno Wandervogel che confluì nel partito nazista, animalista, ruralista,vegetariano. Poi Sainfert, che diceva addirittura che perfino un ponte va armonizzato con estetica e necessità della natura. Ghandi, piccolo particolare che la vostra ipocrisia deliberatamente ignora, fu alleato di Hitler e Mussolini, del secondo poi sincero amico ed ammiratore, nonche del fascismo che definì la migliore cosa per l’Italia.
    Ma silenzio bufoni e bugiardi, disonesti pure verso chi vi ascolta.

  14. 14
    zorro scrive:

    Ho commesso sopra molti errori di battuta.Suppongo sia comunque comprensibile.

  15. 15
    zorro scrive:

    Tra induismo e paganesimo germanico, insieme ad altri di origine e forma ariana il passo è breve e quasi inesistente.Buddah e la stessa parola che nel germanico definisce Odino,che infatti ha per altri nomi Wotan,Odin,e poi Boden, fortemente assonante con Budda. Per quegli occidentali rincoglioni e disoneti che trasformano tutto quanto gli sia di più avverso in qualcosa di bolscevizzato, massonizzato, oppure cristianizzato, avviso pure che l’induismo non è quel paracristianesimo o para cominismo che piace intendere, l’induismo suddivide l’uomo per caste, alcune delle quali pure disprezzabili, ben lontano dal quel presunto pacifismo o eugualitarismo che gli si vorrebbe addure.I Veda condannano pure la fusione tra le razze,che ravvisarono invece possibile profeticamente 6000 anni fa solo come cosa normale alla fine delle era umana, il Kali Yuga, ovvero i nostri giorni.

  16. 16
    zorro scrive:

    Altra colpevole e capziosa cazzata. In due land, bavaria e mi sembra prussia la vivisezione fu abolita.Certo rimase comunque nel resto della Germania. Però furono introdotte norme fortemente restrittive che limitassero tale pratica, come l’inutilità accertata di un esperimento,la non ripetizione di esperimenti già fatto, l’uso di documentazione di conclusioni già fatte da un esperimento allo scopo di non ripeterlo,l’obbligo dell’anestesia per gli animali da usare, come pure per la produzione di pellicce.Se pure ad esmpio la germania nazista non obbligo al vegetarianesimo tutto il popolo dipende da l fatto che Hitler, pur essendo certo un dittatore, non fu tiranno quanto stalin,che preso dalla foga di annullare tutte le religioni, escluso chissà perchè l’ebraismo,obbligo in tutte le case che si togliessero immmagini e riferimenti sacri da sostituire con la sua immagine.
    Adler risposta abbastanza scialba la tua che hai dato alla pubblicazione del sito di Laura. La ci sono incontestabili fatti accertati, sito che poi non è politicizzato, strano che non l’abbiano ancora chiuso…Fatti che non si possono smentire con allusioni personali molto ” artisticamente” inventate.

  17. 17
    Gio scrive:

    Ciao Zorro!

    >>La vostra prevezione ideologica ….
    Certo tu non hai nessuna prevenzione….neppure emotiva! Infatti dal tuo linguaggio si nota il tuo ragionamento pacato ed obiettivo.

    >>quando tutti i medici invece spesso a malti consigliano carne

    Tutti, spesso o molti….deciditi un po’.
    Forse meglio che ti informi un po’ mi sa.

    Su Hitler vegetariano, se non credi ad Alan, ti consiglio di leggerti:

    The Hitler Book:
    The Secret Dossier Prepared for Stalin from the Interrogations of Hitler’s Personal Aides
    Front Cover
    Henrik Eberle, Matthias Uhl, Giles MacDonogh

    oppure..

    “Hitler Neither Vegetarian Nor Animal Lover (Pythagorean Publishers, 2004)”.

    Su Gandhi le spari ancora piu’ grosse. Perche’ vedi, lui interruppe la sua ribellione contro l’impero britannico per permettere all’Inghilterra di concentrarsi sul fronte della guerra…nonostante lui fosse contrario alla guerra stessa. Gandhi ha scritto e parlato contro gli orrori del nazismo all’infinito.

    Un po’ meno fantasie per favore….

    A presto,
    Gio

  18. 18
    zorro scrive:

    Hey Gio!
    http://digilander.libero.it/secondaguerra/gandhi.html Questo per quello che Ghandi pensasse e offrisse ad Hitler, di cui fu alleato poco corrisposto, quanto dal Papa cosa della quale mi rammarico pur essendo non ghandiano, però ritenendolo persona di maggiori attenzioni rispetto. Circa i rapporti con Mussolini e fascismo non ho pagine da linkare semmai foto dove sorride e abbraccia gerarchi e balilla, poca roba quindi.Mussolini a differenza del compagno di giochi e del Papa, gli riservò invce ogni rispetto e attenzione, molto ricambiati.

    Tutti “i medici”, molto spesso “ai pazienti”, non vedo il pessimo esprimermi, forse c’è un tuo pessimo intendere, ma è un piccolo particolare.
    Inutile che mi mandi alcuni dei tabni “seri libri” che intendono ipocritanebte e falsamente demonizzare hitler, sarebbero un di più a quanto già qui asserito. Ho citato movimenti e personaggi, non ultimo Lorenz, che nonostante nazista non si potè far a meno di ignorare,nell’etologia mondiale come il meno noto ma riconosciuto e stimato professor Seinfer, che attestano la componente ecologista, animalista, vegetariana del nazismo. Cosa che stride con la pretesa demonizzazione della cosa,ipocrita e falsa perchè in virtù di questa demonizzazione si pretende di escludere le colpe e le responsabiltà dei suoi nemici, inentendosi così come “bene e vittime assolute”, e si è visto, come ancor si vede quanto tali nemici lo siano. E non mi riferisco alla storia, ma arriviamo alla cronaca.

    Una idea, qualsiaisi idea, è legittimo criticarla e condannarla, ma con fatti e in virtù di principi, non con palle, che evidentemente colpisono anzitutto le persone come me e te, cui si rivolgono.

    Meno palle Gio.

  19. 19
    Zorro scrive:

    Vedi Gio, io non nascondo di essere un nero, quindi senza però essere in fondo nè nazista nè in fondo fascista, non ho preblemi a riconoscere errori ed eventuali colpe di tali movimenti come pure i loro meriti. Una giusta Adler l’ha detta circa colpe maggiori degli americani, su Hiroshima e Nagasaki, dimeticando chissà perchè quelle operate in Germania da inglesi, come pure da sovietici e yankee.I tedeschi fecero rappresaglie spesso ingiusticabili, spesso feroci, spesso legali. Ma non hanno fatto coeme i sovietici in prussia, schiacciando coi carri armati armati e bombardando civili tedeschi in fuga, stuprando donne e bambine. Da noi andò “qualitativamente”peggio, i marocchini liberatori stuprarono pure i vecchi di 85 anni,sembra pure qualche animale, andò meglio “quantitativamente”, in quanto gli stupri, spesso terminati con lo sgozzamento di vittime e parenti, si aggirarono sui 60.000 contro i 2 milioni della Germania, Cui parteciparono abbondantementre gli yankee, soprattutto negri, più maltrattati dai bianchi in america degli ebrei in Europa, trovando qui forse l’occasione di una rivalsa di razza, meno giustificabile delle rappresaglie tedesche.Taciamo poi sull’arsione di un milione di civli operata anche dagli inglesi.Churchill ipotizzo con Satlin di usare i gas contro la popolazione tedesca ormai inerme e indifesa. Ma nessuno di questi porcì potè essere giudicato per crimini di guerra e direi pure a questo pnto di pace, o genocidio.
    A differenza di te Gio, la mia obiettività e mancanza di prevenzione non mi esclude di rispettare Ghandi o differenziare Guevara da Tito o Stalin.Il nazismo fu animalista, molti capi nazisti, Hitler in testa furono sinceri ed autentici amanti di natura e animali, di altro si potrebbe discutere in altra sede. L’ecolgia nasce con W. Darrè non con stalin o Churchill. Se i nazisti hanno ucciso, lo han fatto quanto e forse meno degli, altri, però circa naimali e natura lo fecero meglio e più degli altri.
    Contro ciò solo chiacchiere, balle, illazioni.
    Sarà il caso ormai di vedere quanti bambini furono gettati con l’acqua sporca, e quanto veleno contenga questa ventata libertà impostaci con massacri. E quanto la si imponga in giro per il mondo.Palestina tutt’altro che esclusa.

  20. 20
    zorro scrive:

    “Certo tu non hai nessuna prevenzione….neppure emotiva! Infatti dal tuo linguaggio si nota il tuo ragionamento pacato ed obiettivo. ”
    Hai detto tu Gio. Certo, ti riconfermo di essere nero, ma fa incazzare l’ipocrsia della balla, più che l’attaco a certe idee, delle quali poi risecifico, mi interesso e in quelche misura partecipo.Molti oggi si ritengono di essere antifascisti basandosì però su un modello falso e distroto fornito dall’”intellighenzia”, antifascista, e purtroppo anche molti se ne identificano.Stabilire quindi che la comoda idea del male assoluto abbia avuto cura e amore per animali e natura stride con certa impostazione quindi va negata. quindi non ho problema a ritnere questo sito solo una macchian falsamente animalista, o quantomento mossa da interssi di propaganda ideologica. Sarei felice di confrontarmi con un qualcosa che possa essere autenticamente antifascista in termini reali, ma in 30 anni dei miei 50 non mi è ancora capitato.
    In bocca lupo Gio, ma senza che il lupo crepi comunque.

  21. 21
    AlanAdler scrive:

    ciao,

    > http://digilander.libero.it/secondaguerra/gandhi.html Questo per quello che Ghandi pensasse e offrisse ad Hitler, di cui fu alleato poco corrisposto

    scusa, ma questo dimostrebbe che Gandhi era un “alleato” di Hitler? Io nel documento che ho letto non vedo assolutamente nulla che mi faccia pensare a ciò. Forse ti aspettavi che Gandhi imprecasse e bestiamesse scrivendo a Hitler piuttosto che usare toni pacati e gentili come era suo solito fare?

    > Una giusta Adler l’ha detta circa colpe maggiori degli americani, su Hiroshima e Nagasaki, dimeticando chissà perchè quelle operate in Germania da inglesi, come pure da sovietici e yankee.

    scusa non capisco quale idea ti sei fatto di me. L’articolo che ho scritto come è chiaro intende chiarire che Hitler e il movimento nazista avevano ben poco a che fare con l’attuale movimento dei diritti animali, se non altro, anche ammesso e non concesso che i vari esponenti del nazismo fossero stati vegetariani e con particolare riguardo verso le sofferenze animali e che il governo nazista avesse provveduto ad emanare diverse leggi a protezione degli animali ecc, anche ammesso e non concesso ciò, il movimento dei diritti animali è (o almeno dovrebbe essere in alcuni casi) un movimento fondamentalmente pacifista, dunque mi pare ovvio che lo sterminio di esseri umani sia incompatibile con l’ideologia dei diritti animali. Dicevo quindi che non capisco quale idea ti sei fatto di me. Non è certo mio obiettivo sostenere alcune parti (inglesi, russi, americani o chi altri) e accusare i tedeschi di tutti i mali del mondo. Mi pare chiaro questo no? Il libro citato nelle fonti dell’articolo, Un’eterna Treblinka, mette a nudo tutto ciò che hanno combinato gli americani e non solo con l’eugenetica…

    > quindi non ho problema a ritnere questo sito solo una macchian falsamente animalista, o quantomento mossa da interssi di propaganda ideologica

    sinceramente non capisco di che parli… propaganda ideologica?

    Riccardo

  22. 22
    Zorro scrive:

    ADLER se hai letto la lettera di Ghandi ad Hitler, da uomo sincero lo critica per le invasioni militari che fece all’epoca.Però al contempo gli offre la collaborazione, pacifica, degli uomini del suo movimento.Quindi già questo basta ad intendere che una alleanza almeno la cercò.Circa invece Mussolini e fascismo andò diversamente in quanto il Duce gli riservò molte attenzioni e stima,molto ricambiate.Sentii nel 90,compagno di corsia in ospedale, la testimonianza diretta di un reduce che fu prigioniero degli inglesi insieme agli uomini di Ghandi. Era un cosidetto badogliano e disse che loro temevano fortemente questi ghandiani più degli inglesi, vedendoci dei traditori.Se tanto da tanto…Rinnovo la mia stima verso Ghandi, uomo di grande carisma e valore seppur non mi appartenga come “guida”; però è strano che un grande pacifista vada ad allearsi o comunque d’accordo con due grandi guerrieri.Che dire l’asse fu pure alleato di Stalin.
    Sul fatto che ti dimetichi di altre bestialità operate dai sovietici ho avuto il legittimo sospetto che fossi in qualche modo di parte.Che comunque sarebbero affari tuoi; quello che contesto, nel sacrosanto diritto di ognuno di condannare quello che non piace, è però di stravolgere quanto sia vero. Lecito quindi che il moviento animalista e pacifista che tu intendi si discosti dal nazismo, ma non per questo è lecito che neghi quella che invece fu una caratteristica ideologica, in questo senso comune,col nazismo.Come volevo sottindere, essendo il nazismo di orienatmento spirituale indoeuropeo, al pari dell’induismo, cui era in ottimi rapporti, basti pensare che i primi occidentali ad essere accettati nella città proibita furono i nazisti della spedizione di Schafer, che ispirò il film “sette anni in Tibet”, ha in sè quella concezione non antropocentrica tipica invece di religioni semitiche, come ebraismo e cristianesimo.Per cui non vedo perchè meravigliarsene o negare. Ho poi fatto esempio di personaggi come Lorenz o altri a sotegno di questo. Insomma di fronte ad un comune sentire, per quanto sacrosante le differenziazioni, bisognerebbe tollerarsi. Poi per il resto scannarsi come meglio si crede. Per quel che mi riguarda, carnivoro al 95%, essendo il rimannete più una “costrizione” che una scelta. ovvero quanto di carne è prossimo al guastarsi, di quella comprata per gatti e padre,le mie scelte “vegetalofile”, non sono state condizionate nè da Ghandi nè da Hitler.
    P. S. anche Wagner, che fu una delle ispirazioni del nazismo era vegetariano, e si scgliò pure contro la vivisezione, della quale diceva che i laboratori andavano brutalmente assaltati.
    Saluti e stammi bene.
    P.S. il mio slogan trattando di animalismo è “semiti o ariani sempre meglio i cani”.
    Brutta bestia è l’uomo.

  23. 23
    AlanAdler scrive:

    > al contempo gli offre la collaborazione, pacifica, degli uomini del suo movimento

    perdonami ma non ti seguo, io nella lettera non vedo alcuna offerta di collaborazione di Gandhi al regime nazista. Lui afferma solo che il suo popolo usa la non violenza contro la tirannia britannica e consiglia a Hitler di porre fine alle atrocità e alla guerra stessa.

    > Sul fatto che ti dimetichi di altre bestialità operate dai sovietici ho avuto il legittimo sospetto che fossi in qualche modo di parte.

    no guarda, puoi leggere anche nel mio profilo sul blog che io non ho interessi per la politica e non mi schiero da nessuna parte:
    http://www.animalstation.it/public/wordpress/?page_id=80
    Ti riconfermo che l’articolo sopra non ha nessun fine politicizzante. In tutto il blog non troverai nessun accenno a schieramenti politici (c’è un articolo su Fini e su alcune sue dichiarazioni molto discutibili a favore dei cacciatori, ma anche in quel caso non vi sono intenzioni politicizzanti da parte mia, almeno non nelle mie intenzioni, tra l’altro in Italia i cacciatori sono appoggiati da tutti gli schieramenti politici senza distinzione…)

    > Lecito quindi che il moviento animalista e pacifista che tu intendi si discosti dal nazismo, ma non per questo è lecito che neghi quella che invece fu una caratteristica ideologica, in questo senso comune,col nazismo.

    Può essere anche possibile che come tu dici in alcuni punti vi siano delle similitudini ideologiche, ma come potrai leggere nell’articolo in questo caso vi sarebbero anche delle evidenti e sospettose contraddizioni, come il fatto che nei lager vi fossero mattatoi e zoo o che esponenti e soldati del regime andassero a caccia, il che stride fortemente con il pensiero dei diritti animali. Ti assicuro che l’articolo non è frutto della mia fantasia, ma è tratto dalle fonti che ho citato alla fine, che molto probabilmente metterai in discussione suppongo.

    Per ciò che dici dell’induismo, anche se l’induismo mi pare possa essere considerato vicino per certi aspetti al movimento dei diritti animali, di certo però il movimento dei diritti animali non si riconosce in nessuna religione, al suo interno puoi trovare persone credenti e non credenti (io sono ateo) e credenti di diverse religioni, compresi ebrei e cristiani.

    Lorenz è una figura importante nell’etologia, non nel movimento dei diritti animali, ho una sua citazione interessante se attendibile ma non so fino a che punto arrivasse il suo rispetto per gli altri animali. Ho letto un suo libro e non mi è piaciuto per niente (L’anello di re Salomone), si parla di animali in gabbia e altre cose poco piacevoli, anche se naturalmente bisogna considerare anche il periodo in cui è stato scritto.

    Riccardo

  24. 24
    Zorro scrive:

    Dalla lettera di Ghandi “Vi prego di credermi quando affermo che in India trovereste un numero inaspettato di uomini e donne simili. ” Le lettere al furher di ghandi sono due e forse non ho beccato la prima che ora non trovo più; la prima che era molto più esplcita, forse questa un pò inacidita dal fatto che Hitler non lo degnò di ascolto, comunque la frase sopra mi pare abbastanza chiara. Infatti a Ghandi senz’altro va riconsociua la sua schiettezza,non si remora di dire che non approva certe invasioni ecc. Peccato però che Gahndi abbia ignorato quei 60.000 tedeschi uccisi,stuprati, e peggio lasciati ciechi e mutilati dai polacchi, civilli polacchi avallati e incoraggiati dal governo che questo fecero al tempo in cui la Germania chiese il referndum per Danzica, di cui poi i tedeschi nemmeno si vendicarono troppo, ma questa è una altra storia. Se comunque come è giusto per gli indiani liberarsi degli inglesi, fu giusto liberare tedeschi presenti in polonia e cecoslavacchia, certo poi segui altro. Caro Adler, se tua hai cognizione che anche gli altri furono infami e brutali quanto e direi io di più dei tedeschi mi ispiri solo che rispetto. Ho accusato di far politica qusto sito, perchè da quando seguo questa tematica vegetariana e animalista, non posso far a meno di incappare in bolg e pubblicazioni che intendono negare questa caratteristica del nazismo in virtù di prevenzioni ideologiche, ovvero devono essere il male assoluto e quindi non glielo si deve riconoscere, oppure dispiace che si possa essere anche minimamente assimiliatai a quelli. Che cosa non può certo essere per svariati motivi, non dimentichiamo che da vegetariano Hitler fece chiudere associazioni vegetariane proprio perchè, come vedo oggi e non solo in questo argomento, facevano da cavallo di troia per altri valori. Ribadisco che quello che mi scoccia è il voler negare per comodo. Mi stiupisci però quando dici che nei lager vi fossero mattatoi e zoo,stridono con l’impostazione ufficiale di luogo infernale e di sterminio, attento che non ti becchi una denuncia per apologia o revisionismo! Io aggiungo pure che c’erano coltivazioni, oltre a partite di calcio,concerti,e perfino si batteva moneta in ogni campo, molto ricercata dai filatetici perchè ormai rarissima, ho qualche foto.Perfino una piscina ad Auschwitz, si dice da parte revisionista che servisse per pratiche di riabilitazione motoria, credibilie perchè non ha lecaratteristiche di spasso o semplice rilassamento e nuoto. Si trova su internet volendo.

    Certo il macello venne dopo, come pure per i tedechi fuori dai campi.Bando alle divagazioni “revisionistiche” , lo so come ho già detto sopra, che in germania ancora si andasse a caccia o si praticasse la vivisezione e si producessero pellicce,ma bisogna vedere chi lo facesse e quanto in materia fosse stato ristretto,
    Come detto sopra mi pare a Gio, Hitler che senz’altro fu dittatore non era un tiranno, o quanto meno lo era meno di un Stalin che impose in ogni famiglia la rimozione di oggetti sacri da rimpiazzarsi con la sua immagine. Hitler, come pure dichiara nei famosi “discorsi a tavola”, non volle imporre il vegetarianesimo semplicemente perchè il popolo non lo voleva.Se guardi le leggi in quel sito proposto da Laura la tendenza e leggi varate andavano verso un contenimento e riduzione del maltrattamento animale, poco visto da noi oggi, ma moltissimo per l’epoca. Nemmeno io ho molto letto Lorenz, ma la sua innovazione ha stabilito un nesso con quel mondo animale che invece cognizioni giudaico cristiane intendono come creato a misura e consumo dell’uomo. Qui sia apre una rivoluzione in tal senso, non a caso osteggiata anche dal cristianesimo, che poi è quello che ha sempre condannato il vegetarianesimo.A fianco di Lorenz, v’era pure Darrè in questa rivoluzione, come pure il movimento wandervogel, vegetariani confluiti nel nazismo che Hitler chiamava i miei mangiacarote.Anche Hess, Himmler (vegetariano),Todt,Goering (garnde carnivoro!),Seinfert, appartennero a questa corrente. Insomma se un nazista non nega che Ghandi fosse vegetariano, perchè si fa il contrario. Non dico che siccome si sia animalisti si debba essere nazisti, anche perchè ancora non ho provveduto in tal senso per me, quello che dico è che mi sembra meschino la volontà di disconoscere e negare.E offensivo per chi ascolta perchè in fondo tradito.
    SEGUO APPRESSO.

  25. 25
    zorro scrive:

    Qualche link, per curiosare.

    Camerata Ghandi mi sembra solo una simpatica provocazione..
    http://www.youtube.com/watch?v=z_10fmD7bPU

    Ghandi a Roma
    http://www.youtube.com/watch?v=etW8WFe_Xu8&feature=related

    Il cuoco di Hitler. Anche qqui si attesta il vegetarianismo di Hitler, come pure il fatto che Goering mangiasse carne. Amante però della natura e degli animali, ostile alla caccia alla vivisezione e altro ancora.
    http://www.larchivio.org/xoom/colellaintervista.htm

    Anche qui pubblica riferimenti interessanti. Come vedi anche Goebbels non era estraneo a questo tema.
    Mi sembra comunque che anche qui alla fine si vada verso reindirizzo politicamente “corretto.
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=1731

    Insomma ribadisco, una cosa comune non implica che in virtù di questo si debba essere uguali, quello che non sopporto è la negazione di un fatto.
    Per esempio, come nella chimica o pure nella culinaria, con stessi elementi si possono fare sostanze e piatti diversi. Anche io ho ferro nel sangue, ma non per questo se vedo un segnale stradale lo chiamo fratello…

  26. 26
    zorro scrive:

    http://minimokarma.blogsome.com/2007/12/24/gandhi-lettera-a-hitler/
    Qui si attesta che lettere furono due, strano che la prima oltre al governo inglese che la bloccò sia sparita pure da internet.Ricordo di averla letta.E’ vero che il passaggio dove dice “trovereste qui molte persone…”può essere frainteso, ma per via della funzione antiglese è molto credibile, e cosa venne a fare poi da mussolini, una gita turistica?Lo so che a Ghandi non piacesse Hitler, ma come ti ho detto pure con la testimonianza di quel reduce prigioniero in india, ai ghandiani non sembra dispiacesse il fascimo,certo per motivi politici.Insomma se pure ghandi ha avuto la lealtà di accorardasi con persone molto diverse da lui, perchè oggi non si deve essere onesti e riconoscere semplicemete certe caratteristiche di un nemico?
    Per quel che mi rigurda dove sta il mio sentire stà il mio cuore, fosse Ghandi, hitler ,guevara o lucifero, dove trovo un giusto mi piazzo.Tralasciando magari l’ingiusto, ma tanta purezza assoluta dove la trovi?
    Grazie per il dibattito!

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